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21 Dicembre 2023 - 13:57
Conclusa la kermesse di Atreju, la tradizionale festa di Fratelli d’Italia che ha tenuto banco nel dibattito politico la scorsa settimana, un bilancio, soprattutto politico, è d’obbligo. È stata, infatti, l’occasione per un bilancio su quanto realizzato dal governo Meloni e per tracciare la rotta per proseguire nell'azione di governo, una disamina che ha avuto il suo clou domenica scorsa quando la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto il discorso conclusivo.
Dall’economia al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), dal superbonus alla legge di Bilancio, dal piano per la lotta contro la denatalità alla strategia per fermare l’immigrazione clandestina, diversi i temi toccati da Giorgia Meloni. È indubbio che a più di un anno di distanza dall’avvio del governo il consenso del partito della premier è cresciuto ed i sondaggi condotti nel mese di novembre danno Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia al 45,6 per cento dei consensi contro il 44 per cento dei voti raccolti alle scorse elezioni politiche.
L’economia italiana cresce confortata dal dato che dall’inizio dell’anno l’indice FTSE Min di Milano è cresciuto del 28 per cento, una crescita più alta rispetto a quella delle altre principali borse europee, mentre lo spread è attualmente stabile con 60 punti in meno rispetto a quando questo governo si è insediato.
Sul Pnrr, che era il punto che dava maggiori preoccupazioni l’Italia sta incassando, prima tra le nazioni europee, la quarta rata nonostante che la rimodulazione del piano operata dal governo era stata presentata dalle opposizioni come un ostacolo alla attuazione del piano stesso.
Anche sul fronte dell’incremento dell’occupazione si registrano dati positivi. Infatti, secondo l’Istat il tasso di occupazione a ottobre è salito al 61,8 per cento, un livello che non si era mai registrato prima con una tendenza che lascia ben sperare anche per il nuovo anno.
Il taglio del cuneo fiscale finanziato prima con la legge di Bilancio per il 2023 e poi con il decreto “Lavoro” approvato a maggio, sarà riconfermato anche per il prossimo anno con la nuova legge di Bilancio per il 2024 e questo determinerà un aumento del netto in busta paga per i lavoratori. E poi il peso del Superbonus (e dei bonus edilizi) costato «l’equivalente dei soldi che lo Stato spende un anno intero per tutto il sistema sanitario» tra truffe e crediti d’imposta irregolari, le norme sui rave party e la legge sugli sgomberi che ha introdotto il principio che la polizia può sgomberare l’immobile illegalmente occupato immediatamente, senza attendere la convalida del giudice.
Ma la vera consacrazione ad Atreju, festa che deve il suo nome al protagonista de "La storia infinita", libro di Michael Ende da cui è tratto il celebre film girato nel 1984, è arrivata sul piano della politica internazionale, è avvenuta sul piano della politica internazionale con il patto contro i clandestini siglato da Meloni, Sunak e Rama.
Il premier inglese Sunak ha voluto paragonare Giorgia Meloni a Margareth Thatcher, per come difende il suo paese “sia internamente che all’estero”, mentre il suo collega albanese Rama ha difeso l'accordo sui migranti tra l’Italia ed il suo paese dichiarando che l'accordo non è a rischio e non è in discussione.
Insomma, una kermesse che è stata l’occasione per rappresentare al paese quanto di buono è stato fatto finora dal governo, consacrare la Meloni come protagonista della politica internazionale e rinnovare l’impegno per un paese più giusto con i dirigenti, i militanti, gli elettori di Fratelli d’Italia e gli italiani tutti.
Il prossimo anno, però, sarà il vero banco di prova per la Meloni ed il governo, non solo per l’appuntamento delle elezioni europee ma anche per l’iter della riforma costituzionale per l’introduzione del premierato e per la contestata e divisiva autonomia differenziata.
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