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LETTERA DAL PALAZZO
02 Gennaio 2026 - 08:01
Giorgia Meloni
Molti lo chiamavano “Maestro”, ma lui, ostinatamente rifiutava questo appellativo. Era un artista, un grande artista e come tale Indro Montanelli era un solitario che non amava il branco: il contrario, cioè, del “giornalista – insegnante”.
E tuttavia, osservandolo, seguendolo, leggendo quel che scriveva, cercavamo ugualmente di apprendere “i segreti” della sua arte. Così facevamo nostra una sua regola, quella secondo cui per raccontare una vicenda bisogna dedicare particolare attenzione alla figura di colui che ne è protagonista, sul quale soprattutto si riversa l’interesse dell’opinione pubblica.
Questa norma è valida in modo particolare quando si parla di politica. Ciò spiega tra l’altro una crisi della quale non si riesce a venire a capo. Dove sono i De Gasperi, i Togliatti, i Nenni, i Moro, i Fanfani, i De Mita? Si spiega con questi vuoti anche il successo di Giorgia Meloni.
Mancherà pure dei “fondamentali”, essendo unica presidente del consiglio non laureata, come sostiene Vittorio Feltri, ma ha dalla sua una vivace intelligenza che le consente – beati monoculi in terra caecorum – di contrastare alla pari amici e avversari. In verità, nella vita politica italiana vi sarebbero altre personalità in grado di recitare il ruolo dei protagonisti, ma si è preferito relegarli nell’ombra.
Ci riferiamo in particolare all’ex presidente del consiglio Matteo Renzi e soprattutto a Mario Draghi, la cui attività potrebbe essere preziosa, in un momento come l’attuale, non soltanto per l’Italia, ma anche per l’Europa che russi e americani stanno stringendo in una morsa.
Insomma, la necessità di reperire protagonisti per rilanciare la vita politica è più viva che mai. C’è enorme bisogno di personalità capaci di attrarre l’opinione pubblica anche per affrontare un altro problema che sta assumendo dimensioni che non esiteremmo a considerare drammatiche: quello dell’assenteismo.
Nella politica scarseggia sempre più il numero di coloro che sono in grado di suscitare il consenso della gente e preferisce chiudersi nel suo privato e disertare le urne. Non ci si rende conto che proseguendo in questa strada chi ne fa le spese è il sistema democratico.
Ecco perché quando Montanelli sosteneva la necessità di richiamarsi a colui che, in qualche misura, era il protagonista della vicenda che si voleva raccontare, non faceva soltanto del buon giornalismo, andava oltre, spiegando che è di personalità di valore che la vita pubblica ha bisogno per sopravvivere.
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