Iran, tregua fragile con gli Usa. Tass: «Teheran consentirà transito Hormuz a non più di 15 navi al giorno»
Trump: «Nostre forze in zona fino ad accordo». Razzi Hezbollah su Israele. Capo energia atomica di Teheran: «Esclusa ogni restrizione a programma arricchimento uranio». Giallo sulla delegazione iraniana attesa stasera a Islamabad, sparisce il post con annuncio dell'ambasciatore
È tregua fragile tra Usa e Iran, con lo scontro sull'uranio arricchito e i raid di Israele contro il Libano che rischiano già di farla saltare. Nella giornata di oggi 9 aprile, a poco più di 24 ore dall’annuncio del cessate il fuoco, il presidente americano Donald Trump spiega intanto che le forze armate statunitensi rimarranno schierate vicino al Paese fino alla piena attuazione di un "vero accordo". "Se per qualche ragione" l'accordo non venisse rispettato, "cosa che è altamente improbabile", "gli spari ricominceranno", minaccia il leader Usa.
Secondo quanto riferisce la Tass l'Iran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno, in base all'accordo di cessate il fuoco. "Il traffico dipende strettamente dal consenso dell’Iran e dal rispetto di un protocollo specifico. Questo nuovo quadro normativo, attuato sotto la supervisione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato ufficialmente comunicato alle parti nella regione - ha spiegato la fonte - Non ci sarà un ritorno allo status quo precedente alla guerra".
Hezbollah hanel frattempo lanciato razzi contro il nord di Israeledurante la notte, in risposta a quelle che ha definito "violazioni del cessate il fuoco". Ieri l'Idf ha ha bombardato in modo massiccio il Libano, comprese le zone residenziali della capitale Beirut. Mentre ilcapo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomicairaniana ha escluso ogni restrizione al programma di arricchimento dell'uranio, una delle richieste fondamentali di Stati Uniti e Israele.
Ed ègiallo sui colloqui a Islamabad, è sparito infatti il post dell'ambasciatore in Pakistan con l'annuncio sulla delegazione di Teheran stasera nel Paese.
Merz: "Campagna in Libano potrebbe compromettere trattative"
La campagna militare israeliana in Libano potrebbe compromettere i colloqui di pace previsti tra Stati Uniti e Iran sulla guerra in Medio Oriente. A dichiararlo è stato il cancelliere teesco Friedrich Merz. "Guardiamo alla situazione nel Libano meridionale con particolare preoccupazione", ha affermato Merz. "La violenza con cui Israele sta conducendo la guerra in quella zona potrebbe far fallire l'intero processo di pace, e questo non deve essere permesso".
Merz ha affermato che la Germania desidera "una rapida fine all'escalation militare che sta destabilizzando sempre più il Medio Oriente". "In secondo luogo, vogliamo che questa guerra, che è diventata un test di resistenza transatlantico, non metta ulteriormente a dura prova le relazioni tra gli Stati Uniti e i loro partner europei della Nato", ha aggiunto. "In terzo luogo, vogliamo che la libera navigazione nello Stretto di Hormuz venga ripristinata rapidamente e in modo stabile".
Tajani: "A Pechino solleverò questione Stretto Hormuz"
"È fondamentale mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e la comunità internazionale deve collaborare per raggiungere questo obiettivo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante la riunione informale dei capi delle diplomazie dei Paesi del Gruppo Med9.
"Nei prossimi giorni sarò in missione in Cina. Solleverò la questione", ha aggiunto il ministro, sottolineando che chiederà alle autorità cinesi "un maggiore impegno per il dialogo e la de-escalation".
Lavrov sente Araghchi: "Espressa speranza per successo negoziale"
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto un colloquio con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, in cui ha espresso la speranza per il successo del processo negoziale e ha confermato la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni che consentano di superare le conseguenze dell’aggressione". Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Mosca in un comunicato.
Merz: "Dopo tregua riprenderemo contatti con governo Teheran"
A seguito del cessate il fuoco concordato in Medio Oriente, il governo federale tedesco intende riprendere i colloqui con il governo iraniano. L’obiettivo è quello di contribuire al successo dei prossimi negoziati tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra nella regione. Ad annunciarlo è stato il cancelliere Friedrich Merz, sottolineando che si sta aprendo "una finestra temporale per una soluzione negoziale", ma che la situazione è ancora "fragile".
