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20 Maggio 2025 - 09:05
Papa Leone XIV
Fatto nuovo dopo oltre tre anni dall’aggressione della Russia all’Ucraina: il Vaticano si propone come mediatore, fra Putin e Zelensky, allo scopo di “restituire ai popoli la dignità della pace”. Ecco un’altra sostanziale distinzione di linea rispetto alla posizione assunta dal predecessore papa Francesco. Di lui si ricorda la sempre ricorrente invocazione alla pace e la sofferta partecipazione alla “martoriata Ucraina”. Limite mai valicato, tuttavia, da una presenza diretta del Papa a Kiev. Anzi, in una fase in cui sembrava che le sorti del Paese invaso fossero ormai irrimediabilmente compromesse e quindi irreversibili, papa Francesco non esitò a considerare la resa anche incondizionata dell’aggredito all’aggressore, come un atto di coraggio e di grande responsabilità.
*** PREVOST E GLI IMPEGNI IRRINUNCIABILI. Durante l’insediamento di domenica in San Pietro, il Papa ha ribadito che le sue missioni riguardano “amore e unità”. Presenti fra le 156 delegazioni (Capi di Stato e di Governo, leader, sovrani) Zelensky, il vicepresidente Usa Vance con Marco Rubio segretario di Stato).A tutti un messaggio pressante: ”Sradichiamo le volontà di conquista”. Da Vescovo Robert France aveva definito l’invasione dell’Ucraina voluta da Putin, una “aggressione imperialista”. Da Papa afferma solennemente di essere “dalla parte del popolo ucraino” e che la Santa Sede è disponibile per far “incontrare i nemici”. Davanti ai suoi occhi un miliardo e 400milioni di cattolici ai quali ribadisce “non sarò un condottiero solitario” e che “sono stato scelto per l’unità”.
*** PREVOST FRA PUTIN E TRUMP. La difficoltà maggiore, tanto da apparire insuperabile, appare oggettivamente quella di portare Putin sulla strada della ragionevolezza e dell’umanità. E’ un personaggio il cui imperialismo ha molta comunanza con il nazismo hitleriano. La Corte penale dell’Aja ha emesso, contro di lui, mandato di arresto per tanti orrendi massacri, ma anche più specificamente per i 18 mila bambini rapiti in Ucraina e deportati in Russia per essere sottoposti ai trattamenti della russificazione. Dalla sua, il capo del Cremlino ha la completa sottomissione di Kirill-Cirillo1° “patrono di Mosca e di tutte le Russie”: un interprete fedele della putiniana retorica propagandistica arrivato a definire, quella in Ucraina, una “guerra santa, esistenziale e di civiltà”.
Più raggiungibile per tanti motivi il presidente Trump, pur definito “un ottovolante” per le acrobatiche manovre sui dazi e le tariffe. Da una posizione di tendenziale amicizia con Putin, è passato subito alla critica (“sta esagerando, è giunto il momento che deve fermarsi”). Il nuovo Papa è un americano (“come me”, ha chiosato). Negli States è rilevante la presenza dei cattolici (lo è apertamente il vicepremier Vance) sia tra i repubblicani che i democratici. In un rinnovato impeto di vanagloria, Trump non smette di affermare che un suo incontro con Putin metterà “lo cose bene a posto” per tutti e due i belligeranti.
*** FLOP DELL’INCONTRO IN TURCHIA E DELL’ATTESA TELEFONATA. Senz’altro apprezzabile lo scambio di mille prigionieri delle due parti in guerra. Ma di tregua di 30 giorni come tempo preparatorio della pace, nemmeno una parola. Primo motivo: la delegazione russa (senza Putin che ha tenuto la corda della sua presenza tesa fino all’ultimo minuto) considerata di basso livello. Trump che diceva: se viene Putin vengo anch’io a Istambul col primo aereo che trovo (e intanto proseguiva il suo tour nei Paesi del golfo mediorientale). Apprezzamenti non lusinghieri che poco disponevano al confronto dialettico. Zelensky: il team di Mosca è una farsa.
Putin: Zelensky è un clown e gli europei sono deficienti se pensano di piegarci con lenuove sanzioni che minacciano. Archiviata la Turchia si attendeva la famosa telefonata fra Putin e Trump. I due si sono parlati per oltre due ore. Una interlocuzione del tutto inutile e ripetitiva. Putin loda Trump “per lo spirito costruttivo che dimostra”, ma non arretra né sulla tregua dei trenta giorni, né sull’immediato cessate il fuoco visto che, da parte sua, mentre parla di utili confronti (certo alle sue ben note condizioni) può non smettere di bombardare l’Ucraina fino alle porte della capatale Kiev. In sostanza, finchè bombe e razzi non vengono “deposti”, lui può conquistare e annettere nuovi territori.
*** LA GUERRA DEL TRONO. Le due grandi casate dei Savoia e dei Borbone sono ormai in via di estinzione (o in stato di irrilevanza per alcuni loro esponenti che continuanopubblicamente a rappresentarle), ma la “contesa” che li contrapponeva è durata fino a poco fa. E’ quella che ha riguardato la “proprietà” del trono nella grande sala del napoletano Palazzo reale. Storici e architetti hanno definitivamente stabilito che questo prestigioso e raffinato “manufatto” è stato a suo tempo commissionato dal governo savoiardo e “liquidato” nel 1874,dopo l’unificazione italiana.
*** CAMPANIA E BANDIERE BLU. Il mare non bagna Napoli, diceva Annamaria Ortese. Ma sicuramente, e anche bene, bagna la Campania. Con le sue “eccellenti acque marine” da Sessa Aurunca a Sapri, la regione ha meritato 20 Bandiere Blu mentre nel Sud si distinguono la Puglia con 17 e la Sardegna con 10.In Campania restano tuttavia sempre aperti i problemi degli stabilimenti balneari e del loro costo.
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