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castellammare di stabia
09 Aprile 2026 - 13:54
Non una caduta accidentale in casa, ma la violenta aggressione da parte del fratello al culmine di una lite scaturita per futili motivi. Questa l'origine delle gravi ferite alla testa riportate dalla vittima nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scorsi nella sua abitazione a Castellammare di Stabia secondo quanto ricostruito dalle indagini svolte dai Carabinieri della compagnia di Castellammare con il coordinamento della Procura di Torre Annunziata. Questa mattina i militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale oplontino nei confronti dell'uomo gravemente indiziato del delitto di tentato omicidio ai danni del fratello.
La vittima dell'aggressione, trasportata all'ospedale San Leonardo di Castellammare, è stata sottoposta a diversi interventi chirurgici salvavita per il gravissimo trauma cranico riportato ed è ancora ricoverata in ospedale. All'atto del ricovero, i medici dell'ospedale avevano allertato i Carabinieri in quanto il paziente aveva riferito loro di non essere caduto, così come aveva sostenuto il fratello, ma di essere stato aggredito da quest'ultimo. Le indagini hanno permesso di accertare che la vittima è stata colpita violentemente alla testa dal fratello con una sedia metallica in seguito ad una lite scaturita per futili motivi. A causa dell'aggressione subita ha riportato un grave trauma cranico, per il quale sono stati necessari plurimi interventi chirurgici.
Le indagini, consistite nell'ascolto di persone informate sui fatti, nell'acquisizione di referti medici e di messaggi, intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno fatto emergere l'esistenza di un rapporto altamente conflittuale tra i due fratelli a causa di rivendicazioni economiche avanzate dall'indagato riguardanti la casa dei defunti genitori, dove viveva la vittima dell'aggressione.
È emerso, inoltre, che quest'ultimo sarebbe stato aggredito dal fratello già in precedenza, nel mese di dicembre scorso, riportando lesioni tali da fare ricorso a cure mediche; in questo caso aveva manifestato ai parenti il concreto timore per la propria incolumità, al punto da indurlo a valutare di sporgere una denuncia, che non era stata sporta proprio a causa della brutale aggressione patita dalla vittima all'interno della propria abitazione la sera del 6 febbraio. Nel corso della perquisizione eseguita oggi nell'abitazione dell'indagato è stata trovata dagli inquirenti la sedia verosimilmente utilizzata, sulla quale verranno compiuti gli accertamenti nel prosieguo delle indagini. Al termine delle formalità di rito, l'indagato è stato portato nel carcere di Poggioreale.
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