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LETTERA DAL PALAZZO
09 Gennaio 2026 - 09:26
Giorgia Meloni
Quando in una intervista televisiva gli chiesero se oltre ad essere un grande attore fosse anche un poeta o uno scrittore, Totò rispose: "No, io sono napoletano", prendendo a prestito una nota frase di Indro Montanelli: "Io sono europeo".
E all'intervistatore che gli chiedeva cosa significasse essere napoletano Totò rispose: "Non è possibile dirlo, è molto complesso, perché si tratta di una civiltà particolare".
Analoga risposta, richiamandosi anche lei a Montanelli, dovrebbe dare Giorgia Meloni quando le viene chiesto da parte degli americani e dei russi di aggregarsi a loro. Essere europei, infatti, non ha nulla a che vedere con quello che concerne l'appartenenza nazionale, è qualcosa di più. Vuol dire impostare i problemi, non come fanno Russia e America, sulla base dei rapporti di forza ma facendo riferimento ai valori che secoli di storia ci hanno tramandato.
Russi e americani nel "corteggiamento" all'Europa usano tecniche diverse anche se è evidente che entrambi, sono afflitti da un complesso di inferiorità. Esistono tra America e Russia nei confronti dell'Europa differenze di comportamento. Sono gli americani soprattutto che denigrano il vecchio continente e sono soprattutto loro a "soffrire" la superiorità intellettuale degli europei.
Ecco perché ci si augura che la Meloni non si lasci "catturare" dalle lusinghe di russi e americani. Anche recentemente, però, a proposito di quanto accaduto in Venezuela la nostra presidente del consiglio ha tenuto a ribadire il proprio appoggio alla posizione statunitense ignorando il diritto internazionale ed anzi facendone strage.
Ciò l’ha portata ad una situazione di isolamento che rischia di accentuarsi ulteriormente. In realtà avrebbe dovuto, prima di prendere le parti di Washington, consultarsi con gli alleati dell'Unione Europea. Siamo migliori degli altri, ma per vincere è necessario essere uniti.
Se dovesse insistere ad appoggiare acriticamente gli Stati Uniti, la Meloni rischierebbe di comportarsi come ha fatto Matteo Salvini quando si è schierato dalla parte di Putin. Putin e Trump sono altro da noi.
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