Tutte le novità
15 Marzo 2023 - 14:34
Esistono diverse tipologie di fondi chiusi che investono in realtà imprenditoriali in difficoltà nel tempo. Tuttavia, alcuni di questi fondi, noti come "fondi avvoltoi", sono stati criticati per trarre profitto dalle situazioni di crisi in occasione delle quali le società o i paesi non sono in grado di rimborsare i propri debiti. Questi fondi acquistano i titoli a prezzi molto bassi e avviano cause legali per recuperare il valore dell'intero credito, spesso cercando di ottenere il pignoramento dei beni esteri come modo per recuperare il loro investimento. I fondi avvoltoi si concentrano principalmente sull'investimento in "Special Situation", che include società in crisi finanziaria o influenzate dal dissesto finanziario del gruppo di appartenenza, società con problemi transitori (turnaround), società che operano in settori temporaneamente trascurati dai mercati finanziari, società "orfane", ritenute non strategiche ai fini della mission del gruppo di appartenenza, e società controllate dai fondi privati prossime alla cessione. La strategia principale dei “fondi avvoltoi”, dunque, consiste nell'intraprendere azioni legali per il recupero del credito, esercitando pressione sui debitori anche quando si trovano in difficoltà finanziarie. Tuttavia, questo approccio è stato descritto come "moralmente scandaloso" poiché tali operazioni speculative approfittano dei programmi di riduzione del debito per i paesi impoveriti, i quali mirano a educare i bambini e affrontare i crescenti livelli di povertà. In particolare, i paesi altamente indebitati (Hipc) sono stati particolarmente colpiti da tali tipologie di fondi, che cercano di trarre profitto dalle riduzioni del debito offerte ai paesi in difficoltà. Questa attività ha conseguenze drammatiche per i più poveri, indebolendo gli sforzi della comunità internazionale per investire in infrastrutture pubbliche, sanità ed istruzione. Un esempio eclatante di questa pratica è il caso del fondo Donegal International e dei governi di Zambia e Romania. I “fondi avvoltoio” dispongono di diversi strumenti per l’acquisizione dei NPL (Non-Performing-Loans): questi si distinguono in base al loro grado di complessità. La soluzione più immediata, tuttavia, resta la cessione dell'intero portafoglio dei crediti ad altre banche, intermediari o operatori specializzati nel recupero crediti attraverso il meccanismo previsto dall’art. 58 T.U.B. In questo modo, è possibile soddisfare due esigenze distinte e complementari: in primo luogo vi è quello di impedire ad altri intermediari - tramite il controllo effettuato dall’Autorità di Vigilanza - di subire uno squilibrio patrimoniale o di detenere un riassetto tecnico che costituisca un pericolo per la gestione sana e prudente dello stesso. In secondo luogo, c'è quello di favorire, rispetto al diritto comune, i trasferimenti "aggregati" di rapporti giuridici, che svolgono un ruolo importante per il sistema bancario poiché la loro facilitazione potrebbe avere effetti positivi sulla concorrenza nel settore. Aspetto cruciale per l’applicazione della norma in esame è l'individuazione in blocco dei crediti oggetto di cessione, un concetto che non è definito da alcuna disposizione dell'ordinamento. Per identificare questa tipologia di operazione, si fa riferimento alle Istruzioni di Vigilanza per le banche che definiscono i rapporti giuridici individuabili in blocco come "i crediti, i debiti e i contratti che presentano un comune elemento distintivo". La disciplina in materia, tuttavia, presenta particolari criticità ed opacità in occasione delle operazioni di cessione dei crediti, delle modalità di recupero e della gestione degli stessi: data la complessità di tali argomenti vi rinvio al mio saggio intitolato “La cessione del credito bancario deteriorato e tutela del debitore”.
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo