Tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran. Oggi, 8 aprile 2026, scatta lo stop alla guerra. Donald Trump ha annunciato nella notte il sì al cessate il fuoco, a patto che Hormuz venga riaperto totalmente. E in mattinata, a qualche ora dall'accordo, le prime due navi hanno attraversato lo Stretto. "Le navi possono attraversare Hormuz solo con nostro ok", hanno avvertito però i Pasdaran.
Il presidente Usa ha poi precisato che se "l'accordo non sarà buono torneremo in guerra".
Qatar: "Bene tregua, serve sicurezza marittima e libertà di commercio"
Il Qatar ha accolto con favore l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane nella guerra israelo-americana contro l'Iran. Come riferito dal ministero degli Esteri del Qatar in una nota, Doha "sottolinea la necessità di garantire la sicurezza marittima e la libertà di navigazione e di commercio in conformità con il diritto internazionale". Secondo il ministero, questo ha come obiettivo quello di proteggere le catene di approvvigionamento nella regione.
Due navi attraversano lo Stretto di Hormuz, le prime dopo l'accordo per la tregua
Due navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz, le prime dall'annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, ha reso noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dallo Stretto dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas.
Pasdaran: "Navi possono attraversare Hormuz solo con nostro ok"
Nonostante il cessate il fuoco, la Marina iraniana ha avvertito le navi ancorate vicino a Hormuz che resta necessario ottenere l'autorizzazione di Teheran per attraversare lo stretto. "E' necessario ricevere il permesso dalla Marina dei Pasdaran per attraversare lo stretto. Qualsiasi nave che tenti il passaggio senza autorizzazione sarà distrutta", si sente in una comunicazione radio diffusa alle imbarcazioni e condivisa con il Wall Street Journal da uno dei membri degli equipaggi.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver accettato una tregua di due settimane con l'Iran a condizione di una riapertura "completa, immediata e sicura" di Hormuz. Teheran, tuttavia, ha lasciato intendere di voler continuare a esercitare la propria influenza sulla rotta marittima.
Trump: "Vittoria totale, se accordo non è buono si torna in guerra"
Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno raggiunto "tutto ciò che volevamo ottenere sul piano militare" in Iran e che si è trattato di "una vittoria totale da quel punto di vista e da ogni altro punto di vista".
Il presidente Usa, in una telefonata con Sky news, ha detto di ritenere che l'accordo “sia buono”, ma se così non fosse, gli Stati Uniti torneranno in guerra: “Ci torneremo immediatamente, molto facilmente”, ha affermato qualche ora dopo l'intesa con Teheran.
Papa: "Accolgo con soddisfazione e segno di speranza annuncio tregua, dialogare"
“A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l’annuncio di una tregua immediata di due settimane”. Lo ha sottolineato il Papa al termine dell’udienza generale dopo che il presidente USA Trump ha detto si’ alla tregua di due settimane come richiesto dal Pakistan.
Ieri sera lo stesso Leone, prima di rientrare in Vaticano da Castel Gandolfo, aveva definito “inaccettabili” le minacce di Trump al popolo iraniano. “Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra”, ha sottolineato il Pontefice esortando “ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo”. Leone ha quindi rinnovato “a tutti l’invito a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di S. Pietro sabato 11 aprile”.
Pezeshkian: "Tregua frutto sangue Khamenei e mobilitazione popolare"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha definito il cessate il fuoco "il frutto del sangue del nostro grande leader martirizzato Khamenei" e della mobilitazione popolare, sottolineando che l'intesa è stata raggiunta "con l'accettazione dei principi generali" voluti da Teheran.
"Da oggi resteremo uniti", ha aggiunto Pezeshkian in un post su X, indicando che la coesione della Repubblica islamica proseguirà "nel campo della diplomazia, nella difesa, nelle piazze e nei servizi alla popolazione".
"Speriamo che sia l'inizio del percorso, che tutti gli attori compresa la Cina lavorino per il disarmo, stanotte abbiamo preso sonno. Le frasi di Trump? Non commento". Lo dice Matteo Salvini, ospite della Stampa estera, sul tema della tregua in Iran.
Idf: "A ora nessun cambiamento in linee guida per civili in Israele dopo tregua"
Le forze israeliane dell'Idf precisano che al momento non ci sono cambiamenti nelle linee guida per i civili in Israele in seguito al cessate il fuoco di due settimane concordato da Iran e Stati Uniti. "Il comando del fronte interno sta valutando e discutendo la situazione per discutere opzioni di eventuali cambiamenti e aggiornamenti. Nessuna decisione è però stata ancora presa", spiegano le Idf.
