Quattordicesimo giorni di guerra, oggi 13 marzo, tra Iran, Usa e Israele. All'indomani del primo messaggio di Mojtaba Khamenei al Paese, la giornata si apre con la minaccia del presidente Donald Trump alla Repubblica islamica - "Guardate cosa succederà a questi folli criminali" - e con esplosioni a Teheran e nuovi attacchi israeliani alla periferia di Beirut.
Intercettato intanto dalla Nato un terzo missile lanciato da Teheran contro la Turchia.
Tump: "Putin sta un po' aiutando l'Iran, come noi l'Ucraina"
Il presidente russo Vladimir Putin "sta un po' aiutando" l'Iran nel conflitto in corso con Stati Uniti e Israele. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Fox News, precisando che "probabilmente anche lui Putin pensa che stiamo aiutando l'Ucraina".
"Anche noi stiamo aiutando l'Ucraina, Putin lo dice, e probabilmente lo dice anche la Cina - ha spiegato Trump - Loro lo dicono e noi lo diciamo, è tutto giusto".
Tajani sente omologo Iraq: "Priorità sicurezza nostri militari e connazionali"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sentito il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, a due giorni dall'attacco che ha preso di mira una base con militari italiani a Erbil, nella regione del Kurdistan. "Ho ribadito la solidarietà italiana di fronte agli inaccettabili attacchi subiti, sottolineando la priorità della sicurezza dei nostri militari e connazionali", ha dichiarato il titolare della Farnesina in un post su X.
Tajani ha quindi precisato di aver concordato con Hussein "sulla necessità di seguire con convinzione il percorso della de-escalation e del dialogo diplomatico per risolvere in tempi rapidi la crisi in atto", aggiungendo che "lavoriamo per rafforzare il partenariato anche con Baghdad e continueremo a sostenere il ruolo che l'Iraq svolge come fattore di stabilità e di dialogo nella regione".
Ue verso sanzioni a tutela libertà navigazione
L'Unione Europea potrebbe adottare un regime di sanzioni per colpire chi ostacola la libertà di navigazione, come sta facendo l'Iran nello stretto di Hormuz, dopo l'attacco israelo-americano. Lo si apprende da una fonte diplomatica europea, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo.
Essendo l'Europa relativamente povera di materie prime ed esportando in gran parte del mondo, il benessere delle sue economie "dipende dalla libertà di navigazione", ricorda. Il blocco dello stretto di Hormuz, che unisce il Golfo Persico e il Mar Arabico, ha già fatto schizzare il barile di petrolio oltre i 100 dollari (il future sul Brent, il greggio di riferimento europeo, quota a 100,5 dollari al barile poco prima delle 11.30) e il gas naturale, colpendo al cuore l'economia europea.
Pertanto, lunedì prossimo almeno un Paese membro proporrà ai partner Ue di "iniziare a lavorare" per istituire un regime sanzionatorio dedicato a proteggere la libertà di navigazione, che copra anche "lo stretto di Hormuz".
Turchia: "Intercettato da Nato terzo missile lanciato da Teheran"
Un proiettile balistico lanciato dall'Iran ed entrato nello spazio aereo turco è stato neutralizzato dai sistema di difesa aerea e missilistica della Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Ankara in una nota.
"Adottiamo con decisione e senza esitazione tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese. Sono in corso consultazioni con il Paese interessato per chiarire tutti gli aspetti dell'incidente - si legge nella nota - Tutti gli sviluppi nella regione vengono monitorati attentamente e valutati con la massima priorità data alla sicurezza nazionale".
Aereo cisterna precipitato in Iraq, morti 4 dei 6 militari dell'equipaggio
Quattro dei sei membri dell'equipaggio a bordo dell'aereo cisterna americano precipitato ieri in Iraq sono morti. A darne notizia è stato il Centcom, precisando che l'aereo è precipitato alle 14 di ieri e ribadendo che la perdita del velivolo non si deve "a fuoco nemico o amico".
Trump ai leader del G7: "Teheran prossima alla resa"
Il presidente americano Donald Trump avrebbe detto ai leader del G7 che l’Iran "è prossimo alla resa". Lo riferisce Axios, citando tre funzionari dei Paesi del Gruppo informati sul contenuto del colloquio virtuale tra il capo della Casa Bianca e gli altri leader.
Durante la conversazione, avvenuta mercoledì mattina, Trump avrebbe rivendicato il successo dell’operazione "Epic Fury", sostenendo di aver "eliminato un cancro che ci minacciava tutti". Pur affermando che l’Iran è "vicino alla resa", il presidente americano avrebbe tuttavia aggiunto che a Teheran al momento non esiste un leader con l’autorità di prendere una decisione simile. "Nessuno sa chi sia il leader, quindi non c’è nessuno che possa annunciare la resa", avrebbe dichiarato il tycoon, secondo le fonti.
Gli stessi funzionari hanno descritto Trump come "ambiguo ed evasivo" sulle tempistiche e sugli obiettivi dell’operazione militare. Alcuni leader avrebbero interpretato le sue parole come un segnale di possibile de-escalation, mentre altri le avrebbero lette in senso opposto. Il presidente americano avrebbe indicato il "tempismo" come la questione principale in questa fase, sostenendo di dover "finire il lavoro" per evitare il rischio di un’altra guerra in Iran nei prossimi cinque anni.