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CARTE DA VIAGGIO

Lo sport e il campionismo, un viaggio tra le inquietudini

La pratica sportiva è inclusiva e non esclusiva, bilancia positivamente l’isolamento, l’ansia della vita, le deviazioni alimentari, ogni e qualsiasi forma di dipendenza

Lo sport e il campionismo, un viaggio tra le inquietudini

Papa Leone XIV

Siamo troppo abituati a concepire lo sport come puro evento domenicale, il calcio, la serie A, la squadra del cuore, vittorie e sconfitte che seminano dubbi, gioie ed inquietudini. Poi, magari, c’è la partita a calcetto infrasettimanale con gli amici, la sfida a tennis con qualche vecchio compagno di scuola ma è sport di puro assaggio, un modo come un altro per sgranchirsi le gambe e non scegliere l’immobilismo del divano.

In questo senso, nell’anno che ci ha lasciato, ci sono parole che elevano lo Sport, che esprimono il suo universo più profondo, che sembrano scolpite su pietra. Sono quelle di Leone XIV, piovute incredibilmente in un contesto speciale, cui i media hanno dedicato, però, scarsa attenzione.

Il Pontefice si è espresso nel giorno del Giubileo dello Sport, nella preziosa omelia pronunciata a San Pietro: “In una società sempre più digitale in cui le tecnologie, pur avvicinando persone lontane, spesso allontanano chi sta vicino, lo sport favorisce la concretezza dello stare insieme“.

Pensieri semplici, profondi che sembrano accompagnare l’isolamento di tanti giovani, arcipelaghi di incomunicabilità, costantemente soli, anche in mezzo alla propria comunità. Negli ultimi anni, il disagio giovanile si è ritagliato contorni preoccupanti con un aumento di quella depressione sociale che appare quotidiana tra gli adolescenti. I dati più recenti, in questo senso, parlano chiaro.

Quasi due milioni di giovani in Italia soffrono di disturbi mentali con ansia e paura del giudizio sociale come problematiche ricorrenti. E lo sport, in questo contesto, è una risposta lucida ed autorevole alle inquietudini della nostra società, ai limiti dei più giovani e dei più fragili di qualsiasi età.

La pratica sportiva narra, infatti, capitoli di straordinaria efficacia: è inclusiva e non esclusiva, bilancia positivamente l’isolamento, l’ansia della vita, le deviazioni alimentari, ogni e qualsiasi forma di dipendenza. Il 2026, del resto, sarà un anno nel quale anche il fascino del campionismo, delle leadership, dell’emulazione saranno particolarmente vivi.

Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, ormai ad un passo, Mondiali di calcio, di rugby, di basket, perfino di cricket. Una straordinaria galleria di eventi e personaggi che accompagneranno i nostri giorni, col tratto leggero di quella sana competitività che, nonostante tutto, deve costituire il sale di ogni evento. 

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