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L’OPINIONE

Il neoeletto Fico segua l’esempio di Manfredi

Le elezioni regionali, con i loro verdetti, sono alle nostre spalle

Il neoeletto Fico segua l’esempio di Manfredi

Roberto Fico

Le elezioni regionali, con i loro verdetti, sono alle nostre spalle. La vittoria netta di Roberto Fico in Campania, al di là delle stesse favorevoli previsioni formulate dai sondaggi, ci induce ad alcune prime considerazioni. L’astensione, probabilmente, ha contribuito ad accrescere la ‘forchetta’ tra i due principali contendenti, ma non è questo il punto.

La nota preoccupante è data dal consolidarsi di una tendenza al distacco tra classe politica e cittadinanza, che va assolutamente arginata, se non si vuole svilire la stessa pregnanza del voto, ormai rappresentativo solo di una minoranza dei potenziali elettori. Sul programma e le azioni che metterà in campo il nuovo Presidente della Regione Campania si avrà modo di ritornare.

Quello che interessa, in questa fase di avvio, è rimarcare l’importanza che lo stile istituzionale del neoletto sia più simile a quello evidenziato dal primo cittadino napoletano che non a quello del Presidente uscente Vincenzo De Luca. È fondamentale che il dialogo tra Governo centrale ed enti territoriali sia costruttivo e non condizionato da logiche di appartenenza politica valide per il confronto tra partiti e coalizioni, ma dannose se trasposte sul piano interistituzionale.

Qui strategie e interventi vantaggiosi per la collettività devono essere per il possibile condivisi, altrimenti a pagare il conto sono i territori e le loro popolazioni. Sotto questo profilo, Gaetano Manfredi ha saputo mostrare una concreta volontà di collaborare con il Governo Meloni, così come ci auguriamo faccia il Presidente Fico.

Auspichiamo possa migliorare anche il rapporto tra Palazzo Santa Lucia e Palazzo San Giacomo. Evitando polemiche a uso mediatico come quella sulla congruità degli interventi previsti per l’America’s Cup. Certi rilievi vanno fatti nelle sedi giuste, con spirito costruttivo e non antagonista.

La stessa candidatura di Salerno alternativa a quella di Napoli come sede dei futuri campionati europei di calcio s’inquadra in una ottica campanilistica e provinciale che, ci auguriamo, possa essere superata con la successione di Fico a De Luca. La storia insegna che la convergenza di intenti favorisce la crescita.

È per questo che, senza negare la necessità della dialettica politica come fondamento della democrazia, riteniamo che il metodo del confronto e dell’intesa sulle cose da fare sia indispensabile per continuare un rilancio di Napoli e della Campania per ora ancora allo stato embrionale, ma suscettibile di accelerazioni, se chi governa, a ogni livello, farà la sua parte anteponendo il bene comune agli interessi di bottega. 

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