Tutte le novità
Il nostro posto
07 Gennaio 2026 - 09:30
Una scena del film “The Truman Show"
In fondo - e nemmeno tanto in fondo - la colpa non si può dare soltanto a quelli che si arrangiano come possono alla ricerca di palchi, di finanziamenti e di poltrone, che cavalcano l’onda mediatica gonfiata da una sinistra sempre a caccia di modelli di dirittura morale un tanto al chilo, di fustigatori di costumi altrui e di vestali della giustizia sociale in versione patinata.
Sto parlando dei campioni del buonismo prodotti a tavolino nei salotti radical chic di questo o quel movimento, di questo o quel partito della galassia dell’(ex) Sol dell’Avvenire. Indipendentemente dall’età, dal colore, dall’accento, dal livello di istruzione, ecc. sono tutti uguali: soggetti dalle posizioni estreme (meglio se antagonisti e, in questo periodo, pro-Pal), impegnati a tempo pieno in qualche causa più nobile delle altre, da sostenere sempre e comunque, anche a costo di sfondare il muro del più ostinato fanatismo.
Poi, altrettanto puntualmente, quando l’onda si infrange e si ritira, esce la verità: non erano romantici Don Chisciotte dei nostri tempi, ma banali avventurieri in cerca di sistemazione, prima di tutto economica. Nel corso degli ultimi anni ne abbiamo viste tante di meteore rosse attraversare il cielo di questo scadente “Truman show”.
Comincio questa rassegna dell’ipocrisia dall’ex disobbediente e ora capo missione della Ong Saving Humans, Luca Casarini, già consulente del ministro per la Solidarietà Sociale, Livia Turco, durante il primo Governo Prodi. Ne aveva fatta di strada il “difensore” dei migranti, tanto da diventare perfino “inviato speciale” di Papa Francesco al Sinodo. Ora però siamo passati dall’invio… al rinvio, quello a giudizio.
Una storiaccia, per la verità. A quanto pare, dietro la nobile “lotta” per i fratelli migranti, si nascondeva un grosso giro di soldi, testimoniato - così emerge dalle carte processuali - da un bel bonifico da 125mila euro, incassati per una curiosa operazione di soccorso nelle acque al largo di Malta di persone che però erano già state messe in sicurezza!
Quisquilie in fondo, perché il buon samaritano di denaro ne ha ricevuto assai di più, sempre per salvare anime, s’intende. Secondo la Procura di Ragusa, il nostro eroe, soltanto nel 2021 - 2022, si è portato a casa oltre 2 milioni di euro, di cui 500.000 provenienti addirittura da enti ecclesiastici.
La Procura pensa pure che Casarini & co. stavano pensando di mettere a frutto la vocazione buonista per raccogliere altri fondi attraverso una rete di relazioni europee con partiti (i Verdi), aziende interessate a recuperare la perduta verginità commerciale e “naturalmente” la Chiesa. Dall’eroe dell’immigrazione senza regole a un’altra icona della sinistra mainstream - il paladino dei braccianti extracomunitari Aboubakar Soumahoro - il passo è breve.
Quante anime belle si sono commosse il giorno in cui costui è entrato in Parlamento con il pugno chiuso e gli stivali di gomma sporchi perché “hanno calpestato il fango della miseria”?
Era il 13 ottobre del 2022. Il suo cursus honorum era stato scandito dalle presenze fisse da Fabio Fazio, sempre incinta di talenti da salotto rosso, per poi essere consacrato come illibato paladino dei poveri e degli oppressi dal duo leader di Avs, Bonelli-Fratoianni, probabilmente dopo un giro sulla fiammante Tesla rossa di Fratoianni, altro simbolo progressista da 50.000 euro, esibito con orgoglio dal compagno e la moglie, Elisabetta Piccolotti, anche lei onorevole (ovviamente), prima della squalifica di quel cattivone di Musk.
Nemmeno il tempo di togliersi gli stivali di scena, che Soumahoro si è ritrovato al centro di un’orribile storia di sfruttamento di migranti orchestrata da moglie e suocera, per la quale lui ha opposto il più classico dei “non sapevo”, roba da imbarazzare Scajola, quello della casa comprata a sua insaputa. E anche qui il malloppo, secondo i giudici, sarebbe stato di almeno un paio di milioni di euro. Nella speciale classifica dell’ipocrisia radical chic, però, un posto d’onore non può non spettare a Ilaria Salis anche perché vanta un autentico record.
È l’unica parlamentare europea eletta esclusivamente per meriti “penali”, cioè i suoi precedenti: 29 denunce per reati vari tra cui occupazione di edifici, resistenza a pubblico ufficiale, “esplosioni pericolose”, qualche condanna e un processo in corso in Ungheria dove si era recata in vacanza per sprangare chi non era d’accordo con le sue idee di democrazia e giustizia. Menzione particolare anche per essere stata graziata dal carcere dal voto del Parlamento Europeo, grazie ad un accordicchio “salvatutti” che ha visto d’accordo verdi, sinistra e popolari…
Nella rassegna dei finti predicatori non può ovviamente mancare Francesca Albanese, relatrice speciale (in tutti i sensi) delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi. In pochi mesi è diventata la star più luminosa nel cielo della propaganda pro-Pal delle sinistre, collezionando una serie infinita di premi e di cittadinanze onorarie e sfilando su tante di quelle passerelle da fare invidia a Naomi Campbell.
Ovviamente, è stata costantemente incensata in particolare dal Pd, se non altro per utilizzarla contro il Governo nazionale, accusato di reggere il sacco a Israele. Poi le cose sono cambiate. Albanese, invogliata dal successo, ha espresso il suo autentico pensiero su Hamas, sul 7 Ottobre, su Liliana Segre ed è arrivata pure a giustificare i criminali che hanno devastato la sede de La Stampa. Per non parlare dei misteriosi intrecci finanziari del marito con il mondo di Hamas…
Ma il Pd, invece di ammettere che la bomba pro-Pal le era esplosa tra le mani, ha adottato la tecnica delle 3 scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Un po’ come sta accadendo anche con quel Mohammad Hannoun, infaticabile raccoglitore di fondi per Hamas.
Dopo averlo portato in giro come la Madonna (spero che il predicatore mi perdonerà la “blasfemia”), alla notizia del suo arresto, a sinistra hanno iniziato a far finta di nulla: un bel comunicato di presa di distanza e via, alla ricerca del nuovo eroe di carta, ovviamente patinata…
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo