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19 Novembre 2022 - 10:40
La triade “Dio, Patria e Famiglia” risulta particolarmente colpita, soprattutto da una specifica compagine politica la quale ritiene che essa sia contraria alla modernità, se non addirittura ai valori della nostra Costituzione e del nostro ordinamento giuridico. Si sente dire che Dio, Patria e Famiglia siano valori che appartengono al Risorgimento e ai moti mazziniani. Alcuni, addirittura, li ricollegano al fascismo. Ma non è così, o, almeno, lo è solo in parte. In realtà, occorrerebbe solamente leggere – anche solo superficialmente – la nostra Costituzione per comprendere come stiano realmente le cose. Questa triade è presente nel pensiero di Giuseppe Mazzini, tanto è vero che “Dio, Patria e Famiglia” sono al centro di una delle sue opere principali, “I doveri dell’uomo”, pubblicato nel 1860 e ritenuto uno dei testi fondamentali del Risorgimento. Mazzini, infatti, ritiene che, per l’uomo, non esistano solo “diritti”, ma anche dei “doveri”, che possono essere riepilogati proprio nei valori di “Dio, Patria e Famiglia”. Per quest’ultimo, infatti, Dio ci ha creati liberi, il quale “... vive nella nostra coscienza, nella coscienza dell’Umanità, nell’Universo che ci circonda” e “L’umanità ha potuto trasformarne, guastarne, non mai sopprimerne il santo nome”. La Patria, invece, rappresenta un baluardo contro qualsiasi forma di oppressione: “Senza Patria, voi non avete nome, né segno, né voto, né diritti, né battesimo di fratelli tra i popoli”. La Famiglia, infine, “... è la Patria del core ... è concetto di Dio, non vostro. Potenza umana non può sopprimerla. Come la Patria, più assai che la Patria, la Famiglia è un elemento di vita” e il suo compito è l’educazione dei futuri cittadini. Detto questo, e tenendo ben presente che Mazzini scrive “I doveri dell’uomo” durante il Risorgimento italiano, non si può non tenere conto di come questi principi ritenuti, da molti, superati e lontani dalla realtà siano assolutamente moderni e coerenti con il nostro ordinamento. Basta aprire la Costituzione e, tra i principi fondamentali agli artt. 7 e 8 si parla Dio e della religione. In particolare, sebbene il nostro sia uno Stato laico e non confessionale, l’art. 7 – che, si ripete, è uno dei principi fondamentali – predilige la religione cattolica e stabilisce che i rapporti tra Stato e Chiesa siano regolati dai Patti Lateranensi. L’art. 8, invece, tenuto sempre conto della laicità del nostro Stato, ha previsto il principio del pluralismo confessionale che ha garantito la piena libertà di culto per tutte le confessioni religiose. Ciò fa comprendere come il nostro ordinamento, al contrario di come si voglia far credere, non è per nulla indifferente al fenomeno religioso, il quale predilige la religione cattolica ma garantisce, allo stesso tempo, la libertà di culto per le altre confessioni. Né più, né meno di ciò che scrive Mazzini. Anche la Patria è più volte richiamata nella nostra Costituzione. In particolare, l’art. 52 prevede che “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Essa rappresenta un vero e proprio dovere inderogabile, dalla quale nessuno può essere esonerato e, infatti, tutti i cittadini devono prestare la loro opera in favore dello Stato non solo in tempo di guerra, ma anche di pace, anche attraverso l’esplicazione di forme di solidarietà non collegate alle armi, tra le quali si evidenziano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e dei valori che sono riconosciuti proprio dalla Costituzione. Anche su questo punto non si comprende come – in relazione all’Italia e al suo patrimonio culturale – non si possa far riferimento alla parola “Patria”, inteso come valore superato dalla modernità. In ultimo, la Famiglia rappresenta il nucleo fondante della società. I nostri Padri costituenti, infatti, hanno inteso dedicare ben tre articoli della nostra Costituzione – dal 29 al 31 – alla famiglia stessa. Hanno valorizzato il principio della centralità della stessa – “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza giuridica e morale dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”, art. 29 -, non lontano dal pensiero mazzinia- no: “Come io v’ho detto che la parte della Patria è quella di educare gli uomini, così la parte della Famiglia è quella di educare cittadini. Famiglia e Patria sono i due punti estremi d’una sola linea”. È importante evidenziare, inoltre, come, sempre in relazione alla famiglia, Mazzini sostiene anche la parità tra uomo e donna: “Amate, rispettate la donna. Non cercate in essa solamente un conforto, ma una forza, una ispirazione, un raddoppiamento delle vostre facoltà intellet- tuali e morali. Cancellate dalla vostra mente ogni idea di superiorità: non ne avete alcuna”. A bene vedere la triade “Dio, Patria e Famiglia”, è tutt’altro che antiquata e contraria alla modernità. Sarebbe sufficiente saper leggere la Costituzione italiana, per comprendere che sono, ancora oggi, valori fondanti del nostro ordinamento giuridico e dai quali non ci si può discostare.
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