Cerca

Il fallimento del polo regionale del trasporto pubblico

«Stiamo facendo uno sforzo gigantesco per ammodernare tutto il sistema trasportistico della Regione, per realizzare un'azienda regionale unica di trasporto». Ricordate chi disse queste parole? Il 19 aprile del 2022 il presidente della Giunta Regionale, Vincenzo De Luca, con il solito carico di enfasi  e di dichiarazioni roboanti annunciò urbi et orbi, di voler assumere nell’ente di Santa Lucia tutto il trasporto pubblico della Campania. A distanza di quasi due anni De Luca ha sconfessato sé stesso ed alla presentazione delle offerte alla gara del Tpl della Campania, relativa a tutti i servizi urbani ed extraurbani la sorpresa è stata che per quello che riguarda il lotto 4 Provincia di Napoli escluso il territorio del comune capoluogo, è stata presentata una sola offerta e non era di nessuna azienda regionale. Infatti, sia Air Campania che Eav hanno scelto di rinunciare al trasporto su gomma evidenziando in questo modo che le dichiarazioni di De Luca erano solo l’ennesima invenzione per prendere qualche titolo di giornale ma che dietro non vi era alcuna scelta strategica per costituire un polo regionale del trasporto pubblico. I bus pubblici della provincia di Napoli potrebbero essere, quindi, gestiti tutti da Bus Italia, la società di FS che è già presente anche nel Salernitano e che risulta l’unica azienda ad aver presentato un’offerta, e questo ha generato non poche preoccupazioni tra i sindacati dei lavoratori. De Luca non è nuovo alla pratica dei grandi annunci fini a se stessi. Quante volte lo abbiamo sentito dichiarare: "Fatto lavoro straordinario, qualcuno lo vuole offuscare" peccato, però, che negli ospedali della regione si continuano a patire enormi disagi, sia da parte del personale che dei pazienti, e che i cittadini devono pagarsi qualunque tipo di esame per poterli effettuare in tempi ragionevoli. La Campania, tornando al trasporto pubblico, ha già dovuto subire l’onta di una serie di fallimenti come quelli di Eavbus e Ctp ma anche delle aziende di trasporto di Salerno, Benevento e Caserta. La scelta di una azienda unica poteva essere una strada per garantire da un lato il mantenimento dei livelli occupazionali e dall’altra, finalmente, garantire un servizio di qualità ai cittadini. Al di là delle scelte che si compiono mi chiedo se era realmente necessario fare l’ennesimo annuncio senza prima aver verificato, soprattutto alla luce dei parametri che la stessa regione ha indicato quando ha indetto la gara, se quella della azienda unica era una cosa realizzabile o meno. Se c’è qualcosa che più di ogni altra De Luca dovrebbe modificare è quella della comunicazione. Non si può continuare ad andare avanti con gli spot se alle dichiarazioni non si fa corrispondere poi una concreta azione di governo. Nel caso che stiamo trattando bisogna avere le idee chiare per misurarsi con i profili giuridici della riorganizzazione del mercato del trasporto pubblico locale, analizzando la inderogabilità o la inutilità di attivare meccanismi concorrenziali per la scelta dei gestori. È indubbio che da quando sono entrate in vigore le nuove regole non si registrano risultati né sul fronte della efficienza gestionale delle aziende, che restano per qualità dei servizi largamente al di sotto degli standard europei, né sul profilo della sostenibilità economica del mercato per l’incapacità di generare le risorse necessarie a finanziarie gli investimenti di manutenzione straordinaria ed ammodernamento delle flotte e delle infrastrutture. È di questo che avrebbe bisogno la Campania perché mentre ci si perde dietro ad inutili chiacchiere, il trasporto pubblico locale si è andato progressivamente logorando con risultati vergognosi come la gestione della Circumvesuviana dimostra. È necessario avviare urgentemente un processo di ristrutturazione del Tpl per migliorare l’efficienza delle aziende di trasporto locale e dare anche ai cittadini della Campania il servizio che meritano. Per questo definire con certezza le risorse finanziarie disponibili è la priorità così come la introduzione di nuove regole, meccanismi ed incentivi per ottenere efficienza nei contratti di servizio tra enti locali ed imprese diventa una condizione inderogabile. Dopo, solo dopo, vengono le gare ed il rispetto della normativa europea perché la strada intrapresa da De Luca ci porterà, nei prossimi anni, a registrare altri fallimenti e la perdita di posti di lavoro nel comparto.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori