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CARTE DA VIAGGIO
13 Gennaio 2026 - 11:10
Un problema, nuovo legato alla modernità di una società in evoluzione, segna l’inizio del nuovo anno. Incrocia, inevitabilmente, con i limiti della tecnologia, quel percorso che sembrava un’autostrada, senza ostacoli e senza apparenti disagi.
Un percorso illimitato che consentisse ad ognuno di sbizzarrirsi sulle varie piattaforme, di sfruttare tanto gli smartphone quanto i tablet, così come gli e-book reader, in una giostra di variazioni senza fine. Il sogno è svanito dietro una semplice constatazione. La prima generazione dei grandi consumatori virtuali sta invecchiando.
Corre il rischio di non lasciare dietro di sé nessuna, personale eredità culturale, nessuna scia intellettuale. Fino a pochi anni fa, infatti, le librerie multimediali non erano trasferibili. Romanzi digitali, fondi pazientemente costruiti sul web, per anni sono stati dispersi, attraverso regole d’ acquisto che impedivano ogni trasferimento.
Per non parlare, oggi, delle caselle e-mail, quello straordinario patrimonio di emozioni, ricordi, rapporti che hanno praticamente sostituito gli epistolari. Se qualcuno scompare, senza la password d’ordinanza, c’è il rischio vero che quella casella, in poco tempo, possa scomparire con l’ interaonda dei suoi messaggi.
Problematico risalire alle fonti. Nello spirito di un concetto che, ormai, si è fatto apertamente strada nell’opinione pubblica. Tutto vive qui, ora e adesso. Inutile pensare al domani. È un tema fortemente sentito dalle giovani generazioni. Lo stesso stimolo che spinge, poi, la società verso l’individualismo, l’edonismo, il confuso pragmatismo. Vivere esclusivamente per sè stessi e per il proprio ego, lontani dal trasferimento di ogni identità.
Si sente spesso gente che afferma, senza indugi, come l’unico patrimonio vero da lasciare non sia legato ai beni materiali ma ai valori ideali quali il coraggio, la capacità di credere in sè stessi, l’onestà, la costruzione di una forte personalità, la capacità di ascolto, per non andare oltre.
Una linea sicuramente corretta ma che dimentica un dato. È la trasmissione della sensibilità e dei saperi il vero motore identitario di ogni insegnamento teorico e pratico. Senza non si dà libera originalità alla costruzione del proprio percorso ma se ne limita il ruolo e la funzione, riducendo la base, il cemento sul quale disegnare una propria storia.
Ed ogni e mail, per molti versi, è un fondo archivistico, storico, fotografico, lo scandaglio di mille interessi che solo chi indirettamente li ha vissuti può esaltare. La sua analisi, il suo approfondimento critico (soprattutto in tempi in cui il differenziale con l’età dei figli aumenta) offre la possibilità di conoscere il labirinto mentale di chi ci ha preceduto, nutrendosi dei mille scritti che lo hanno accompagnato.
Così, il libro, il dvd, il mezzo materiale, dopo decenni, gioca, in qualche modo, la sua rivincita. Soprattutto grazie a loro, al momento sarà possibile lasciare una vera scia culturale e identitaria. C’è il rischio che tutto il resta si perda, magari digitando qualcosa per errore, nel gran mare del web.
Ecco perché, ancor oggi, l’uomo resta smarrito nel suo universo informatico, tradito dalle regole di un gioco che spesso ha i tempi dell’economia, indeciso se cambiar vita con un amore, con un figlio o, più probabilmente, con un semplice click.
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