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Parità e pluralità servono, ma non è più rinviabile

Parità e pluralità servono, ma non è più rinviabile

Non sono la prima ad esaminare dal punto di vista della composizione per generi i dati della nuova amministrazione regionale guidata dal neo Presidente Fico e mi auguro vivamente di non essere l’ultima. Mi aspetto, anzi, che non segua il silenzio alla diffusa perplessità che si sollevò nell’imminenza dei risultati delle votazioni, quando si apprese di solo 8 donne elette a fronte di 42 uomini, e, poi, subito dopo la pubblicazione della sconcertante foto dei capigruppo tutti maschi. Non è più prorogabile chiedersi anche a livello istituzionale cosa abbia causato il mancato giusto bilanciamento dell’apporto della visione della realtà e delle sensibilità del pensiero femminile in quelli che saranno i lavori della nuova amministrazione regionale.

Esperienze diverse di vita reale portano a prospettive differenti di analisi delle problematiche che si affrontano e, pertanto, è realistico credere che i veri e profondi bisogni che emergono nella quotidianità femminile non possano essere analizzati da chi se li sente soloraccontare allo stesso modo di come potrebbero essere sviscerati da chi li vive sulla propria pelle tutti i giorni.  È risaputo ed avallato, inoltre, da risultati ricorrenti in ambito lavorativo, specialmente a livello decisionale, che nei team misti gli uomini sono più orientati a decisioni rapide e focalizzate sull’obiettivo mentre le donne sono più attente al contesto, alle persone su cui ci sarà la ricaduta e le conseguenze nel tempo della decisione da adottare.

Nei gruppi misti di analisi delle problematiche, pertanto, si possono prendere decisioni più calzanti e meno soluzioni miopi. Non si tratta di etichettare un sistema di analisi e risoluzione in termini di “meglio o peggio”, ma di aspirare all’adozione composita di stili complementari di ciò che si esamina e si tenta di risolvere. Bisogna riprendere ed approfondire il problema della poca rappresentatività delle donne in politica e delle sue negative conseguenze affrontato già durante la Tre Giorni di studi, dal 2 al 4 dicembre 2025, voluti dalla Presidente dalla Consulta sulla condizione femminile della Regione Campania Ilaria Perelli dal titolo "la Civiltà delle Donne - Generazione a confronto su Patriarcato, Differenza e Sorellanza". Nella mattinata del 3, infatti, dopo un interessante intervento, ricco di dati, da parte della Vice Presidente Ande, Laura Cocozza, seguirono testimonianze di rilievo delle sindache di Arzano e di Villa San Giovanni che esposero le loro difficili esperienze.

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