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Iran risponde a ultimatum di Trump: «Attaccheremo siti energetici Usa se colpiscono i nostri». Teheran pone 6 condizioni per fine guerra

Il presidente americano: «Se Teheran non apre lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, gli Stati Uniti distruggeranno le sue centrali energetiche». Droni contro base vicino ad aeroporto di Baghdad. Razzo dal Libano, un morto in Israele: Hezbollah rivendica attacco contro soldati

Iran risponde a ultimatum di Trump: «Attaccheremo siti energetici Usa se colpiscono i nostri». Teheran pone 6 condizioni per fine guerra

Continua la guerra tra Usa-Israele e Iran. Oggi, domenica 22 marzo, le forze armate iraniane hanno annunciato che, se gli americani colpiranno le infrastrutture energetiche e di approvvigionamento di carburante della Repubblica islamica, "tutte le infrastrutture energetiche appartenenti agli Stati Uniti nella regione saranno attaccate". Così le forze armate di Teheran hanno risposto all'ultimatum del presidente americano, Donald Trump, sullo Stretto di Hormuz.

"Se l'Iran non apre totalmente lo Stretto di Hormuz senza minacce entro 48 ore, gli Stati Uniti colpiranno e distruggeranno le sue centrali energetiche a partire dalla più grande", ha detto Trump. I militari iraniani hanno inoltre minacciato di attaccare le infrastrutture informatiche e gli impianti di desalinizzazione.

Teheran pone 6 condizioni per la fine della guerra. Lo scrive l'agenzia di stampa Tasnim e lo riporta l'emittente televisiva Al-Mayadeen citando un alto funzionario politico e della sicurezza iraniano. "L'Iran ha posto sei condizioni fondamentali per porre fine alla guerra nell'ambito del nuovo quadro giuridico strategico. Le richieste dell'Iran sono, in primo luogo, la garanzia che la guerra non si ripeterà e, in secondo luogo, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione", ha dichiarato il funzionario iraniano. "La terza richiesta è il pagamento di un risarcimento all'Iran, mentre la quarta è di porre fine alla guerra su tutti i fronti regionali", ha aggiunto la fonte. Seguono l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani.

Hezbollah ha rivendicato un attacco contro soldati israeliani a Misgav Am, nel nord di Israele. Secondo i soccorritori israeliani, un razzo lanciato dal Libano ha causato la morte di una persona, uccisa dopo che è stata colpita l'auto sulla quale viaggiava. In un comunicato, Hezbollah ha affermato che i suoi miliziani hanno preso di mira "un assembramento di soldati nemici israeliani" a Misgav Am "con un lancio di razzi". Si tratta della prima vittima israeliana per i razzi provenienti dal Libano dalla ripresa dei combattimenti con Hezbollah, il 2 marzo.

Droni iraniani sono stati lanciati contro la base militare utilizzata dalle forze armate americane vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Intanto il sottomarino a propulsione nucleare britannico HMS Anson è arrivato nel Mar Arabico.

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