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L'opinione
05 Gennaio 2026 - 09:17
L’aver messo in commercio un vaccino contro il Covid 19 senza la dovuta sperimentazione con il pretesto dell'emergenza, fra l'altro propinato come un vaccino essendo in realtà una terapia genica. Ecco cosa non ha funzionato.
Generalmente lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo, che necessita dai sette ai dieci anni, durante i quali le ricerche vengono condotte a tappe successive che includono i test di qualità, la sperimentazione preclinica e le fasi della sperimentazione clinica nell’uomo.
La sperimentazione clinica include tre fasi di studi: - studi di fase 1 generalmente condotti su volontari sani per l’identificazione della dose ottimale e la valutazione della sicurezza nell’uomo - studi di fase 2 a carattere esplorativo e condotti su piccoli gruppi di persone, generalmente meno di 100 - studi di fase 3, disegnati allo scopo confermativo e condotti su migliaia o decine di migliaia di persone.
I vaccini candidati vengono quindi testati prima in laboratorio, poi sugli animali e infine su volontari umani. Gli studi presi in esame devono poter confermare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e che i loro benefici siano superiori a qualsiasi potenziale effetto collaterale o rischio.
Il monitoraggio della sicurezza è parte integrante di tutte le tappe dello sviluppo. Per quanto riguarda l'esperienza passata bisogna ricordare che l'unico tentativo di una terapia genica era stato fatto per la terapia genica degli emofilici.
Avendo personalmente partecipato nel 2008, anche se in maniera indiretta, ad uno studio europeo sugli emofilici, avendone dedotto la totale inefficacia, tanto è vero che poi se ne è ridiscusso dopo 15 anni da quella esperienza, per la frettolosità e la mancanza di studi clinici su questi nuovi vaccini ne avevo assolutamente contestato l'utilizzo.
Tale posizione lo accomuna a quella vissuta dall'attuale ministro della Sanità americana Robert F. Kennedy Jr. Ad aggravare il tutto è la posizione dell'FDA (Food and Drug Amministration) che relativamente ai vaccini Covid 19 ha ammesso che i suoi standard di licenza "non richiedono la dimostrazione della prevenzione o della trasmissione". Ciò premesso è ovvio che la gestione del vaccino è stata gestita totalmente dalle multinazionali farmaceutiche.
*ematologo
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