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La riflessione

Il baratro della Circumvesuviana e ora spetta a Fico rimediare

Sono anni che su queste pagine evidenziamo le follie nella gestione delle linee ferroviarie della Circum, di proprietà della Regione Campania per il tramite della Società Eav

Il baratro della Circumvesuviana e ora spetta a Fico rimediare

Sono anni che su queste pagine evidenziamo le follie nella gestione delle linee ferroviarie della Circumvesuviana, di proprietà della Regione Campania per il tramite della Società Eav (Ente Autonomo Volturno, gestore della ferrovia).

Si tratta di un importante rete ferroviaria metropolitana che collega la città capoluogo alle località interne della provincia di Napoli, sino a lambire le province di Salerno (linea Napoli-Ottaviano-Sarno e Linea Napoli-Scafati-Poggiomarino) e la Provincia di Avellino con la linea Napoli-Nola- Baiano, a pochi chilometri dal capoluogo Irpino.

E, come se non bastasse, altre linee della Circumvesuviana cingono tutto il territorio ai piedi del Vesuvio da Barra a San Giuseppe Vesuviano, da Ercolano a Torre Annunziata e Pompei, da Castellammare a Vico Equense, Meta, Piano, San Agnello e Sorrento, coprendo capillarmente ogni località della Penisola Sorrentina e assumendo una fondamentalefunzione turistica internazionale.

Fornita di oltre 93 stazioni ferroviarie nelle cittadine campane raggiunte dalla Circumvesuviana attraverso le sue 6 reti ferroviarie, il servizio pubblico di trasporto gestito da Eav rappresenta un fondamentale strumento di mobilità per Napoli, la sua Area Metropolitana e le aree turistiche e archeologiche di maggior pregio della Regione Campania.

Insieme alla Ferrovia Cumana e la linea della Circumflegrea, l’Eav completa anche la rete trasportistica che collega Napoli centro con i Comuni dell’Area Flegrea: la Ferrovia Cumana da Montesanto al Corso Vittorio Emanuele e poi le 5 stazioni sul territorio della X Municipalità (Fuorigrotta-Bagnoli) per proseguire verso la stazione di piazza Bagnoli, Dazio, Gerolomini, Cappuccini, Pozzuoli, Arco Felice e Lucrino sino a Baia e Torregaveta.

L’altra linea ferroviaria denominata Circumflegrea che parte sempre dalla stazione di Montesanto, attraversando i quartieri occidentali napoletani di Soccavo e Pianura con 6 stazioni (Piave, Soccavo, Traiano, Via Trencia, Pianura centro e Pisani, per poi dirigersi su Quarto Flegreo (con tre diverse stazioni), quindi procede verso il mare con le stazioni di Licola, Marina di Licola, Cuma e Lido Fusaro.

Una ragnatela di binari ferroviari che collega, a partire dai primi anni del novecento, diversi angoli del territorio urbano ed extra urbano di Napoli, posizionando il capoluogo campano tra le città italiane con il sistema trasportistico su ferro più esteso e meglio distribuito sul territorio. Un autentico primato, non c’è che dire.

Magari funzionasse. Magari fosse efficiente. Magari non lasciasse a piedi i suoi clienti viaggiatori. Turisti compresi. Naturalmente questo primato negativo va ricondotto principalmente alle linee ferroviarie della Circumvesuviana. Laddove le carenze e i disservizi sono il pane quotidiano e dove ormai vedere un treno in servizio di linea costituisce una rara eccezione.

Arrivando finanche a chiudere alcune linee ferroviarie per manifesta incompetenza della dirigenza tecnica e per evidenti carenze strutturali e di sicurezza delle linee ferrate ove non vengono disposti adeguati interventi di manutenzione e soprattutto ristrutturazione degli impianti su terra.

Oltre all’ammodernamento della flotta di treni che è ancora quella risalente agli anni 70 ed 80. Ma come può essersi ridotto in questo stato un patrimonio così importante ed indispensabile per il sistema dei trasporti in Campania? E soprattutto, chi ha vigilato negli ultimi 10 anni sulla attuale gestione che definire improvvida e inadeguata costituisce un autentico eufemismo.

Chi ha materialmente consentito il sistematico depauperamento di questa società di trasporto pubblica con storia e tradizioni di tutto rispetto? La risposta è molto semplice e sotto gli occhi di tutti i cittadini campani: la Regione Campania (proprietaria al 100% della Rete e degli impianti ferroviari) e della Società (Eav) che gestisce la Circumvesuviana per conto dell’Ente di Santa Lucia. Affermare queste verità assolute non costituisce mero esercizio giornalistico di parte.

La campagna elettorale delle regionali è terminata da oltre un mese e, come previsto, i problemi indicibili della Circumvesuviana e della società che la gestisce sono tutti lì e nessuno li risolve. Malgrado le buone intenzioni dei nuovi “Capotreni” di Santa Lucia. Sarà forse perché si teme che andare a fondo e ricercare le responsabilità dello sfacelo possa in qualche modo turbare oltremodo quanti hanno voluto fortemente e quindi scelto l’attuale management dell’Ente Autonomo Volturno?

E chi sono, di grazia, costoro? Ma naturalmente i vertici politici e i partiti che hanno governato la Regione Campania negli ultimi 10 anni. Proprio così. Senza tema di smentite. E lo diceva anche ripetutamente il buon Roberto Fico a stampa e televisioni un giorno sì e l’altro pure.

Basta cercare sul Web le sue dichiarazioni preoccupate sullo stato di salute dei trasporti campani. Ed oggi il neo Presidente della Giunta Regionale della Campania si trova a dover risolvere il caso veramente singolare di tentare di rimuovere (se glielo fanno fare!) il Presidente dell’Ente Autonomo Volturno che, udite, udite, mantiene anche il ruolo di Direttore Generale della Società. Un ruolo che svolge ininterrottamente da 10 anni, percependo anche un robusto appannaggio (parrebbe circa 140mila euro l’anno).

Nomina nell’Eav che l’attuale Presidente-Direttore Generale ha assunto dopo la terribile sconfitta elettorale subita nel 2011 quale capolista alle Elezioni Comunali di Napoli nelle liste del Pd. Per lui neanche uno scannetto in Sala dei Baroni, nonostante fosse il n. 1 della lista dei Democratici.

Ma forse per lui è stato meglio così, l’incarico in Eav è senza dubbio più remunerativo e prestigioso dello scranno in Consiglio Comunale. E poi, volete mettere la soddisfazione di distruggere in soli 10 anni una grande e storica azienda pubblica di trasporto? Roba da Guinness dei primati! 

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