Vicepresidente Iran: "Buongiorno vittoria, inizia nostra era"
Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente dell'Iran, parla di "vittoria" dopo l'annuncio di una tregua di due settimane, a più di un mese dall'avvio delle operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica a cui Teheran non ha mancato di 'rispondere'. "Buongiorno alla vittoria! Oggi la storia ha voltato pagina - ha scritto in un post su X come rilancia l'iraniana Press Tv - ed è iniziata l'era dell'Iran".
Mantovano: "Sospiro sollievo, impegno in 15 giorni per pace stabile"
“Stanotte tutti abbiamo tratto un sospiro di sollievo e credo che debbano incidere maggiormente le preoccupazioni espresse dall'Unione europea nel suo insieme, dai singoli stati che ne fanno parte a cominciare dall'Italia e direi dalle parole del Santo Padre che anche nei conflitti più aspri non vadano colpite le popolazioni civili e le infrastrutture essenziali”. Lo ha detto, a proposito dello stop di due settimane al conflitto in Iran, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a margine della sua presenza ad Afragola (Napoli), dove ha preso parte all’avvio delle attività di rimozione dei rifiuti previste dal piano del Governo per il risanamento ambientale della cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
“Credo che dobbiamo fare tutti un passo in avanti e in questo siamo impegnati in questi quindici giorni perché dal cessare il fuoco così precario si arrivi a condizioni di pace vera e stabile”, ha aggiunto Mantovano.
Idf: "Stop operazioni contro Teheran, avanti in Libano contro Hezbollah"
Le forze israeliane (Idf) affermano che "continuano operazioni di terra mirate in Libano contro gli Hezbollah", storicamente sostenuti dall'Iran. Via X fanno sapere che "nel rispetto delle direttive a livello politico, le Idf hanno interrotto il fuoco nelle operazioni contro l'Iran", avviate lo scorso 28 febbraio con gli Usa, e restano in stato di massima allerta, "pronte per rispondere a livello difensivo a qualsiasi violazione".
Le Idf confermano di aver condotto nella notte raid su vasta scala contro siti in Iran usati per il lancio di missili, prima dell'annuncio della tregua di due settimane. "Contemporaneamente - si legge - in Libano le Idf continuano a condurre operazioni di terra mirate contro Hezbollah. Le Idf continueranno a operare su tutti i fronti per difendere Israele".
Madrid: "Inaccettabile che Israele prosegua invasione Libano dopo accordo tregua con Usa"
La Spagna giudica "inaccettabile" il proseguimento dell'invasione del Libano da parte delle forze israeliane dopo il raggiungimento di un accordo per una tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran. "Devono essere chiusi tutti i fronti e tutti i fronti significa anche il Libano. E' inaccettabile che prosegua la guerra di Israele, l'invasione di Israele di un Paese sovrano come il Libano", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Jose Manuel Albares, citato da Rne.
Il premier Pedro Sanchez ha accolto positivamente il cessate il fuoco come "una notizia positiva" pur precisando che la Spagna "non intende applaudire a chi ha innescato l'incendio del mondo solo perché si presentano con un secchio d'acqua".
Abu Dhabi: tre feriti da detriti da proiettile intercettato, sospesa produzione gas ad Habshan
Detriti precipitati in seguito all'intercettazione di un proiettile negli Emirati arabi uniti hanno provocato il ferimento di tre persone, due di nazionalità emiratina, una indiana, e un incendio in un impianto per la produzione di gas. L'attività dell'impianto del trattamento del gas di Habshan è stata sospesa a causa dell'incidente, hanno reso noto le autorità di Abu Dhabi.
Media: Ghalibaf capo negoziatore, Vance a guida delegazione Usa
Sarà Mohammad Bagher Ghalibaf, capo del Parlamento di Teheran, a guidare la delegazione di Teheran nei colloqui attesi venerdì con gli Stati Uniti nella capitale pakistana Islamabad. E' quanto riferisce l'agenzia iraniana Isna, come riporta Iran International. Secondo la stessa Isna, a guidare la delegazione Usa ci sarà il vicepresidente JD Vance.
Costa: "Bene accordo con Usa, tutte parti rispettino termini"
"Accolgo con favore l'annuncio da parte degli Stati Uniti e dell'Iran di un cessate il fuoco di due settimane. Esorto tutte le parti a rispettare i suoi termini al fine di raggiungere una pace sostenibile nella regione". Lo dichiara via social il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, aggiungendo che l'Ue "è pronta a sostenere gli sforzi in corso e rimane in stretto contatto con i suoi partner nella regione" e ringraziando il Pakistan "e tutte le altre parti coinvolte" nel facilitare l'accotdo.
Turchia: "Tutti rispettino accordo cessate fuoco"
La Turchia accoglie con favore "il cessate il fuoco temporaneo" e sollecita "tutte le parti" a "rispettare l'accordo raggiunto" dopo l'annuncio da parte di Donald Trump di una tregua di due settimane a più di un mese dall'avvio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran. Una nota del ministero degli Esteri di Ankara sottolinea che "il cessate il fuoco temporaneo deve essere attuato pienamente sul campo" e auspica "tutte le parti rispettino l'accordo raggiunto".
