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L'evento

San Pietro a Majella, per i 200 anni torna il “Christus e Miserere” di Zingarelli

Nel Conservatorio napoletano il ritorno della partitura nel luogo per cui fu concepita apre le celebrazioni del bicentenario della sede

San Pietro a Majella, per i 200 anni torna il “Christus e Miserere” di Zingarelli

Carla Ciccarelli e Gaetano Panariello

Nel solco della sua storia, il Conservatorio di San Pietro a Majella inaugura le celebrazioni per i duecento anni nella sede partenopea con un gesto che è insieme simbolico e filologico: il ritorno del Christus e Miserere di Nicola Zingarelli nel luogo per cui fu concepito.
A due secoli dalla prima esecuzione, la partitura torna a risuonare nella chiesa dell’istituto mercoledì 1° aprile alle 16.30, aprendo il programma promosso dal Conservatorio, presieduto da Carla Ciccarelli e diretto dal Maestro Gaetano Panariello, insieme al Comitato nazionale istituito dal Ministero della Cultura.
Zingarelli, alla guida del Real Collegio di Musica dal 1813 al 1837 e maestro di Vincenzo Bellini, compose queste pagine negli anni in cui l’istituto si trasferì nell’attuale sede dell’ex convento dei Celestini, intorno al 1826. Riportarle oggi nello stesso spazio significa ristabilire il rapporto originario tra scrittura musicale e luogo.
“Apriamo queste celebrazioni con un gesto che ci definisce: riportare questa musica nel luogo per cui è stata pensata”, afferma Ciccarelli. “È una restituzione alla città che nasce dal lavoro quotidiano su studio, ricerca e formazione”.
Alla serata prenderà parte Monsignor Vincenzo De Gregorio, formatosi proprio in questo Conservatorio, a testimonianza di un legame che unisce tradizione liturgica e formazione musicale.
L’esecuzione è affidata al Coro del Conservatorio diretto dal Maestro Carlo Mormile, con la classe di musica d’insieme per archi del Maestro Mario Dell’Angelo.
“Il progetto è frutto di un’indagine rigorosa sui manoscritti della nostra Biblioteca”, aggiunge Panariello. “Un lavoro che consente di trasformare il patrimonio in esperienza musicale viva, mettendo in relazione tradizione e presente”.
Con questa esecuzione, inoltre, il Conservatorio intende ripristinare una consuetudine storica che lo vedeva protagonista nei riti della Settimana Santa, riportando al centro una tradizione profondamente radicata nella vita culturale della città.

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