Iran, navi sullo Stretto di Hormuz in una foto di repertorio
Dopo il fallimento dei colloqui tra Iran e Usa, nel mezzo di una sempre più fragile tregua nella guerra, la giornata si apre con la conferma di Trump sul blocco navale preannunciato ieri dal presidente americano. Gli Stati Uniti bloccheranno le navi in entrata o uscita dai porti iraniani il 13 aprile alle 10 del mattino ora di Washington, le 16 in Italia. Secondo il Wsj, in aggiunta al blocco Trump starebbe valutando anche attacchi militari mirati contro Teheran.
Il tycoon ha intantoattaccato duramente Papa Leone XIV, 'reo' di essere "debole" in politica estera dopo le parole e il monito sul conflitto in corso.
Nel frattempo, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, l'Iran ha collaborato con gli Stati Uniti in buona fede per porre fine alla guerra" al tavolo dei negoziati. Ma quando Teheran e Washington erano "a un passo" da un accordo a Islamabad, "abbiamo trovato massimalismo, cambiamenti di obiettivi e chiusura".
Fidan: "Teheran e Washington sinceri rispetto a cessate il fuoco"
Gli Stati Uniti e l'Iran sono entrambi ''sinceri'' nella loro volontà di rispettare l'accordo di cessate il fuoco, nonostante il fallimento dei colloqui a Islamabad mediati dal Pakistan nel fine settimana.
"Entrambe le parti sono sincere riguardo al cessate il fuoco", ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan in un'intervista all'agenzia di stampa ufficiale Anadolu. Fidan ha affermato di essere in contatto con le parti coinvolte nei negoziati.
Lo Stretto di Hormuz, secondo il ministro, dovrebbe essere riaperto "il prima possibile". "Bisogna avviare negoziati con l'Iran, ricorrere alla persuasione e riaprire lo stretto il prima possibile", ha dichiarato il capo della diplomazia turca.
Tajani in Libano: "Lungo colloquio con Sa'ar per incoraggiare dialogo"
"Ho avuto una lunga telefonata con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar per incoraggiare il dialogo tra Israele e Libano. La mia presenza oggi a Beirut punta a favorire un esito positivo dei negoziati per la pace che iniziano domani". Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha "condannato gli attacchi di Hezbollah contro Israele e ha chiesto di preservare l’incolumità della popolazione civile libanese e dei militari italiani impegnati nella missione Unifil".
Starmer: "Non sosteniamo blocco Hormuz, non ci lasciamo trascinare in guerra"
Londra non sostiene il blocco navale americano dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer alla Bbc, dopo l'annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump del blocco dei porti iraniani che partirà oggi pomeriggio. "Non sosteniamo il blocco", ha affermato. "Siamo stati chiari sul fatto che non ci lasceremo trascinare in questa guerra", anche se Londra ha partecipato ad "azioni difensive" dall'inizio del conflitto alla fine di febbraio, ha aggiunto Starmer.
Cina: "Navigazione Stretto Hormuz avvenga senza ostacoli"
La Cina ha chiesto che avvenga "senza ostacoli" la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato il blocco navale, il portavoce del ministro degli Esteri Guo Jiakun ha detto in una conferenza stampa che "lo Stretto di Hormuz è un'importante rotta commerciale internazionale per merci ed energia, e mantenerne la sicurezza, la stabilità e il libero flusso è nell'interesse comune della comunità internazionale".
Idf su incidente con Unifil: "Caschi blu non si sono coordinati"
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno parlato di ''mancato coordinamento'' da parte dell'Unifil come condizione che ha poi portato all'incidente nel sud del Libano e che ha coinvolto caschi blu italiani. In una nota diffusa dall'esercito israeliano e rilanciata dal Times of Israel si legge che ''ieri un convoglio dell'Unifil è arrivato senza coordinamento in un'area in cui le truppe dell'Idf stanno operando contro l'organizzazione terroristica Hezbollah nel Libano meridionale. Dopo che il convoglio è entrato nell'area, le truppe dell'Idf gli hanno permesso di passare".
Le Idf hanno spiegato di essere a conoscenza del fatto che "durante il passaggio del convoglio, si è verificata una collisione di lieve entità tra uno dei veicoli del convoglio e un veicolo delle Idf". L'esercito israeliano ha aggiunto che ''le Forze di Difesa Israeliane (Idf) operano contro l’organizzazione terroristica Hezbollah e non contro le forze Unifil o i civili libanesi. Le Idf invitano le forze Unifil a evitare spostamenti nella zona di combattimento attiva e a continuare a coordinare i movimenti in anticipo, come di consueto, per la loro sicurezza''.
Inizialmente si era parlato di uno speronamento, da parte dii carri armati delle Idf di mezzi Unifil, mentre successivamente il contingente italiano della missione dell'Onu in Libano ha precisato che si è trattato di una collisione mentre erano in corso delle manovre e che i danni subiti ai veicoli sono ''di lieve entità''.
