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Parco Masarda, tutti assolti

Il fatto non costituisce reato, dissequestrato l’intero cantiere. L’amministratore: «Ho sempre avuto fiducia»

Parco Masarda, tutti assolti

POMIGLIANO. Inchiesta sul Parco Masarda: tutti gli imputati assolti:“perché il fatto non costituisce reato”. Si chiude così la vicenda giudiziaria. Al momento della lettura del dispositivo di sentenza, i cinque imputati erano presenti in aula. Disposto contestualmente il dissequestro del manufatto edilizio. A far parte del collegio difensivo: c’erano gli avvocati Francesco Picca del Foro di Napoli, Antonio Pelliccia, Ivan Pacifico e Giammarco Sposito del Foro di Nola. Nel corso dell’inchiesta, gli imputati si sono sempre dichiarati innocenti rispetto alle accuse che gli erano state mosse. Per evitare il rischio “prescrizione”, che incombeva sulla pesante inchiesta, il giudice Liccardo mesi fa, aveva deciso di anticipare il calendario delle udienze.

«Questa sentenza dichiara con voce rotta dall’emozione, uno degli imputati in aula non mi restituisce quella serenità che avevo perso. In ogni modo, ho necessità di ribadire che comunque ed in ogni modo, ho sempre avuto fiducia nella giustizia ed ero certo che la verità sarebbe venuta a galla». L’inchiesta avviata tra il 2019 e il 2020, durante l’amministrazione guidata dal sindaco del M5S Gianluca Del Mastro ha riguardato numerosi cantieri sorti in città grazie ai permessi a costruire rilasciati ai sensi della legge regionale “Piano Casa”.

Secondo la magistratura, dietro quelle autorizzazioni vi sarebbe una complessa speculazione edilizia nel cuore dell’area vesuviana. La storia inizia nel 2021 con il primo cittadino Del Mastro. A sottoporre a sequestro il cantiere fu il comando della Polizia locale. Lo stesso provvedimento ottenne successivamente la convalida da parte della Procura di Nola. Sul banco degli indagati finirono tecnici privati e quello del Comune. Reati ipotizzati furono: falsa attestazione e lottizzazione abusiva. Sempre nel 2021, veniva presentata una variante all’originario “permesso a costruire”, chiedendo la modifica/adeguamento in un “permesso convenzionato”.

Precedentemente l’originario permesso a costruire (quello rilasciato nel 2019) veniva annullato il 5 agosto del 2022 (sempre epoca Del Mastro), per una serie di motivazioni: Falsa/Erronea rappresentazione dello stato dei luoghi ed erroneo calcolo della volumetria assentitile; Insufficiente rappresentazione dello stato dei luoghi; nonché una serie di violazioni al regolamento edilizio ed alla legge regionale sul piano casa. Oltre alla lottizzazione abusiva, pendevano le accuse di falso ideologico (a carico dei tecnici progettisti) e di abusi edilizi. A condurre le indagini coordinate dalla Procura nolana, sono stati gli investigatori della Guardia di Finanza, congiuntamente agli uomini della polizia locale.

Tra tre mesi, il deposito della sentenza. Difficile ipotizzare un ricorso a questo pronunciamento. Soddisfatti della sentenza imputati ed avvocati, che hanno sempre sostenuto che l’intero castello accusatorio era costruito sul nulla. È chiaro che il filone d’indagine “Oro-grigio”, assuma ora una “visualizzazione” diversa. @Riproduzione Riservata

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