Iran-Usa, i negoziati a Islamabad per consolidare la tregua
Ore cruciali per evitare una nuova escalation nel conflitto. Media Teheran: posticipato di qualche ora inizio negoziati, le due delegazioni incontreranno prima il premier pakistano Shehbaz Sharif
Giornata cruciale oggi, sabato 11 aprile, per la guerra tra Usa e Iran. Whashington e Teheran si incontrano a Islamabad, in Pakistan, per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. Sul tavolo il futuro del programma nucleare iraniano, la presenza militare americana in Medio Oriente e il controllo dello Stretto di Hormuz.
I colloqui sono stati posticipati di alcune ore rispetto all’orario inizialmente previsto, riferisce l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell’avvio formale dei negoziati.
Media: delegazione Teheran per colloqui composta da 71 membri
La delegazione iraniana arrivata a Islamabad per i colloqui con gli Stati Uniti è composta da 71 membri. Lo riferiscono i media statali iraniani.
A guidare la delegazione è il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Tra le figure di spicco anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il responsabile per la sicurezza Ali Akbar Ahmadian. Presenti inoltre il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei e il funzionario politico Ali Bagheri Kani, insieme a parlamentari e consiglieri, tra cui Mahmoud Nabavian, Abolfazl Amouei e il consigliere strategico Mehdi Mohammadi.
Guterres: "Usare colloqui per accordo duraturo e de-escalation"
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha esortato Stati Uniti e Iran a compiere uno sforzo concreto per raggiungere una soluzione duratura del conflitto, alla vigilia dei colloqui previsti a Islamabad. Le due parti dovrebbero sfruttare l’incontro come un’opportunità "per impegnarsi in buona fede verso un accordo duraturo e globale, con l’obiettivo di una de-escalation e di prevenire una ripresa delle ostilità", ha dichiarato il portavoce Onu Stéphane Dujarric.
Wsj: Teheran ha ancora migliaia missili balistici e lanciatori nascosti
L’Iran dispone ancora di migliaia di missili balistici e potrebbe impiegarli recuperando lanciatori attualmente nascosti in strutture sotterranee. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi informati sulle più recenti valutazioni d’intelligence.
Sebbene circa la metà dei lanciatori sia stata distrutta, danneggiata o sepolta sotto le macerie, molti potrebbero essere riparati e riportati in funzione dai siti sotterranei. Secondo fonti statunitensi e israeliane, pur disponenendo attualmente di circa la metà dei missili rispetto al periodo precedente al conflitto, Teheran conserva ancora migliaia di vettori balistici a corto e medio raggio pronti all’uso. Alcuni funzionari americani temono infine che l’Iran possa sfruttare l’attuale cessate il fuoco per ricostituire le proprie scorte missilistiche.
Media Teheran, posticipato di qualche ora inizio negoziati con Usa
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad sono stati posticipati di alcune ore rispetto all’orario inizialmente previsto. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell’avvio formale dei negoziati.
Cnn: Pechino pronta a invio nuovo sistemi difesa aerea a Teheran
L’intelligence statunitense sostiene che la Cina si starebbe preparando a consegnare nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran nelle prossime settimane. Lo riporta Cnn, citando tre fonti a conoscenza delle recenti stime di intelligence. La mossa potrebbe apparire provocatoria a Washington, alla luce dei recenti sforzi di Pechino per convincere Teheran ad accettare l'accordo di cessate il fuoco.
Secondo l’emittente, queste informazioni suggeriscono che Teheran potrebbe sfruttare la pausa nei combattimenti per ricostituire le proprie scorte di armamenti. Due delle fonti riferiscono inoltre che Pechino starebbe utilizzando un Paese terzo per far transitare i sistemi, con l’obiettivo di mascherarne l’origine. Contatta da Cnn, l'ambasciata cinese a Washington ha smentito la notizia.
Ghalibaf: "Se Usa pronti a vero accordo troveranno disponibilità"
"Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad.
"Tuttavia, nell’attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un’operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione - ha precisato Ghalibaf - Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni".
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