Cerca

La riflessione

La triste frana di Niscemi: riqualificare il territorio

La credibilità di un grande Paese e di un Governo si misurano nei momenti di difficoltà

La triste frana di Niscemi: riqualificare il territorio

Quanto sta accadendo nello splendido paesino di Niscemi, in provincia di Agrigento, lascia un dolore immenso in tutto il Paese per le immagini forti di una catastrofe di dimensioni eccezionali. Un disastro che si riflette inevitabilmente su migliaia di nostri connazionali che han perso tutto ciò di più caro e indispensabileche potessero avere. La loro casa, i loro affetti più cari, i legami con la loro terra meravigliosa devastata da un terribile accadimento, purtroppo già noto. Perché antico. Ma mai manifestatesi così drammaticamente e in proporzioni così vaste e raccapriccianti. Il maltempo, anch’esso di proporzioni straordinarie e sconosciutosinora in quei territori dal clima notoriamente mite, se non caldo e poco piovoso, ha fatto il resto, infiltrando acque meteoriche in quantità eccezionali nel sottosuolo argilloso e vulnerabile, sino a cedere e franare irrimediabilmente.

Si poteva nel tempo fare di più per evitare o mitigare gli effetti di questa catastrofe? Certamente sì. Almeno è quanto affermano gli esperti della materia. Erano già stati da tempo assegnati finanziamenti ad hoc per porre rimedio al lento scivolamento del suolo di Niscemi, di cui si conosceva il fenomeno franoso che interessava una zona cospicua del paese. Ma i soliti ritardi e la burocrazia sempre invadente e paralizzante hanno prodotto questa ennesima tragedia annunciata. Sarebbero bastati questi interventi di consolidamento di un evento franoso così vasto e ampio per evitare che una fetta cospicua di Niscemi franasse? Un evento meteorologico eccezionale come quello che ha colpito la Sicilia occidentale e altre regioni meridionali avrebbe visto contenersi gli effetti devastanti di questa alluvione se fossero stati effettuati nel tempo gli interventi di consolidamento del sottosuolo argilloso di Niscemi? Sono interrogativi a cui nessuno può dare risposta. Neppure gli scienziati e i geologi chiamati al capezzale della cittadina ferita.

Ma oggi non è più tempo per le recriminazioni e il rimpallo delle responsabilità, o meglio lo scarico delle responsabilità tra Enti Locali e Ministeri competenti. Oggi è il tempo di agire e in tutta fretta. La popolazione di Niscemi va tutelata in ogni modo; assistiti adeguatamente e nell’immediato i nuclei familiari sfollati; predisposte in tempi brevissimi le modalità e la misura degli indennizzi ai cittadini colpiti; realizzato in tempi ragionevoli un piano di ricostruzione in aree prossime al centro del Paese per ricollocare in sicurezza i cittadini sgomberati dalle proprie abitazioni non più recuperabili. E con questi ultimi prevedere il ripristino delle attività commerciali e delle imprese del territorio danneggiate dall’evento franoso.

Occorre predisporre un “Laboratorio stabile di interventi coordinati” per la rinascita di Niscemi. Sulla falsa riga di quanto è stato predisposto dal Governo nazionale per Caivano. Un “Laboratorio” entro il quale vengano ricondotte tutte le realtà istituzionali competenti. Dal Comune alla Regione, dai Ministeri competenti alla Prefettura, dalle Asl alla Istituzione scolastica, alle Università del territorio. Ciascuno per parte propria impegnati ad agire con competenza e rapidità nell’affrontare le criticità che si troveranno sul percorso. Nessuno dei cittadini di Niscemi deve restare indietro. Nessuno deve essere costretto a lasciare il territorio, se non per il tempo necessario al rientro. E comunque solo volontariamente. Ogni figlio di questa terra martoriata deve poter vedere giorno dopo giorno il progredire delle opere e gli interventi tecnici necessari. La credibilità di un grande Paese e di un Governo si misurano proprio nei momenti di difficoltà. E nelle scelte che si compiononell’interesse dei propri cittadini.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori