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12 Aprile 2026 - 20:08
Viktor Orban e Peter Magyar
Affluenza record alle elezioni parlamentari in Ungheria di oggi, domenica 12 aprile 2026. Alle 18.30 aveva già raggiunto il 77,8%. I seggi hanno chiuso alle 19.
Tisza si avvia ad ottenere la maggioranza dei due terzi in Parlamento. Quando è stato scrutinato il 37% dei voti, secondo le proiezioni il partito di opposizione di Peter Magyar otterrebbe 132 seggi, uno in meno dei 133 necessari per controllare i 2/3 del Parlamento, mentre Fidesz, il partito del premier Vitkor Orban, si fermerebbe a 59.
Magyar ha evocato brogli elettorali ai seggi. "Stiamo parlando di frodi elettorale a vari livelli, alcuni delle quali gravi - ha detto in una conferenza stampa - Stiamo adottando le misure necessarie, presenteremo denunce. Chiunque abbia commesso o incitato alla frode elettorale sarà chiamato a risponderne davanti alla legge".
Nel corso della breve conferenza stampa Magyar ha ringraziato gli ungheresi per essersi presentati in numero record a difesa della democrazia, rivolgendo i suoi ringraziamenti a tutti gli elettori, indipendentemente da chi avessero votato, e gli osservatori indipendenti che hanno lavorato come volontari per monitorare il voto.
"Sulla base delle informazioni che abbiamo, siamo ottimisti, cautamente ottimisti", ha detto il leader dell'opposizione secondo diversi media internazionali. Tisza vuole "vincere le elezioni, non i sondaggi", ha aggiunto scherzosamente, spiegando di voler aspettare i risultati ufficiali prima di rispondere alle domande della stampa.
Magyar ha anche ribadito le sue consuete critiche al governo di Orban, affermando che l'Ungheria "non è una democrazia funzionante".
I sondaggi prima del voto
Due sondaggi condotti prima del voto e pubblicati alla chiusura dei seggi sembrano suggerire una probabile vittoria del partito d'opposizione Tisza. Li riporta il Guardian, sottolineando che non si tratta di exit poll, bensì di sondaggi condotti prima delle elezioni.
Il primo sondaggio, svolto da 21 Kutatóközpont per Telex, vede Tisza intorno al 55%, Fidesz-Kdnp al 38%, Mi Hazánk al 5%, Dk all'1% e Mkkp all'1%. Secondo questa scansione, il partito di Peter Magyar potrebbe ottenere fino a 132 seggi nel Parlamento da 199 membri.
Il secondo sondaggio, di Median, ha mostrato risultati simili, attribuendo a Tisza 135 seggi nel prossimo Parlamento, cifra che garantirebbe al partito la "supermaggioranza" necessaria per cambiare la costituzione ungherese.
Orban e Magyar votano in contemporanea a Budapest
Viktor Orban e il suo sfidante Peter Magyar hanno votato questa mattina a Budapest, praticamente in contemporanea. "Sono qui per vincere", ha dichiarato il premier uscente dopo aver votato. Allo stesso tempo ha sottolineato come "la decisione del popolo debba essere rispettata".
Queste elezioni sono considerate le più importanti per l'Ungheria dalla transizione democratica e determineranno il futuro politico del primo ministro Orban. Con il partito di centro-destra Tisza, Magyar ha creato una forza di opposizione che promette cambiamento e ha guadagnato notevole popolarità.
Anche Magyar ha votato in un seggio elettorale a Budapest. Gli ungheresi sceglieranno "tra Est e Ovest" in queste elezioni, ha affermato il politico. Magyar si è detto fiducioso nella vittoria del suo partito Tisza. Ha inoltre esortato i cittadini a segnalare eventuali irregolarità riscontrate durante le elezioni, aggiungendo che "la frode elettorale è un reato gravissimo".
Magyar ha quindi esortato i connazionali a mobilitarsi per queste "elezioni decisive". "Stiamo scegliendo tra Est e Ovest, tra propaganda e onesto dibattito pubblico, tra corruzione e una vita pubblica onesta, tra il continuo declino e il collasso totale dei servizi pubblici o il rimpatrio dei fondi europei e la ripresa dell'economia ungherese", ha affermato.
Orban ha ribadito invece il suo monito sulla grave crisi che minaccerebbe l'Europa. "Fortunatamente, abbiamo molti amici in tutto il mondo. Dall'America alla Cina, passando per la Russia e il mondo turco", ha affermato, aggiungendo che non permetterà a Bruxelles di "privare" l'Ungheria del "suo futuro e della sua sovranità".
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