La Turchia di Recep Tayyip Erdogan insiste su dialogo, diplomazia e si congratula con il Pakistan per la mediazione, assicurando che Ankara continuerà a "fornire tutto il supporto possibile per garantire la buona riuscita dei negoziati" attesi a Islamabad.
Cina: "Bene annuncio tregua, noi continuiamo a lavorare per pace"
La Cina "accoglie con favore l'annuncio delle parti interessate del raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning. Il gigante asiatico ha ribadito l'impegno a continuare a lavorare per la pace in Medio Oriente.
Media: "Iraq ha riaperto il suo spazio aereo"
L'Iraq ha riaperto il proprio spazio aereo, dopo la tregua nella guerra in Iran. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa nazionale del Paese.
Egitto: "Passo positivo, ora qualsiasi intesa tenga conto sicurezza Paesi Golfo"
L'Egitto plaude all'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di una "sospensione di due settimane" delle operazioni militari contro l'Iran, parla di "un passo positivo" verso la "de-escalation" e per "contenere le tensioni nella regione". Per il ministero degli Esteri del Cairo, rilanciano i media ufficiali egiziani, la decisione di Trump e la "risposta" dell'Iran costituiscono "un'occasione cruciale" per portare avanti "negoziati" e "diplomazia".
Media: Cina intervenuta direttamente per convincere Teheran ad accettare tregua
La Cina è intervenuta per persuadere Teheran ad accettare la tregua provvisoria con gli Stati Uniti, con un contatto diretto con l'Iran, rende noto l'agenzia Ap rilanciata dalla Tass. In un primo momento, Pechino ha cercato di operare attraverso intermediari, inclusi il Pakistan, La Turchia e l'Egitto ma in seguito si è esposta direttamente con contatti diretti con il governo iraniano al fine di facilitare una prima intesa.
Kallas: "Accordo passo indietro da orlo baratro"
L'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Stati Uniti e Iran "è un passo indietro dall'orlo del baratro dopo settimane di escalation". Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, sottolineando che la svolta "crea un'opportunità quanto mai necessaria per attenuare le minacce, fermare i missili, riavviare la navigazione e creare spazio per la diplomazia in vista di un accordo duraturo".
Macron: "Si lasci spazio nelle prossime settimane ai negoziati con gli Usa, tregua sia estesa anche al Libano"
"Ci aspettiamo che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la tregua sarà pienamente rispettata in tutta la regione e che si faccia in modo che si svolgano i negoziati", ha dichiarato il Presidente francese, Emmanuel Macron, accogliendo l'accordo per il cessate il fuoco fra Iran e Stati Uniti come "uno sviluppo molto positivo". Macron ha anche detto di auspicare che il cessate il fuoco includa il Libano.
Von der Leyen: "Bene cessate fuoco, ora continuare negoziati"
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accoglie" con favore" il cessate il fuoco di due settimane concordato la scorsa notte da Stati Uniti e Iran, che "porta una de-escalation quanto mai necessaria", come dichiara via social, ringraziando il Pakistan per la sua mediazione. "Ora è fondamentale che i negoziati per una soluzione duratura a questo conflitto continuino. Continueremo a coordinarci con i nostri partner a tal fine", aggiunge la leader dell'esecutivo Ue.
Liberman: "Tregua è opportunità per Teheran di riorganizzarsi"
Il cessate il fuoco nella guerra con l'Iran "offre al regime degli ayatollah l'opportunità di riorganizzarsi". Lo ha scritto su X Avigdor Liberman, ex ministro della Difesa israeliano e presidente di Yisrael BeiteinuIn, criticando l'accordo annunciato dal presidente americano Donald Trump e approvato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Qualsiasi accordo con l'Iran, senza rinunciare alla distruzione di Israele, all'arricchimento dell'uranio, alla produzione di missili balistici e al sostegno alle organizzazioni terroristiche nella regione, significa che dovremo tornare per un altro round in condizioni più dure e pagare un prezzo più alto", ha aggiunto.
Attacco con droni in Bahrein, 2 feriti
È di due feriti il bilancio dell'attacco con droni iraniani in Bahrein. Lo riferisce il ministero dell'interno del Paese. "A seguito dell'aggressione iraniana, due cittadini hanno riportato ferite lievi e diverse case sono state danneggiate nella zona di Sitra a causa delle schegge cadute in seguito all'intercettazione di un drone iraniano", ha dichiarato il ministero dell'Interno del Bahrein in un post su X. La protezione civile del Paese ha annunciato di essere riuscita a domare un incendio scoppiato in una delle strutture attaccate dall'Iran.
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