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Quell’aritmetica drammatica che ci aiuta a pensare

Tra il 26 e il 29 gennaio si svilupperà un attento screening sulle persone che in Italia vivono per strada

Quell’aritmetica drammatica che ci aiuta a pensare

Le metropoli del nostro scontento sono sotto i nostri occhi. Aree territoriali sempre più indecifrabili dove il rigore si mescola alla follia, dove  crescono le geometrie dell’inquietudine. Ma le nuove geografie contemporanee interrogano, inevitabilmente, tradizionali vulnerabilità, metamorfosi, identità multiple, frammenti di ricordi. E tra memorie sociali e cicatrici che affiorano, cresce la voglia di capire, di comprendere, di valutare.
Ecco perché anche l’Istat prova a disegnare nuove mappe attraverso la forza di nuovi, inediti censimenti. In questo senso, per la prima volta, tra il 26 e il 29 gennaio, si svilupperà un attento screening allargato sulle persone che in Italia vivono per strada, l’ultimo, disperato anello della catena, gli invisibili che la gente dimentica. L’indagine si svilupperà in 14 città italiane. Da Napoli a Milano, da Roma a Torino, da Bologna a Palermo, fino a Venezia, Catania, Messina e Firenze. È un progetto prezioso che segna, indiscutibilmente, un’attenzione nuova verso il mondo degli emarginati. L’ iniziativa, etichettata col titolo “Tutti contano“ nasce per decifrare l’entità del fenomeno, le sue ricadute, le storie che lo hanno determinato. Provando a migliorare le politiche  del settore, utilizzando in modo più efficace le risorse a disposizione, inclusi i fondi europei e nazionali dedicati alla lotta alla povertà estrema.
L’ultimo censimento Istat sulla materia, limitato per le aree di riferimento, è datato 2021. Allora, furono conteggiate oltre 96mila persone senza fissa dimora. Il 38 % era di nazionalità straniera. Si tratta, soprattutto di uomini che vivono per strada e combattono quotidianamente con difficoltà metereologiche, sociali, sanitarie legate a qualsiasi approvvigionamento. Molti, purtroppo, muoiono. Solo nel 2025, ben 414. Nel silenzio generale, rimossi dai loro giacigli come pacchi della spazzatura. Una tragedia che si compie quotidianamente sotto i nostri occhi, senza sollevare più polemiche.
L’ indagine coinvolgerà volontari, studenti, cittadini, oltre 4mila persone, che cammineranno, quartiere per quartiere, insieme ad operatori esperti per incontrare i senza dimora. Rilevazione in due fasi: la prima, un censimento nei dormitori e negli spazi pubblici, poi, dopo una prima elaborazione dei dati, due giorni di interviste da sviluppare, in campo aperto, nelle città. Cercando di comprendere se queste storie siano transitate attraverso malattie, licenziamenti, debiti o liti in famiglia.
Un arcipelago di conoscenze nuove, lontano dagli indici tendenziali della grande impresa. Un’aritmetica drammatica che, indiscutibilmente, ci aiuta a pensare.

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