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L'opinione
14 Dicembre 2025 - 09:22
Polo universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio
Il Sud non è la periferia della transizione digitale ma una delle sue frontiere strategiche. Non è un’enunciazione di principio, ma una affermazione netta di un autorevole esponente governativo, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti.
Il Sottosegretario ha fornito, tra l’altro, una notizia molto importante: la candidatura avanzata dall’Italia per essere sede di una delle cinque Gigafactories previste dall’Unione Europea per utilizzare al meglio digitale e intelligenza artificiale nel Continente è basata su un progetto comprensivo anche del Mezzogiorno. Un pezzo della Gigafactory, se una delle cinque in programma sarà assegnata all’Italia, sarà localizzato dunque nel Sud, probabilmente in Puglia.
Il Mezzogiorno ha le carte in regola per poter fungere da motore economico del Paese, anche sul fronte dell’innovazione digitale. In Puglia e in Sicilia, come in Campania. In quest’ultima regione, come ha ricordato proprio Butti, c’è Megaride, un supercalcolatore per la cybersicurezza che si pone altresì come infrastruttura per la ricerca e per l’innovazione al servizio del mondo accademico e del mondo produttivo.
In Campania vi sono poli per la formazione digitale di alto profilo come quello di San Giovanni a Teduccio, vi è un distretto aerospaziale di eccellenza europea che già fruisce e continuerà a fruire delle tecnologie più avanzate, vi sono numerosissime startup e pmi innovative che ne fanno una delle regioni italiane leader sotto questo profilo.
Proprio nei giorni scorsi è arrivata una splendida conferma. La ventitreesima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione, la più importante business plan competition italiana, è stata vinta dalla startup Rethain, progetto nato dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale della Federico II di Napoli. L’innovazione partorita dalla startup napoletana risolve un annoso problema degli impianti a biogas, trasformando i residui di azoto in biomassa microbica ad alto contenuto proteico per la produzione di biofertilizzanti e biostimolanti agricoli.
L’innovazione che può rilanciare il Sud, infatti, nasce anche dalla transizione energetica, oltre che da quella digitale. La nuova frontiera dell’impresa e dell’economia, già sperimentabile in questi anni e che sarà ancora più estesa e pervasiva in quelli futuri, rappresenta la strada attraverso cui il Mezzogiorno può ridurre sensibilmente il divario con il resto del Paese e dell’Europa.
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