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Nel silenzio della luce: Napoli ricorda Salvatore Liguori

A due anni dalla scomparsa, una messa a Sant’Antonio Abate per rendere omaggio allo sguardo poetico del fotografo di scena

Nel silenzio della luce: Napoli ricorda Salvatore Liguori

A due anni da quel silenzio improvviso che ha sottratto alla città lo sguardo sensibile di Salvatore Liguori, venerdì 17 aprile, alle ore 18, la chiesa di Sant’Antonio Abate, in piazza Carlo III, tornerà a raccogliere memorie e respiri, accogliendo una messa di suffragio che sarà molto più di un rito: un ritorno intimo, quasi necessario, alla luce che egli seppe donare nel suo passaggio terreno.
Sarà un momento sospeso, colmo di devozione e malinconia, per rendere omaggio a un artista dell’immagine che non si limitava a osservare, ma penetrava la vita e il teatro con uno sguardo che sembrava nascere direttamente dall’anima. Nelle sue fotografie non c’era mai soltanto la scena: c’era il tremore dell’attesa, la verità degli sguardi, la fragile eternità degli istanti.
Professionista raffinato della fotografia teatrale, direttore appassionato dell’Accademia di Formazione del Teatro Totò e presenza preziosa in numerose produzioni cinematografiche, “Sasy” - così lo chiamavano con affetto - aveva saputo distinguersi anche oltre i confini, attraversando la street photography con la stessa intensità e partecipando a progetti internazionali come Out My Window della fotografa americana Gail Albert Halaban.
Eppure, al di là dei riconoscimenti, resta soprattutto la sua capacità rara di trasformare ogni immagine in una carezza. Le sue fotografie non si impongono, ma si insinuano, lievi e profonde, come un sussurro che resta. Sono pause visive che custodiscono emozioni, frammenti di verità colti con pudore, rivelazioni silenziose di quella bellezza nascosta che abita ogni gesto umano.
In quella chiesa, tra le navate attraversate da una luce discreta, il ricordo di Salvatore Liguori tornerà a farsi presenza viva. Non come eco lontana, ma come un battito sommesso che continua, ostinato e gentile, nel cuore di chi ha incrociato il suo sguardo e ne custodisce ancora il riflesso.

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