Apprezzamento Pakistan per 'moderazione' Teheran e Washington
Il primo ministro e il capo dell'esercito pakistano hanno dichiarato di aver "apprezzato la moderazione dimostrata da tutte le parti", in vista dei colloqui in programma a Islamabad tra Iran e Stati Uniti domani.
"I due leader hanno espresso soddisfazione per la de-escalation finora raggiunta e hanno sottolineato la necessità che tutte le parti mantengano la pace e il cessate il fuoco", ha affermato l'ufficio del primo ministro Shehbaz Sharif, a seguito dell'incontro con il feldmaresciallo Asim Munir.
Libano, Axios: "In amministrazione Trump nessun incaricato del dossier"
Mentre i combattimenti tra Israele e Hezbollah in Libano minacciano il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nell’amministrazione di Donald Trump "non c’è alcun alto funzionario realmente incaricato del dossier libanese". Lo riferisce su X Barak Ravid, corrispondente di Axios.
Houthi minacciano escalation con 'azioni a sorpresa' contro Israele
I miliziani yemeniti Houthi hanno minacciato una escalation negi attacchi contro Israele e in particolare di condurre ''azioni a sorpresa''. Il leader del gruppo filo-iraniano, Abdul-Malik al-Houthi, ha affermato che le future azioni si inseriscono in una strategia che tiene conto degli sviluppi sul campo.
Premier Pakistan: "Forte condanna per raid Israele in Libano, noi al lavoro per pace"
"Forte condanna" per "l'aggressione di Israele contro il Libano" da parte di Shehbaz Sharif, premier del Pakistan che ha contribuito alla mediazione per l'accordo di tregua di due settimane tra Iran e Usa, a cui ha confermato il suo sostegno Israele che continua con le operazioni militari contro gli Hezbollah libanesi, storicamente sostenuti da Teheran. "Ho parlato con il premier libanese Nawaf Salam - si legge in un post su X di Sharif - Ho condannato con forza l'aggressione di Israele contro il Libano e fatto le condoglianze per la perdita di migliaia di vite preziose in Libano a causa di queste ostilità".
"Ho ribadito l'impegno del Pakistan per promuovere gli sforzi di pace, compreso facilitare il dialogo tramite i prossimi collooqui Iran-Usa a Islamabad", aggiunge il post, con "gratitudine" a Salam che ha apprezzato il lavoro del Pakistan e "sottolineato la necessità del nostro sostegno continuo per arrivare alla fne immediata degli attacchi che prendono di mira il Libano e la sua popolazione".
Viceministro Esteri iraniano: "Prossime ore cruciali, Pakistan ha impedito rappresaglia"
''Le prossime ore saranno cruciali''. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi spiegando che i Pasdaran erano pronti a intervenire per rispondere agli attacchi israeliani in Libano, ma il Pakistan, che ha mediato l'accordo con gli Stati Uniti, è intervenuto per fermare la rappresaglia. ''Gli Stati Uniti devono fermare gli attacchi israeliani al Libano'', ha dichiarato.
"L'accordo deve includere il Libano, eravamo sul punto di rispondere agli attacchi, ma il Pakistan è intervenuto. Le prossime ore saranno cruciali", ha aggiunto Takht-Ravanchi.
Lunedì riunione commissari Ue dedicata al conflitto
La presidente della Commissione EuropeaUrsula von der Leyenha deciso di dedicare il collegio dei commissari del prossimo 13 aprile a discutere della situazione nel Medio Oriente e del suo impatto sull'Unione Europea. Lo ha annunciato la portavoce dell'esecutivo UePaula Pinho, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.
Sarà l'occasione, ha spiegato, per prendere atto delle attività che la Commissione sta mettendo in campo per "affrontare la situazione attuale dall'energia ai trasporti, alle migrazioni e alla sicurezza interna" e gli altri campi impattati dal conflitto innescato dall'attacco di Israele e Usa contro l'Iran, seguito dall'attacco di Israele al Libano, in risposta alle offensive di Hezbollah.
