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la sentenza
19 Marzo 2026 - 12:34
L'avvocato Dario Vannetiello
Si è concluso innanzi alla seconda sezione della Corte di Cassazione il processo per associazione dedita al narcotraffico gestita dal clan camorristico Sautto – Ciccarelli, operante nella roccaforte del Parco Verde di Caivano. Confermata la ipotesi accusatoria, con alcune eccezioni. Anche se la Corte ha dichiarato inammissibili e rigettato larga parte dei ricorsi proposti, viceversa ha condiviso alcune importanti questioni giuridiche.
Annullata la sentenza nei confronti di Michele Esposito, limitatamente all’aggravante mafiosa con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Napoli per la determinazione della pena, condividendo le ragioni giuridiche introdotte dalla difesa rappresentata dal cassazionista Dario Vannetiello, decisione sorprendente vista la natura mafiosa dell’ambiente dove sono maturati i delitti di narcotraffico.
Hanno ottenuto l’annullamento anche Savana Moscardino, difesa dall’avvocato Marco Bruttapasta, per non aver commesso il fatto, disponendo la trasmissione alla Corte di appello per la determinazione della pena, nonché Pietro Iuorio, difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina, limitatamente all’aumento di pena a titolo di continuazione esterna disponendo anche per questi il rinvio alla Corte partenopea per la determinazione della pena.
Respinti i ricorsi di Angelino Giuliano, Angelino Vincenzo, Antonio Ausanio, Sonia Brancaccio, Gaetano De Gennaro, Pasquale De Gennaro, Cristofaro Iuorio, Salvatore La Malfa e Arsenio Savarese.
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