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Iran, Usa-Israele attaccano impianto di Natanz. L'allarme Aiea: «Evitare incidente nucleare»

I razzi non hanno colpito la base, ma la mossa rappresenta un tentativo da parte di Terhan di estendere la propria influenza oltre il Medio Oriente. Intanto gli Usa hanno dato il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione fino al 19 aprile

Iran, raid Usa-Israele su sito nucleare Natanz. Teheran lancia missili su base Diego Garcia

La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra in una nuova fase di escalation proprio oggi, sabato 21 marzo, con l'attacco all'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, nella provincia iraniana di Esfahan. L'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran riferisce che non è stata registrata alcuna fuga radioattiva e che non esiste alcun rischio per chi abita vicino all'impianto, ma l'Aiea ha lanciato l'appello a "evitare un incidente nucleare".

Teheran ha lanciato due missili balistici contro la base anglo-americana Diego Garcia, nota come 'Bomber Island', nell'Oceano Indiano. I missili non hanno colpito la base, ma la mossa rappresenta un tentativo da parte dell'Iran di estendere la propria influenza oltre il Medio Oriente e minacciare gli interessi americani. La notizia del tentato attacco arriva dopo che Londra ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le proprie basi per attacchi contro l'Iran.

Intanto gli Usa hanno sospeso fino al 19 aprile e sanzioni sugli acquisti di greggio iraniano via mare per attenuare l'impennata dei prezzi del petrolio. E secondo quanto riporta in esclusiva l'emittente Cbs, il presidente americano Donald Trump starebbe elaborando strategie e opzioni per impadronirsi degli arsenali nucleari iraniani.

Iran, Aiea chiede 'moderazione' dopo attacco a Natanz: "Evitare l'incidente nucleare"
Il direttore generale dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Mariano Grossi ha fatto appello alla ''moderazione militare'' dopo che i media iraniani hanno riferito di un attacco israelo-americano all'impianto di Natanz per l'arricchimento dell'uranio. ''L'Aiea è stata informata dall'Iran che il sito nucleare di Natanz è stato attaccato oggi. Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. L'Aiea sta valutando'', si legge in un post sull'account 'X' dell''agenzia Onu.

''Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi, ribadisce l'appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare'', prosegue il post. In precedenza l'Organizzazione iraniana per l'energia atomica aveva detto che non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo dopo il raid.
Iran, Londra: attacchi iraniani minacciano interessi britannici
Il ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli "una minaccia per gli interessi britannici", dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro una base militare anglo-americana nell'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano. "Gli attacchi sconsiderati dell'Iran, che si estendono in tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati del Regno Unito", ha dichiarato un portavoce. "I jet della RAF e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e i nostri cittadini nella regione. Questo governo ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate".
Iran, Katz: "Attacchi aumenteranno in modo significativo da domani"
Gli Stati Uniti e Israele intensificheranno in modo significativo gli attacchi contro l'Iran la prossima settimana, a partire da domani. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. La prossima settimana ''l'intensità degli attacchi che saranno condotti dalle Forze di Difesa Israeliane e dall'esercito statunitense contro il regime terroristico iraniano e le infrastrutture su cui si basa aumenterà in modo significativo", ha dichiarato Katz in un comunicato diffuso dal ministero della Difesa israeliano. "Le Idf sono forti e il fronte interno israeliano è forte, e non ci fermeremo finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra", ha aggiunto Katz.
Iran, Organizzazione per l'energia atomica: nessuna perdita materiale radioattivo a Natanz
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha annunciato di aver effettuato a seguito dell'attacco sull'impianto nucleare di Natanz "valutazioni tecniche e specialistiche" in merito alla contaminazione radioattiva e che, sulla base dei risultati, "non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo presso l'impianto e non sussiste alcun pericolo per i residenti delle aree circostanti". In una dichiarazione riportata dai media iraniani, l'organizzazione condanna l'attacco, affermando che costituisce una "violazione del Trattato di non proliferazione nucleare e di altre normative relative alla sicurezza nucleare".
Baghdad: "Attacco con droni, 1 morto e 1 ferito tra ufficiali iracheni"
Un ufficiale iracheno è stato ucciso nell'attacco con droni che ha preso di mira il quartier generale del Servizio di intelligence nazionale in un quartiere residenziale di Baghdad. "Un ufficiale è stato martirizzato", ha dichiarato l'intelligence irachena in un comunicato, condannando "un attacco terroristico perpetrato da elementi deviati". Un funzionario delle forze di sicurezza e una fonte dei servizi di emergenza iracheni hanno riferito che un altro ufficiale è rimasto ferito.
Teheran: attaccato impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz
Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, nella provincia iraniana di Esfahan. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim. L'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran riferisce che non è stata registrata alcuna fuga radioattiva e che non esiste alcun rischio per chi abita vicino all'impianto.
Allo stesso tempo, però, l'organizzazione ha denunciato che l'attacco al sito di Natanz rappresenta una violazione del Trattato di non proliferazione nucleare.
Aragchi: "Sì a iniziative per fine guerra, Usa non vogliono fermare aggressione"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, ha detto di essere pronto ad accogliere positivamente "ogni iniziativa che possa portare questa guerra ad una totale conclusione". Parlando con l'agenzia di stampa giapponese Kyodo il capo della diplomazia iraniana ha detto che il conflitto è "stato imposto" al paese. L'Iran "è pronto ad ascoltare e prendere in considerazione tali proposte", ha aggiunto Aragchi, che ha voluto sottolineare come se alcuni paesi sono impegnati nella ricerca di una soluzione al conflitto in Medio Oriente, "non sembra che gli Stati Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione". L'Iran, ha ancora precisato il ministro, non vuole un cessate il fuoco ma "la fine totale, onnicomprensiva e duratura della guerra". Araghchi ha condiviso l'intervista sul suo account Telegram e una trascrizione del testo è stata pubblicata sull'agenzia di stampa Mehr.

