Cerca

La guerra

Iran, Israele elimina Larijani e Soleimani. Macron «per ora» esclude operazioni a Hormuz

Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Droni su ambasciata Usa in Iraq. Attacchi di Israele in Libano

Iran, Israele elimina Larijani e Soleimani. Macron «per ora» esclude operazioni a Hormuz

Lo scatto che mostrerebbe Netanyahu ordinare l'eliminazione dei funzionari iraniani, nel riquadro Ali Larijani e Gholam Reza Soleimani

Duro colpo all'Iran secondo le ultime notizie di oggi, 17 marzo, della guerra in corso con Usa e Israele. Il capo del Consiglio di sicurezza iraniano Ali Larijani e il capo dei Basij Gholam Reza Soleimani, sono stati uccisi in un raid israeliano condotto la notte scorsa. Lo ha confermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo quanto riferiscono i media locali. Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio, riferisce la tv israeliana Channel 12.

Continuano intanto gli attacchi di Teheran, con la Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che afferma che "non è il momento giusto per la pace" e Stati Uniti ed Israele devono essere sconfitti.

La Francia intanto esclude di partecipare a "operazioni" per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz "nel contesto attuale".

Una persona è morta ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dopo essere stata colpita dai detriti di un missile lanciato dall'Iran e intercettato dalla difesa aerea emiratina. Numerose esplosioni hanno scosso nelle scorse ore Baghdad, dove almeno quattro persone sono state uccise in un raid aereo che ha colpito un edificio utilizzato da una milizia filo-iraniana nel distretto di Jadiriya e droni sono stati lanciati verso l'ambasciata americana nella zona verde della capitale irachena.

Le notizie sulla chiusura dell'ambasciata italiana a Baghdad sono "totalmente infondate", hanno detto all'Adnkronos fonti informate, precisando che la rappresentanza nella capitale irachena - dove la situazione della sicurezza si fa di ora in ora più difficile - resta operativa.

Kallas: "Usa e Israele fermino guerra, sarebbe interesse di tutti"
Per Usa e Israele sarebbe "assolutamente" il momento di porre fine alla guerra in Iran, dato che "sarebbe nell’interesse di tutti se questa guerra si fermasse". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante Ue agli Affari esteri Kaja Kallas in un'intervista a Reuters rilanciata dai media internazionali, sottolineando che "il problema delle guerre è che è più facile iniziarle che fermarle e sfuggono sempre di mano". L'Ue non comprende alcune delle azioni degli Usa sotto Donald Trump o i suoi obiettivi in Iran, ma si è abituata alla sua imprevedibilità ed è "più calma" nelle sue risposte, ha aggiunto.

"La principale preoccupazione dei Paesi europei è che non siamo stati consultati prima di iniziare questa guerra, anzi è avvenuto il contrario. Molti europei stavano cercando di convincere gli Stati Uniti e Israele a non iniziarla", ha spiegato Kallas, sottolineando che l'Ue è disposta ad aiutare "diplomaticamente a riunire le parti per fermare davvero questa guerra". Le istituzioni europee hanno "consultato Paesi della regione come quelli del Golfo, la Giordania, l’Egitto, per capire se potessimo anche avanzare proposte per Iran, Israele e Stati Uniti per uscire da questa situazione in modo che tutti possano salvare la faccia", ha aggiunto.

Sul versante Ue, "nessuno è pronto a mettere a rischio le proprie persone nello Stretto di Hormuz", ha evidenziato l'Alta rappresentante. "Dobbiamo trovare modi diplomatici per mantenerlo aperto, così da evitare una crisi alimentare, dei fertilizzanti e dell’energia nel mondo". La sua proposta è di replicare l'accordo mediato dall'Onu che consente all'Ucraina di esportare grano, prodotti alimentari e fertilizzanti attraverso il Mar Nero senza che le navi civili vengano attaccate dalla Russia, idea che ha discusso con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. "Ora la questione è su cosa possano concordare anche i Paesi vicini, in particolare l’Iran", ha sottolineato Kallas.
Onu: "Guerra potrebbe portare 45 milioni persone a livelli fame acuta"
Circa 45 milioni di persone potrebbero affrontare livelli di fame acuta se la guerra in Iran non dovesse finire entro la metà dell'anno. Lo rivela un'analisi del Programma Alimentare Mondiale (Pam) delle Nazioni Unite. Le persone colpite dalla fame si andrebbero ad aggiungere alle altre 318 milioni in tutto il mondo che già affrontano un'insicurezza alimentare acuta – il che significa che non sono in grado di procurarsi cibo sufficiente e che le loro vite o mezzi di sussistenza sono a rischio,

"Se il conflitto dovesse continuare, scatenerà onde d'urto in tutto il mondo, e le famiglie che già non possono permettersi il prossimo pasto saranno le più colpite", ha dichiarato Carl Skau, vicedirettore esecutivo del Pam. "Senza una risposta umanitaria adeguatamente finanziata, potrebbe significare una catastrofe per milioni di persone già sull'orlo del baratro", ha aggiunto. Il quasi-blocco iraniano dello Stretto di Hormuz ha interrotto le spedizioni di cibo dai centri logistici di Dubai, e le navi devono affrontare enormi deviazioni e costi crescenti a causa degli alti prezzi del petrolio.

Il conflitto sta avendo ripercussioni in tutto il mondo, con le "persone più vulnerabili del mondo" maggiormente esposte ai suoi effetti a catena, ha affermato l'agenzia. La crisi è aggravata dai recenti drastici tagli ai bilanci degli aiuti umanitari da parte degli Stati Uniti e di altri governi. Nel 2025, il PAM ha avuto il 40% in meno di finanziamenti rispetto all'anno precedente, costringendo l'agenzia a ridurre le razioni per i bambini gravemente malnutriti. Skau ha anche fatto riferimento alla situazione in Afghanistan, dove ora solo uno su quattro bambini colpiti può essere assistito.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori