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Il corsivo
12 Gennaio 2026 - 08:50
Cuore, forza, gioco, gol e attributi. È stato grande il Napoli al Meazza contro una grande Inter. Proprio non voleva perdere Conte contro i nerazzurri. E non l’ha fatto. Certo, quando ha visto Doveri fischiare il rigore per gli avversari è impazzito. «Vergognatevi», ha urlato.
Il guardalinee ha richiamato l’arbitro e per forza di cose è stato espulso. Forse proprio quell’episodio ha fatto scattare ancora di più nella testa degli azzurri che proprio non si poteva tornare a casa da sconfitti. L’orgoglio è andato oltre ogni limite. E peccato che Hojlund ad inizio ripresa non sia riuscito a firmare il vantaggio. Altrimenti a quest’ora staremmo parlando di altro. Fatto sta che era tutti pronti a fare il funerale ai campioni d’Italia.
Per come si era arrivati a questa partita, si pensava che i padroni di casa facessero di un sol boccone i partenopei. E il gol dopo nove minuti di Dimarco avrebbe potuto indirizzare il risultato. Neanche per sogno. Anche perché l’abbrivio era stato ottimo. Purtroppo, però, su una ripartenza per un errore di McTominay, l’Inter segnava l’1-0 con il sinistro perfetto di Dimarco. A quel punto Scott proprio non ce la faceva ad essere il peggiore della partita.
Ed ecco che è salito in cattedra e ha cominciato a fare il fenomeno. Lo stesso che spinse il Napoli alla vittoria dello scudetto. Due gol da attaccante puro e una prestazione di livello superiore. Di fronte ad un centrocampo molto folto e fortissimo ha saputo fare la differenza. Ha giocato un’altra gara lo scozzese.
Vive un momento magico e poi quando gioca a Milano contro i nerazzurri si carica a mille. Anche l’anno scorso aprì le marcature e fu fondamentale per l’1-1 finale. C’è il rammarico di aver buttato quei due punti con il Verona. Anche per colpa del Var. Che ha penalizzato non poco gli azzurri.
Ma ieri sera il Napoli non ha voluto prestare il fianco. Finire a -7 sarebbe stato un’onta troppo grande. Anche in virtù del fatto che la sconfitta sarebbe stata immeritata. Neanche l’emergenza infortuni ha frenato le velleità di una squadra che ce la sta mettendo tutta per non sfigurare.
Alla vigilia di questo match in terra meneghina Conte sperava di poter recuperare almeno Neres. Ma il brasiliano nell’ultimo provino ha alzato bandiera bianca. Non ha voluto rischiare lui e lo staff medico. Meglio evitare una ricaduta che potrebbe allungare i tempi.
Sarebbe un peccato fare a meno di questo sudamericano che stava facendo molto bene. Di certo il Napoli del Meazza ha fatto capire a tutti che per lo scudetto vuole esserci. Anche se la corsa verso il titolo è molto più difficile degli altri per vari motivi. Quello scudetto dal petto non vuole toglierselo.
C’è da difenderlo con i denti. Di Lorenzo e compagni sfruttano al massimo la mentalità del proprio allenatore. Ormai nello spogliatoio c’è una sintonia unica. Non c’è mezzo di rompere il giocattolo. Certo, Marchetti e Marini contro l’Hellas hanno messo il bastone tra le ruote al Napoli. Ma il ciuccio non muore mai. Può ferirsi ma si sa sempre rialzare. Ma ora non bisogna fermarsi. Mercoledì c’è il recupero con il Parma. Che deve portare i tre punti. E speriamo che ci possa essere Neres.
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