Tutte le novità
Caivano
10 Febbraio 2026 - 12:02
Mattinata di protesta oggi, 10 febbraio 2026, davanti ai cancelli dello stabilimento Harmont & Blaine nella zona industriale di Caivano. Dalle prime ore del giorno i lavoratori hanno incrociato le braccia per manifestare contro la procedura di licenziamento avviata dall’azienda, che riguarda 32 dipendenti su un totale di 129.
“Non è crisi, è cattiva gestione”: è questo lo slogan scandito a più riprese dai manifestanti, che respingono con forza le motivazioni addotte dall’azienda nella lettera di licenziamento recapitata ieri ai lavoratori coinvolti. Secondo la direzione, i tagli sarebbero necessari a causa della crisi del settore dell’abbigliamento, aggravata in maniera definitiva nel periodo post-pandemico.
Nel testo della comunicazione ufficiale, Harmont & Blaine parla di un piano di revisione ritenuto “indispensabile e non procrastinabile”, che prevede la riduzione del personale come unica strada percorribile per garantire la continuità produttiva. Una posizione che, però, i lavoratori giudicano rigida e priva di una reale apertura al confronto.
Sul luogo della protesta sono arrivati anche il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, e l’onorevole Pasqualino Penza, che hanno espresso solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. I rappresentanti istituzionali hanno inoltre evidenziato la necessità di avviare un dialogo costruttivo, sottolineando come la vertenza rischi di avere un impatto pesante su un territorio già fragile dal punto di vista occupazionale.
Forte l’amarezza che emerge dalle voci dei dipendenti. Uno dei lavoratori, intervenuto durante il presidio, ha dichiarato:
«Trovo indecente lasciare a casa 32 persone senza nemmeno prendere in considerazione un percorso di riqualificazione delle risorse. Non si possono trattare i lavoratori come numeri. Noi crediamo che non si tratti di una vera crisi, ma di una cattiva gestione strategica. I licenziamenti non sono una soluzione: sono solo un modo ingiusto per risolvere un problema facendo ricadere tutto su chi lavora, a vantaggio di una sola parte. La protesta andrà avanti fino a quando non verrà aperto un tavolo di confronto serio, che valuti soluzioni alternative ai licenziamenti, come la riconversione interna e la formazione».
Arrivata anche la nota ufficiale dell’azienda. Harmont & Blaine si è detta “disponibile ad avviare un dialogo con le parti sociali per identificare le migliori soluzioni volte a contenere il più possibile l’impatto sociale” del piano di esuberi annunciato. In relazione allo sciopero e al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, la società ha dichiarato di essere “dispiaciuta e consapevole per l’impatto che questa decisione avrà sui lavoratori, le loro famiglie e la comunità locale”.
Secondo l’azienda, il contesto di riferimento resta quello di una crisi strutturale del settore tessile-abbigliamento italiano, segnata da una riduzione dei volumi di vendita, dalla concorrenza asiatica e dalla contrazione del potere d’acquisto dei consumatori. Un quadro che, si legge nella nota, avrebbe reso necessario “evolvere i modelli di business” di molte imprese del comparto.
Harmont & Blaine sottolinea inoltre di aver tentato, tra il 2023 e il 2025, di riportare i principali indicatori economico-finanziari ai livelli pre-pandemici, senza però riuscirci. Da qui la necessità, per il 2026, di un rilancio immediato della competitività attraverso interventi mirati su retail, logistica, sviluppo delle collezioni e organizzazione delle attività, con l’obiettivo dichiarato di garantire la sostenibilità futura della società. In questo contesto, il management avrebbe presentato alle organizzazioni sindacali un nuovo modello organizzativo per la sede di Caivano, che individua 32 posizioni lavorative in esubero.
Intanto, davanti ai cancelli dell’azienda, resta alta la tensione e cresce la preoccupazione per il futuro di decine di famiglie, mentre Caivano si prepara a vivere l’ennesima vertenza occupazionale che riporta al centro il tema del lavoro, del dialogo sociale e della responsabilità d’impresa.
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo