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Negoziati diretti tra Israele e Libano, Axios: «Saranno la settimana prossima negli Usa»

Tregua fragile tra Iran e Usa. Trump ha chiesto a Israele di ridurre gli attacchi in Libano. Idf: «Evacuare Beirut Sud». Tass: «Teheran consentirà transito Hormuz a non più di 15 navi al giorno»

Negoziati diretti tra Israele e Libano, Axios: «Saranno la settimana prossima negli Usa»

È fragile la tregua tra Usa e Iran, con lo scontro sull'uranio arricchito e i raid di Israele contro il Libano che rischiano già di farla saltare. Nella giornata di oggi 9 aprile Donald Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi nel Paese per aiutare ad assicurare il successo dei negoziati con Teheran, mentre dall'Idf era arrivato un nuovo «avviso urgente» per chi si trova nella periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah.

Dal canto suo il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver dato istruzioni al governo di avviare negoziati diretti con il Libano "prima possibile", a seguito di ripetute richieste di Beirut. Secondo Axios i negoziati diretti tra i due Paesi inizieranno la prossima settimana a Washington.

Iran, atteso a breve messaggio Mojtaba Khamenei
E' atteso a breve un messaggio della Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei. Lo si legge sul suo account di Telegram, spiegando che il leader iraniano diffonderà un messaggio in occasione del quarantesimo giorno dall'uccisione di suo padre, il defunto Leader Supremo Ali Khamenei, avvenuta lo scorso 28 febbraio.
Iran, prima petroliera non iraniana passa da Hormuz dopo tregua
La petroliera 'Msg', battente bandiera gabonese, è stata prima nave non iraniana ad attraversare lo Stretto di Hormuz e a lasciare il Golfo Persico da quando è entrata in vigore la treguadi due settimane concordata da Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il sito web MarineTraffic analizzando i dati di tracciamento.
La nave, che trasportava 6.941 tonnellate di olio combustibile in 44mila barili ed era stata caricata il 28 febbraio a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, era diretta in India. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco martedì sera, altre due petroliere iraniane e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto. 
Araghchi: "Cessate il fuoco regionale accelererebbe arresto Netanyahu"
"Il processo penale di Netanyahu riprende domenica. Un cessate il fuoco su scala regionale, incluso in Libano, accelererebbe il suo arresto". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post su X, lanciando un avvertimento a Washington: "Se gli Stati Uniti desiderano distruggere la propria economia permettendo a Netanyahu di sabotare la diplomazia, alla fine sarebbe una loro scelta". "Pensiamo che sarebbe una decisione stupida, ma siamo pronti ad affrontarla", ha concluso.

Rutte: "Alleati fanno tutto ciò che chiedono Usa"
Gli alleati della Nato, "quasi senza eccezioni", stanno facendo "tutto" quello che gli Usa chiedono per sostenere la guerra all'Iran, ora in una fragile fase di tregua, dando un "enorme" supporto agli americani. Lo sostiene il segretario generale della Nato Mark Rutte, parlando a Washington al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute.

"Per mantenere l'elemento sorpresa degli attacchi iniziali - afferma - il presidente Donald Trump ha scelto di non informare gli alleati in anticipo, e lo capisco. Ma quello che vedo oggi in Europa è un enorme supporto fornito dagli alleati, che offrono basi, logistica e altre misure per garantire che il potente esercito statunitense riesca a impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare e a indebolire la sua capacità di esportare il caos".

"Quasi senza eccezioni - aggiunge - gli alleati stanno facendo tutto quello che gli Stati Uniti chiedono. Hanno ascoltato e stanno rispondendo alla richiesta del presidente Trump. Il Regno Unito guida una coalizione di Paesi che stanno allineando gli strumenti militari, politici ed economici necessari per garantire il libero passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Questa è la prova di un cambiamento di mentalità", conclude.

Tajani: "Informato da Saar su negoziati diretti tra Beirut e Tel Aviv"
"Ci sono buone notizie, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, mi ha telefonato per informarmi della decisione che ci saranno nuovi negoziati diretti tra Libano e Israele probabilmente negli Stati Uniti nei prossimi giorni. E' importante il dialogo tra le parti e spero che si possa raggiungere un cessate il fuoco anche in Libano". Lo ha dichiarato alla stampa il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la riunione ministeriale informale del Gruppo Med9 che si è tenuta a Spalato.

Axios: "Negoziati diretti Libano-Israele settimana prossima a Washington"*
I negoziati diretti tra Israele e Libano inizieranno la prossima settimana a Washington. Lo ha riferito ad Axios un alto funzionario israeliano, precisando che il primo incontro si terrà presso il Dipartimento di Stato.

La parte statunitense sarà guidata dall’ambasciatore in Libano Michel Issa - scrive Axios, mentre - Israele sarà rappresentato dal suo ambasciatore a Washington Yechiel Leiter. La parte libanese sarà rappresentata dall’ambasciatrice a Washington Nada Hamadeh-Moawad.

Mattarella: "Libano sotto bombardamento devastante"
"Non posso non ricordare quanto avviene in Medio Oriente, quanto avviene in questo momento in Libano, un Paese indipendente con un nuovo Presidente, un nuovo Governo che sta procedendo ad una stabilizzazione crescente del Paese e anche con una progressiva riduzione e disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti come ieri è avvenuto". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella conferenza stampa al termine dell'incontro a Praga con l'omologo della Repubblica Ceca, Petr Pavel.

