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Castellammare
22 Novembre 2024 - 15:35
CASTELLAMMARE DI STABIA. Oltre mille giovani in Cattedrale, tutti gli studenti dell’Istituto “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia e i giovani canottieri del Circolo Nautico Stabia con allenatori e dirigenti. Sull’altare un remo con la foto di Simeon Plamenov Dimitrov,lo studente 18enne morto in moto domenica poco dopo l’una, sulla Strada Statale Sorrentina, nei pressi del Bikini. Era in sella con la fidanzata, la 19enne Alessia Piccirillo (erano nella stessa classe). I funerali di Alessia si terranno domani mattina e anche lì si prevede un fiume di giovani. I genitori di Alessia hanno acconsentito all’espianto degli organi e dicono che grazie ad Alessia sono stati donati organi a 10 persone, tra cui due bambine che hanno ricevuto il suo fegato. In Cattedrale, a celebrare il funerale, don Antonino Gargiulo con don Pasquale Fiorillo. Don Antonino ha esortato i ragazzi a non perdere il sorriso, come Simeon che ha sorriso fino alla fine. Occhi rossi di lacrime e abbracci tra i giovani e tra gli studenti e gli insegnanti che lo hanno avuto per 5 anni. Nella classe dei due ragazzi i loro banchi sono stati coperti di fiori e di loro foto. In prima fila, strette l'una accanto all'altra, le mamme dei due ragazzi, Alessia e Simeon, unite in un dolore che le ha sfinite nei singhiozzi e nel pianto. La famiglia di Alessia, che professa religione evangelica, e quella di Simeon, di fede ortodossa, hanno partecipato insieme alle esequie celebrate con rito cattolico. Tra la folla anche il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, a portare il saluto di tutta la comunità stabiese.
Dalle voci dei suoi amici l'addio più commosso, letto dall'altare. Un elogio delle qualità che rendevano unico Simeon: generosità, schiettezza, gioia, lealtà, vitalità, fiducia negli altri. Aveva espresso il desiderio di proseguire gli studi per diventare ingegnere e lui se lo poteva permettere perché era tra i ragazzi più preparati e la sua prof Leone ha detto che Simeon era lo studente che ogni professore avrebbe sempre desiderato. Le parole dei canottieri sono state le più toccanti:
"A Simeon
Rema ragazzo, rema, che il traguardo è lí che si avvicina...
spingi forte ragazzo, come solo tu sai fare---
E prenditi questa ultima Vittoria...
In questi ultimi 100 metri fatti ammirare ancora una volta,
in tutta la tua Potenza, in tutta la tua Gentilezza...
Dai, Gigante Buono, dai... manca poco e poi finalmente i tuoi pugni al cielo potrai alzare e la TUA medaglia festeggiare...
Simeon, adesso vai e insegna agli Angeli a remare... mentre tutti noi ti guarderemo da quaggiù con le lacrime, con malinconia, con tristezza... ma con una sola consapevolezza: resterai per sempre nei nostri cuori.
Rema Campione, rema...
Buon viaggio, Simeon".
All'uscita dalla Cattedrale, la bara bianca di Simeon è stata accompagnata a spalla per oltre 500 metri dagli atleti canottieri, mentre gli amici hanno seguito il corteo in moto, suonando i clacson lungo tutto il tragitto fino alla piazza Principe Umberto e le serrande dei commercianti sono state abbassate al loro passaggio. Poco prima, sul sagrato, sono stati accesi fumogeni, lanciati palloncini tra gli applausi per onorar efino alla fine un ragazzo che una sua compagna di scuola aveva definito dall'altare "perbene": "Abbiamo perso un amico perbene, il mondo ha perso una persona perbene".



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