Il dibattito orientativo sulla Cina, che era in agenda per lunedì, è stato rimandato.
Sharif sente re Bahrein: "Grato per sostegno a mediazione, tregua porti a pace"
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al-Khalifa. ''Sono grato per il sostegno agli sforzi sinceri del Pakistan nel facilitare il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, che speriamo possa aprire la strada a una pace duratura nella regione'', ha scritto Sharif su 'X'.
''Ho espresso il mio profondo apprezzamento per l'esemplare moderazione dimostrata dalla leadership del Bahrein durante le recenti ostilità e ho offerto le mie condoglianze per la perdita di vite umane e preghiere per la pronta guarigione dei feriti. Abbiamo ribadito il nostro impegno a continuare a lavorare a stretto contatto per la pace e la stabilità regionale'', ha aggiunto il premier pakistano.
Pezeshkian: "L'Iran non abbandonerà i libanesi"
"L'Iran non abbandonerà i libanesi". Così in un post su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo i raid israeliani che ieri hanno martellato il Libano e hanno fatto oltre 200 morti. Per Pezeshkian si è trattato di una "palese violazione" dopo l'annunciato accordo di tregua tra Stati Uniti e Iran. Secondo il presidente iraniano, non avrebbero "senso" negoziati di cessate il fuoco con il proseguimento di queste operazioni in Libano.
Ambasciatore iraniano a Roma: "In Israele e Usa pesantissima censura su conflitto"
L'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri, ha denunciato la "pesantissima censura" applicata in Israele e Stati Uniti per "non far sapere al pubblico qual è la realtà" del conflitto. "È molto bello il principio della libertà di stampa e di espressione di cui l'Occidente va molto fiero - ha detto in conferenza stampa - ma in questa guerra è solo il nostro Paese a esporre la realtà, con i suoi danni, le sue morti, e i feriti. Tutto alla luce del sole".
Macron telefona a premier pachistano Sharif e augura 'successo' colloqui Islamabad
Il presidente francese Emmanuel Macron ha telefonato al premier pachistano Shebbaz Sharif, al quale ha augurato "il successo dei prossimi colloqui di pace a Islamabad" tra Stati Uniti e Iran e il cui inizio è previsto per sabato. Lo ha riferito l'ufficio del premier pachistano, secondo cui, "ringraziando il Presidente Macron per aver sostenuto gli sforzi diplomatici del Pakistan", Sharif ha affermato che il suo Paese "continuerà a impegnarsi per la pace e la stabilità nella regione".
"Entrambi i leader hanno espresso la loro seria preoccupazione per l'aggressione in corso in Libano e hanno sottolineato l'urgente necessità di porre fine alla violenza e agli omicidi, affinché la pace possa essere ristabilita nell'intera regione", si legge sull'account X dell'ufficio del premier pachistano.
Media: gabinetto sicurezza Israele approva 34 insediamenti in Cisgiordania
Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato la creazione di 34 nuovi insediamenti in Cisgiordania nel corso di una riunione che si è svolta due settimane fa. A darne notizia è il Times of Israel precisando che sale così a 103 il numero totale dei nuovi insediamenti istituiti o legalizzati retroattivamente dal governo da quando è entrato in carica nel 2022. Le riunioni del gabinetto di sicurezza e le relative decisioni sono riservate e non vi è stata alcuna conferma ufficiale della decisione da parte del governo.
I nuovi insediamenti includono probabilmente non solo insediamenti di nuova costruzione, ma anche la legalizzazione retroattiva di avamposti precedentemente illegali, e sono distribuiti in tutta la Cisgiordania, si legge sul Times of Israel. Secondo quanto riporta Ynet, il capo di stato maggiore dell’IDF, Eyal Zamir, ha espresso grave preoccupazione durante la riunione del gabinetto di sicurezza, temendo che l’approvazione dei nuovi insediamenti possa mettere ulteriormente a dura prova le risorse umane dell’IDF, già fortemente sotto pressione.
L’organizzazione Yesh Din, che si batte contro le violazioni dei diritti dei palestinesi, sostiene che l’approvazione dei nuovi insediamenti sia volta a promuovere la “pulizia etnica” della Cisgiordania.
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