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18 Ottobre 2023 - 16:28
Cari amici lettori, la guerra fra Hamas e Israele, anche se i bombardamenti proseguono, in realtà, non è ancora esplosa come ci si aspettava, tanto che l’occhio mediatico si è in parte spostato sulla frontiera libanese e sul terrorismo a Bruxelles. Radice di tutto, però, resta la perenne aggressione dell’Islam al resto del mondo e la questione palestinese che da essa nasce. Uno Stato arabo palestinese, in realtà, non esiste e non è mai esistito. Dalla diaspora alla nascita dello stato di Israele la Palestina non è stata altro che la provincia di diversi imperi: romano, bizantino, turco e inglese. Né può definirsi Stato Gaza, terra donata meno di venti anni fa da dagli israeliani agli arabi: il potere non lo ha un governo, ma una banda di terroristi incapaci di provvedere alle necessità del territorio. I fatti recenti, infatti, hanno rivelato che nella Striscia la popolazione dipende da Israele per acqua, luce, prodotti farmaceutici e alimentari ed altro: per tutto, insomma. Quanta differenza rispetto allo Stato ebraico che fin dal suo inizio ha vittoriosamente lottato contro il deserto, ha costruito una civiltà quasi ideale, una democrazia nella quale anche gli arabi trovano posto e sono rappresentati in Parlamento. Potrei addirittura concludere che, laddove si crede in un Dio d’amore la società tende a somigliare, nei limiti che la civilizzazione consente, a un Eden, mentre, dove si crede una divinità che apprezza e premia l’odio, il mondo tende a diventare un inferno. Potrei concluderlo, ovviamente, se potessi dimenticare i massacri come quello raccontato da Wayda in “Katin” o le stragi di Hiroshima, Nagasaki e Dresda. Non posso e, quindi, trovo ipocriti gli appelli alla moderazione da parte dei paesi che quelle stragi commisero. Tra l’umanità e l’ipocrisia l’abisso è largo e profondo. La mio opinione circa la relativa stasi della guerra terrestre è che la tattica degli scudi umani di Hamas abbia funzionato. Non si tratta, invero, soltanto degli ostaggi presi nel criminale assalto ai civili di Israele. Gli israeliani vorrebbero risparmiare vite umane anche fra i musulmani di Gaza. Questo suggerisce il resto del mondo, anche se una vasta parte di esso, quella che non ha condannato o ha addirittura applaudito i crimini di Hamas, è in evidente malafede. Vorrei concludere con un suggerimento che apparirà certamente molto scandaloso. Smettiamola di parlare di due Stati in Palestina. Non ho dubbi sul fatto che i musulmani di Gaza vivrebbero molto meglio se fossero governati da Israele, così come gli arabi israeliani. Gli israeliani hanno preferito liberarsi di loro; nemmeno gli Stati arabi, a cominciare dall’Egitto, li vogliono. Sono certo, però, che la comunità di Gaza, se resta autonoma, continuerà a partorire terrorismo: anche se si riuscisse a distruggere Hamas, cosa molto improbabile, essa rinascerebbe con un altro nome e proseguirebbe la jihad. Qualcuno mi ha criticato perché fra ebrei e musulmani preferisco i primi. Non è ovvio? I musulmani, non gli ebrei, uccidono i nostri connazionali e violentano le nostre donne. Essi aspirano al paradiso di Allah, non a quello di Jahweh!
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