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bacoli
27 Gennaio 2026 - 14:43
Intossicazione da acido solfidrico: sarebbe questa la causa del decesso di Giovanni Marchionni, il 21enne di Bacoli il cui corpo è stato ritrovato l'8 agosto scorso a bordo di uno yacht ormeggiato nel porticciolo della Marina di Portisco. Stando ad alcune indiscrezioni che circolano nelle ultime ore, la morte del giovane skipper sarebbe dunque da ricondurre a questo potente gas tossico che potrebbe essere stato inalato. L'esito emergerebbe dalla relazione autoptica e dagli esami tossicologici e istologici effettuati sul corpo di Marchionni e depositati nei giorni scorsi in Procura a Tempio Pausania.
Titolare dell'inchiesta è la pm Milena Aucone che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Se le indiscrezioni dovessero essere confermate, adesso la situazione potrebbe cambiare. Attualmente lo yacht - la cui armatrice è Annalaura di Luggo, manager e consigliere delegato del cantiere Fiart Mare di Bacoli- risulta ancora sotto sequestro. Numerosi sono stati nei mesi successivi al ritrovamento del cadavere gli accertamenti tecnici effettuati a bordo dell'imbarcazione e in particolare sul funzionamento delle batterie. In un primo momento gli investigatori avevano ipotizzato che la morte dello skipper potesse essere stata causata dalle esalazioni nocive prodotte dalle sostanze contenute nel wc chimico.
Il Comune di Bacoli si costituirà parte civile nel processo sulla morte di Giovanni Marchionni, lo skipper 21enne trovato morto a bordo dello yacht su cui lavorava nel porto di Marina di Portisco, a Olbia, l'8 agosto 2025. Lo annuncia il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, commentando quanto filtra dalla perizia disposta dalla Procura di Tempio Pausania, secondo la quale il decesso del 21enne bacolese sarebbe stato causato dall'inalazione di acido solfidrico. Al momento la Procura indaga per omicidio colposo a carico di ignoti, ma alla luce di quanto emerso dalla perizia nelle prossime ore potrebbero esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati.
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