Save the Children: "In Libano bambini separati dalle famiglie dopo raid aerei"
Il Libano sta affrontando un’escalation della crisi, con un numero crescente di bambini rimasti soli o separati dalle proprie famiglie dopo 24 ore di intensi raid aerei. Save the Children - l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro - è al lavoro per rintracciarli e ricongiungerli con i loro familiari e chiede con urgenza che l’accordo di cessate il fuoco venga esteso anche al Libano, per prevenire ulteriori danni e garantire la protezione dei minori.

Rutte: "Trump deluso, discussione franca e aperta"
Il presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump "era deluso ieri, ma abbiamo avuto una discussione franca e aperta, da amici". Lo riferisce il segretario generale della Nato Mark Rutte, parlando alla Ronald Reagan Presidential Foundation Institute, a Washington.

Il presidente americano non ha nascosto nei giorni scorsi il suo disappunto per la posizione degli alleati europei, che in diverse occasioni non hanno concesso l'uso delle basi per l'attacco all'Iran, guerra in merito alla quale non sono stati consultati preventivamente.

Media: "Nessun negoziato se attacchi Israele al Libano continueranno"
Se gli attacchi israeliani contro il Libano continueranno, gli iraniani non si siederanno al tavolo dei negoziati. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana citando una "fonte ben informata" a condizione di anonimato. "La questione del Libano e un cessate il fuoco nel Paese sono un prerequisito e una condizione non negoziabile affinché la Repubblica Islamica avvii qualsiasi nuovo processo negoziale", ha affermato la fonte.

"Nel contesto dell'attacco in corso al Libano, l'Iran considera i negoziati strategicamente privi di significato e inutili. Tutti gli alti funzionari della Repubblica Islamica hanno una posizione unanime su questo punto. Se la questione libanese non verrà risolta, non ci saranno negoziati", ha aggiunto la fonte.

Netanyahu: "Avvieremo colloqui diretti con Libano su disarmo Hezbollah e accordo pace"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di aver dato istruzioni al governo di avviare negoziati diretti con il Libano "prima possibile", a seguito di ripetute richieste di Beirut. "I colloqui si incentreranno sul disarmo di Hezbollah e sulla creazione di una relazione pacifica tra Israele e Libano", ha aggiunto.

Nbc: "Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre attacchi per successo negoziati"
Donald Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano per aiutare ad assicurare il successo dei negoziati con l'Iran. E' quanto scrive Nbcnews, citando una fonte dell'amministrazione che rivela che la richiesta è stata avanzata durante una telefonata avvenuta ieri.

Sia Israele, che ieri ha condotto oltre 100 raid aerei in tutto il Libano provocando oltre 200 morti e migliaia di feriti, che l'amministrazione Trump hanno ripetuto più volte che il cessate il fuoco non comprenderebbe il Libano, ma le fonti citate dall'emittente americana riferiscono che gli israeliani avrebbero accolto la richiesta di Trump "per aiutare il partner".

Lo scambio tra i due leader è avvenuto dopo che Netanyahu ieri sera aveva affermato che avrebbe continuato a colpire con forza il Libano, e gli iraniani hanno minacciato di rispondere a questi attacchi, considerati come una violazione della tregua, interrompendo cessate fuoco e negoziati.

Merz: "Campagna in Libano potrebbe compromettere trattative"
La campagna militare israeliana in Libano potrebbe compromettere i colloqui di pace previsti tra Stati Uniti e Iran sulla guerra in Medio Oriente. A dichiararlo è stato il cancelliere teesco Friedrich Merz. "Guardiamo alla situazione nel Libano meridionale con particolare preoccupazione", ha affermato Merz. "La violenza con cui Israele sta conducendo la guerra in quella zona potrebbe far fallire l'intero processo di pace, e questo non deve essere permesso".

Merz ha affermato che la Germania desidera "una rapida fine all'escalation militare che sta destabilizzando sempre più il Medio Oriente". "In secondo luogo, vogliamo che questa guerra, che è diventata un test di resistenza transatlantico, non metta ulteriormente a dura prova le relazioni tra gli Stati Uniti e i loro partner europei della Nato", ha aggiunto. "In terzo luogo, vogliamo che la libera navigazione nello Stretto di Hormuz venga ripristinata rapidamente e in modo stabile".

Tajani: "A Pechino solleverò questione Stretto Hormuz"
"È fondamentale mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e la comunità internazionale deve collaborare per raggiungere questo obiettivo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante la riunione informale dei capi delle diplomazie dei Paesi del Gruppo Med9. 

"Nei prossimi giorni sarò in missione in Cina. Solleverò la questione", ha aggiunto il ministro, sottolineando che chiederà alle autorità cinesi "un maggiore impegno per il dialogo e la de-escalation".
Lavrov sente Araghchi: "Espressa speranza per successo negoziale"
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto un colloquio con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, in cui ha espresso la speranza per il successo del processo negoziale e ha confermato la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni che consentano di superare le conseguenze dell’aggressione". Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Mosca in un comunicato.
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