Iran, attacco a sorpresa: missili contro base Diego Garcia

L'Iran lancia due missili contro la base anglo-americana di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a circa 4000 km. Una distanza simile è ampiamente inferiore a quella che separa Teheran da molte capitali europee. L'azione, come riferisce il Wall Street Journal, rappresenta una potenziale svolta nel conflitto a prescindere dall'esito dell'attacco. I due missili - probabilmente Khorramshahr-4 o un nuovo IRBM- non hanno centrato l'obiettivo: uno sarebbe stato neutralizzato da un problema di funzionamento, l'altro sarebbe stato intercettato. La scelta dell'obiettivo, però, è un segnale eloquente. Il Regno Unito ha appena deciso di concedere agli Stati Uniti l'uso delle proprie basi per gli attacchi: gli asset di Londra, come ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, diventano un obiettivo legittimo.

Fino ad oggi si riteneva che i missili a raggio intermedio a disposizione di Teheran avessero la capacità di colpire obiettivi a 2000 km di distanza. La decisione di lanciare contro la base di Diego Garcia indica le potenzialità decisamente maggiori degli armamenti ancora in dotazione alla repubblica islamica. La base angloamericana è un hub chiave nell'operazione Furia Epica in corso dal 28 febbraio. Da Diego Garcia decollano bombardieri e velivoli destinati a fornire supporto logistico.

I raid americani e israeliani hanno fortemente ridotto le capacità iraniane di lanciare missili. Secondo i dati citati negli ultimi giorni dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Teheran avrebbe conservato solo l'8% delle proprie capacità. Si stima che prima dell'inizio del conflitto Teheran potesse contare su almeno 1000-1500 missili. Tra questi, i Soumar hanno un raggio d'azione inferiore in ogni caso ai 3000 km. I missili Sejjil possono colpire obiettivi a 2000 km di distanza. Anche i droni Shahed possono essere impiegati in raid a medio-lungo raggio, considerando che operano fino a 1700 km dal punto di lancio.

L'Iran avrebbe utilizzato anche il missile ipersonico Fattah, fiore all'occhiello delle dotazioni belliche di Teheran. In base ai dati diffusi dai media iraniani, il missile Fattah - presentato nel 2023 - è in grado di toccare la velocità tra mach 13 (circa 16.000 km/h) e mach 15 (circa 18.500 km/h) ed è in grado di raggiungere obiettivi a circa 1400 km.

Iran: United Airlines taglia 5% voli per caro carburante
La compagnia aerea statunitense United Airlines ridurrà il numero di voli a causa dell'elevato aumento dei prezzi del carburante dovuto alla guerra in Iran. Secondo quanto comunicato dal vettore, al momento il taglio riguarderà il 5% della capacità complessiva. "Pianifichiamo di ripristinare completamente i voli dal prossimo autunno", ha spiegato l’amministratore delegato di United Airlines, Scott Kirby, in un messaggio ai dipendenti nel quale, comunque, ha assicurato che la compagnia dispone di un solido margine finanziario e che non ci saranno riduzioni negli investimenti.
I collegamenti garantiti dal vettore verso Tel Aviv e Dubai, che rappresentano circa l’1% dei voli, erano già stati sospesi a causa dell’escalation in Medio Oriente. Inoltre, le rotte attualmente non redditizie, che rappresentano circa il 3% della capacità, non saranno operate nei prossimi sei mesi. Un ulteriore 1% dei voli sarà tagliato presso l’hub di Chicago di United.
Esercito Iran a Emirati, stop raid su isole contese o reagiremo

L'esercito iraniano ha avvertito gli Emirati Arabi Uniti di non permettere attacchi dal proprio territorio contro due isole contese vicino allo stretto di Hormuz, pena la rappresaglia di Teheran. "Qualora dal suo territorio si verificassero ulteriori aggressioni contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi Uniti a pesanti attacchi", ha dichiarato il comandante operativo militare, Khatam Al-Anbiya, in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

Le due isole, controllate dall'Iran ma rivendicate dagli Emirati Arabi Uniti, sono da tempo fonte di disputa tra i due Paesi. Le isole si trovano vicino all'imboccatura dello stretto di Hormuz.
Usa revocano sanzioni su petrolio iraniano via mare per 30 giorni

L' Amministrazione Trump ha sospeso per 30 giorni le sanzioni sugli acquisti di greggio iraniano via mare per attenuare l'impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo ha annunciato il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, spiegando che la deroga porterà circa 140 milioni di barili di petrolio sui mercati globali e contribuirà ad alleviare la pressione sull'approvvigionamento energetico. La revoca resterà in vigore fino al 19 aprile.

La decisione riflette la preoccupazione della Casa Bianca che l'impennata dei prezzi del petrolio – aumentati di circa il 50%, superando i 100 dollari al barile, il livello più alto dal 2022 – danneggerà le imprese e i consumatori statunitensi in vista delle elezioni di medio termine di novembre, in cui i repubblicani sperano di mantenere il controllo del Congresso.

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