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12 Ottobre 2023 - 14:30
Gentile Direttore, l’improvvisa guerra in Medioriente, con l’aggressione disumana di Hamas che ha fatto una strage di innocenti in un rave-party nel deserto nel territorio israeliano, la guerra in Ucraina, che dura da più di un anno e nessuno sa dire come finirà, questa scatenata addirittura da uno Stato aggressore, la Russia, che non si rassegna di non essere più il “grande sogno comunista” di un impero che comprendeva mezza Europa, il “risveglio” delle piccole Repubbliche sorte dalla vecchia Jugoslavia, che si contendono territori, avendo quasi dimenticato i sanguinosi e terribili combattimenti nei territori della Bosnia, Serbia, Kosovo, Croazia, Montenegro, Slovenia, Macedonia, dove le atrocità e le cosiddette “pulizie etniche” significavano il trucidare tutti, bambini compresi, per far sparire una “razza” dalla terra, sono il ritratto deprimente del XXII secolo. Il caso più grave, secondo me, è quello che si ripromettono i fanatici aguzzini di Hamas, e, in genere, tutti gli estremisti della Jihad, che considerano gli ebrei un popolo da sterminare. Non mi meraviglia più di tanto un odio così profondo verso un popolo che ha convissuto con altri popoli nella penisola araba, dove il politeismo prima (Egitto), l’Islamismo poi, hanno creato steccati millenari, rispetto al monoteismo dell’unico Dio ebraico. Fin dall’antichità, infatti, gli ebrei sono stati considerati “barbari e sanguinari”, perché non partecipavano ai culti pagani delle altre popolazioni confinanti. Poi, è arrivata l’accusa di “Deicidio”, con l’uccisione di Cristo, anche se la storia, successivamente, ha corretto il tiro, perché la punizione con la crocifissione era una pena romana. Gli ebrei sono stati nel tempo accusati di praticare omicidi rituali di bambini, di avvelenare i pozzi, di diffondere la peste nera, di praticare la stregoneria e tanti altri misfatti. Nell’epoca moderna, poi, è stata teorizzata l’esistenza di un “complotto ebraico” per conquistare il mondo, attraverso il controllo del sistema finanziario internazionale. L’antisemitismo, infatti, spesso accusa gli ebrei di cospirare per danneggiare l’umanità che non crede alla loro fede, facendo ricorso spesso alle presunte colpe quando “le cose non funzionano”. Si arriva addirittura a negare l’olocausto, dove 6 milioni di ebrei furono “gasati” dalla follia del regime dittatoriale di Hitler. La cosa più allucinante, al di là dell’orrore della gola di bambini tagliata da un coltello, è che nella “civilissima” Europa questi sentimenti antisemiti sono diffusi e predicati anche nelle scuole. In Italia, poi, è aberrante che si lascino al loro arbitrio gruppi di giovani, che vivono in uno stato di continua conflittualità con il mondo intero, “complici”, ovviamente, gli ebrei. Sembra che nel glorioso Liceo Manzoni di Milano, il gruppo che sostiene la squadra di calcetto, chiamato “Kurva Manzoni” ( la “K” è obbligatoria per chi vuol distinguersi nella “rivoluzione”) abbia postato su Instagram “Quant’è bello quando brucia Tel Aviv”. Anche il “ Collettivo” (ah, questi “collettivi” estremizzati , composti soprattutto da ragazzi benestanti “annoiati” da una vita fin troppo comoda!) del liceo Meneghino “Setti Carraro” ha lanciato slogan “ La Palestina vive, la Resistenza vive”, come se l’uccisione indiscriminata di più di mille civili, tra cui anche persone che non erano ebrei, fosse una forma di “resistenza”! Ma non è andata meglio nelle principali città d’Italia; non poteva mancare Napoli, ovviamente, con i suoi “Collettivi”. Credo, Direttore, che in questa immane tragedia si stia consumando un grande equivoco di fondo; anche negli stanchi e stantii “talkshow“ televisivi o sulla carta stampata si accavallano notizie che sottendono la visione politica del singolo interlocutore. Nessuno, o pochi, invece che abbia fatto una netta divisione: un conto è la tragedia del popolo palestinese, costretto a vivere in un fazzoletto di terra chiamato “Striscia di Gaza”, un altro è il terrorismo di Hamas, che si alimenta anche del malcelato supporto di uno Stato totalitario islamizzato come l’Iran, e dei tanti gruppi armati di jihadisti. Il popolo palestinese ha diritto a vivere e convivere in un territorio dove formare la loro Patria, così come Israele. Su questo bisogna battersi e manifestare, non sull’annullamento totale dell’uno o dell’altro. Riuscirà una Comunità internazionale, già alle prese con numerose guerre a dirimere un conflitto millenario? Ci si era quasi riusciti con gli “accordi di Abramo”, in cui tra gli Arabi e Israele si raggiungeva un reciproco riconoscimento. Hamas e i suoi accoliti hanno scatenato l’inferno, per boicottare questi accordi. Nelle scuole, soprattutto quelle con più “turbolenza” giovanile, gli insegnanti dovrebbero spiegare proprio questo: non confondere i palestinesi con Hamas, così come non bisogna confondere i professanti la fede islamica con gli estremisti, così come gli ebrei “fonte di tutti i mali”, tra cui l’uccisione di Cristo. Non dimentichiamo le parole che pronunciò Papa Wojtyla il 12 marzo 2000, nel corso di una spettacolare celebrazione in Vaticano, chiedendo “perdono” per le colpe passate della Chiesa
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