Pasdaran: "Nessun porto al sicuro nel Golfo Persico e nel Mare dell'Oman"
"Nessun porto nel Golfo Persico e nel Mare dell'Oman sarà al sicuro" se saranno minacciati dal blocco navale degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, dopo che l'esercito statunitense ha annunciato che da oggi imporrà un blocco totale al traffico in entrata e in uscita dai porti iraniani nello Stretto di Hormuz, in seguito al fallimento dei negoziati del fine settimana in Pakistan.
"La sicurezza dei porti nel Golfo Persico e nel Mare dell'Oman è una questione che riguarda tutti o nessuno", ha dichiarato un portavoce dei Pasdaran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna. Il portavoce ha definito la decisione degli Stati Uniti "illegale" e un esempio di "pirateria marittima". Come l'Iran ha ripetutamente sottolineato dall'inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele, "le navi affiliate al nemico non hanno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia Isna citando il portavoce.
Tajani atterrato a Beirut
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è appena atterrato a Beirut. Lo rende noto la Farnesina.
Pechino: "Armi a Teheran? Calunnie infondate"
''Calunnie infondate''. Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha definito le accuse rivolte a Pechino di aver fornito o di apprestarsi a consegnare armi a Teheran. "La Cina ha sempre adottato un approccio cauto e responsabile nell'esportazione di equipaggiamenti militari e ha applicato controlli rigorosi in conformità con le proprie leggi e regolamenti in materia di esportazione, nonché con i propri obblighi internazionali. Contestiamo le calunnie infondate e le accuse malevole", ha dichiarato Guo Jiakun durante una conferenza stampa.
Spagna: "Blocco navale Hormuz non ha senso"
Il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente statunitense Donald Trump "non ha senso". Lo ha dichiarato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles.
"Anch'io penso che sia una cosa senza senso. E' solo un altro episodio di questa spirale discendente in cui siamo stati trascinati", ha dichiarato Robles in un'intervista alla televisione pubblica spagnola.
Cina lancia l'appello: "No ripresa guerra dopo fallimento colloqui"
La Cina ha rivolto un appello agli Stati Uniti e all'Iran, affinché non riprendano le ostilità dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun nel corso di una conferenza stampa. "La Cina auspica che le parti interessate rispettino l'accordo di cessate il fuoco temporaneo, continuino a risolvere le controversie attraverso mezzi politici e diplomatici, evitino di riaccendere la guerra e creino le condizioni per un rapido ritorno alla pace e alla tranquillità nella regione del Golfo", ha dichiarato Guo.
Iran, media: Londra non prende parte a blocco navale Usa
Il Regno Unito non parteciperà all'applicazione del blocco militare statunitense contro i porti iraniani. A scriverne è la Bbc, spiegando che navi e soldati della Marina britannica non saranno impiegati per bloccare i porti del paese, ma le dragamine e le unità anti-drone continueranno ad operare nella regione. Un portavoce del governo britannico ha dichiarato: "Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale e il costo della vita nel nostro Paese".
Teheran: "Blocco di Hormuz imposto da Trump è pirateria"
Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Khatam al-Anbia, ha definito "illegale e costituisce pirateria" il blocco annunciato dal presidente statunitense Donald Trump nello Stretto di Hormuz. Ha inoltre dichiarato che l'Iran implementerà "un meccanismo permanente per il controllo di Hormuz a causa delle minacce".
Wsj: "Trump valuta attacchi militari mirati in aggiunta al blocco"
Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti a conoscenza della situazione, secondo cui i raid avrebbero lo scopo di sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace.
Secondo quanto riferito da alcuni funzionari, gli attacchi mirati sarebbero una delle opzioni che Trump stava valutando ieri, a poche ore dal fallimento dei negoziati in Pakistan. Trump potrebbe anche riprendere una vera e propria campagna di bombardamenti, sebbene i funzionari abbiano affermato che questa ipotesi sia meno probabile, data la prospettiva di un'ulteriore destabilizzazione della regione e l'avversione del presidente ai conflitti militari prolungati. Potrebbe anche cercare un blocco più temporaneo, mentre esercita pressioni sugli alleati affinché si assumano la responsabilità di una futura missione di scorta militare prolungata attraverso lo stretto.
Il comandante della marina iraniana Shahram Irani ha liquidato - definendola 'ridicola' - la minaccia di Donald Trump di bloccare le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani a partire dalle 10 di Washington oggi, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Press TV. Shahram Irani ha assicurato che la marina sta "tracciando e monitorando tutti i movimenti delle forze armate dell'aggressore statunitense nella regione".
"Le minacce del presidente degli Stati Uniti, a seguito dell'umiliante sconfitta del suo esercito nella terza guerra imposta, sono davvero ridicole e risibili", ha aggiunto. A riferirne è SkyNews.
Blocco navale, quali sono le indicazioni Usa
Il blocco navale che scatterà a partire dalle 16 (ora italiana) in Iran, "sarà applicato imparzialmente nei confronti delle imbarcazioni di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, compresi tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo dell'Oman". A spiegarlo in una nota, il Comando centrale degli Stati Uniti.
"Le forze del Centcom non ostacoleranno la libertà di navigazione per le imbarcazioni che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani".
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