Cerca

Un elogio a Fabio Cannavaro, napoletano che non dimentica

In questi giorni c’è stata una notizia che mi ha molto colpito molto favorevolmente. Non posso nasconderlo, l’annuncio che Fabio Cannavaro, il grande campione napoletano, abbia fortemente voluto acquistare il centro Paradiso di Soccavo che per anni è stato il teatro delle gesta in allenamento di Diego Armando Maradona prima di finire in uno stato di profondo degrado, mi ha riempito di gioia. Voglio pubblicamente fare un elogio di Cannavaro perché non è assolutamente scontato che un napoletano che ha avuto fortuna e che, come nel caso di specie, ha raggiunto una popolarità mondiale poi faccia qualcosa di concreto per Napoli. Innumerevoli sono gli esempi di tanti nostri concittadini che pur avendo raggiunto posizioni economiche e sociali di tutto riguardo si ricordano di essere napoletani solo quando si può salire sul carro degli aspetti positivi della nostra città. Per questo Fabio lo voglio chiamare così anche se non ho il piacere di conoscerlo personalmente ai miei occhi appare come un eroe civile, perché il suo gesto e le prime parole, “aprire il centro Paradiso alle scuole calcio, per far giocare i ragazzi”, mi fanno pensare che non c’è alcun intento speculativo dietro questa impresa. Questa sua voglia di restituire qualcosa alla città che gli ha dato i natali si è già visto nella attività che da tempo svolge insieme al fratello Paolo e a Ciro Ferrara, altro grande campione napoletano, con la loro fondazione che è impegnata per contribuire a contrastare le diverse forme di disagio infantile e giovanile della città e della provincia di Napoli. Il pallone d’oro del 2006 ha voluto rendere pubblico anche il progetto che ruoterà intorno alla riqualificazione del Centro Paradiso quando ha parlato del sogno di vedere i bambini che giocano su quel campo per offrire una valida alternativa ai videogame e alle altre tecnologie che li tengono incollati dentro le mura di casa ad oziare. Se Cannavaro ha in testa l’obiettivo di creare un'accademia dove insegnare le basi del calcio per aiutare i ragazzi a costruirsi un futuro, questo suo desiderio me lo pone sullo stesso piano di Padre Antonio Loffredo, che tanto ha fatto per i giovani della Sanità, o di Mirella La Magna, che insieme al compianto marito, Felice Pignataro, hanno interpretato la voglia di riscatto di Scampia, e di tanti eroi civili che in silenzio ogni giorno donano un po' di sé stessi a questa città. Di contro mi arrabbio molto quando personaggi famosi che non si sono mai impegnati in nulla rivendicano la loro napoletanità solo per opportunismo e convenienza, per vedere “che ponne acchiappà”, e che magari al chiuso dei loro salotti romani e milanesi sparlano di una città che ai loro occhi non migliora. Per tornare al Centro Paradiso, il piano di ristrutturazione prevede lavori per circa due anni, ma la condizione attuale della struttura richiederà un grosso sforzo anche economico perché anni di abbandono lo hanno completamente distrutto. Il degrado si tocca con mano ovunque. Spogliatoi, uffici, magazzini, non è rimasto più niente e tutto è distrutto. Il campo è inutilizzabile, mentre nel corpo di fabbrica mancano addirittura le porte. Aggirandosi, però, tra i locali devastati è possibile ancora intravedere la vasca idromassaggio che Maradona fece acquistare al presidente Ferlaino. Il momento della apertura del Centro sportivo ha visto anche la presenza del Sindaco Manfredi che, a parte le dichiarazioni di rito, non ha saputo dare quelle garanzie che da lui ci saremmo aspettati circa un impegno della sua amministrazione per sostenere concretamente la realizzazione dei progetti, legati allo sport e al sociale, che il campione vuole realizzare. Intanto, quindi, complimenti a Cannavaro a cui la vita ha dato tanto, ha realizzato i suoi sogni che da bambino, proprio in quella struttura, coltivava e che oggi semplicemente vuole restituire tutto quello che di buono e di bello sarà capace di dare. Napoli, in fondo, è di tutti nessuno escluso, ma solo pochi la sanno amare e rispettare realmente per quello che merita ed è per questo che quando ci sono esempi positivi vale la pena di metterli in luce perché siano di esempio a tanti giovani che oggi si ritrovano senza punti di riferimento.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori