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Sanità, in Campania si muore prima che in altre regioni

Le immagini che riprendono il Presidente De Luca cadere durante il brindisi di fine anno sono la fotografia del momento non proprio felice che sta vivendo in questo periodo il governatore della Campania. A circa due anni dalle prossime elezioni regionali De Luca viene sistematicamente contestato a destra, ma anche, da sinistra, per i risultati, certamente non lusinghieri, della sua azione di governo e logorato da una guerra intestina con i vertici nazionali del Partito Democratico. Tutto ciò nonostante che anche l’ultima sessione di bilancio abbia dimostrato ancora una volta che abbiamo un consiglio regionale genuflesso per intero al suo potere che gli consente di approvare un bilancio, tutto sommato privo di respiro strategico, in poco più di un paio di ore e senza dibattito. E se per i consiglieri che afferiscono alla sua maggioranza tutto ciò può sembrare anche abbastanza normale è l’atteggiamento sin troppo remissivo dei consiglieri del centrodestra che suscita più di una perplessità sul ruolo di proposta, stimolo e di denuncia che l’opposizione dovrebbe svolgere per dare un contributo al dibattito ed all’azione di governo. È il metodo che utilizza da anni nella sua Salerno, dove di fatto stabilisce un accordo di non belligeranza con il centrodestra locale che dapprima si traduce nel prendere le distanze dalle tradizioni e dai riferimenti culturali e sociali della sinistra e poi diventando paladino di tutti i temi cari alla destra salernitana a partire dal populismo e da un radicale antinapoletanismo. Il fallimento in Campania di De Luca è anche nelle cifre. Prendiamo la sanità, per esempio. Il 72% del bilancio regionale viene impegnato per l’assistenza sanitaria ma il settore è in totale crisi come la cronaca ci testimonia di continuo. In Campania si muore prima che in altre regioni, le differenze tra le aspettative di vita arrivano fino a quattro anni e la Corte dei Conti ha rilevato una serie di criticità con particolare riferimento allo smaltimento delle liste d'attesa, dove c’è ancora tanto da fare, per non parlare, poi, della diagnostica che costringe tanti cittadini a pagarsi gli esami. Anche nel trasporto pubblico il fallimento è evidente con l’Eav principale imputato sul banco degli accusati a causa delle corse tagliate, dei treni costretti a viaggiare a velocità controllata, delle proteste dei dipendenti, del materiale rotabile inadeguato, insomma nulla a che vedere con una regione che voglia realmente puntare sulla mobilità sostenibile e competere con le altre regioni europee. Potremmo andare avanti per ore analizzando ogni singolo ambito di intervento della regione e non troveremmo particolari motivi per essere soddisfatti. De Luca persiste nel suo atteggiamento di minimizzare i problemi che non riesce a risolvere e a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica con polemiche spesso pretestuose tuonando dalla rubrica settimanale che tiene sui social. Finora il centrodestra è stato incapace di contrapporre una proposta politica credibile ed oggi paga ancora l’errore di aver insistito su Caldoro che, da presidente uscente, era stato già bocciato dagli elettori. Oggi, però, l’alternativa c’è ed è rappresentata dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. L’esponente del Governo Meloni, rispondendo a specifiche domande, ha sempre dichiarato di volere continuare a svolgere l’attuale compito ma è indubbio che con la sua incessante attività, con la grande attenzione finora mostrata per Napoli e la Campania, si pone di fatto come la prima alternativa a De Luca. Lo stesso governatore ha capito che, laddove dovesse ottenere il via libera al terzo mandato, Sangiuliano è il più temibile dei competitor e lo dimostra il fatto che ultimamente lo ha attaccato spesso deliberatamente bollandolo come “Ministro delle Cerimonie”. Sangiuliano, come è nel suo stile, ha evitato finché ha potuto lo scontro, preferendo rispondere con i fatti come ha dimostrato anche nella sua recente visita con l’annuncio della nascita del nuovo polo dei Musei nazionali del Vomero, anche se poi, incalzato dalle domande della stampa ha replicato a De Luca a muso duro dicendo: «È come Wanda Osiris. Pensi a sanità e trasporti». Credo che il centrodestra, se Sangiuliano dovesse dare la sua disponibilità, ha la possibilità di costruire intorno alla figura del ministro un progetto concreto di sviluppo e crescita della Campania che poggi le sue basi sulle immense risorse naturali e paesaggistiche ma che sappia anche guardare al sistema produttivo ed industriale.

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