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LETTERA DAL PALAZZO
06 Febbraio 2026 - 09:28
Matteo Salvini
Matteo Salvini, dopo l’uscita polemica del generale Vannacci dal partito, si accinge a modificare la propria posizione politica. La voce circola insistentemente all’interno della stessa Lega dove si fa presente che negli ultimi tempi il leader è apparso gravato da molte difficoltà.
Sono ormai lontani i tempi nei quali si ipotizzava addirittura che Salvini potesse assumere la guida del governo.
Oggi la Lega è in caduta libera e non sono pochi nel partito coloro i quali pensano ad una sostituzione dell’attuale segretario. La Lega non è più ormai il secondo partito della coalizione di centrodestra. Scavalcata da Forza Italia e dal suo leader Antonio Tajani.
Ecco perché si sussurra che, per risalire la china, Salvini starebbe pensando di abbandonare certe posizioni che lo hanno isolato, in particolare nei confronti dell’Unione Europea con tutto ciò che ne consegue.
In primo luogo, Salvini dovrebbe rinunciare alla stretta amicizia che lo lega al presidente russo Vladimir Putin e che lo ha indotto, in contrasto con gli altri partiti della coalizione di centrodestra, a sostenere la linea di Mosca nel conflitto con l’Ucraina. In sostanza ciò comporterebbe soprattutto un riallineamento con i partner europei.
Ma quale potrebbe essere la nuova linea politica della Lega?
Giorgia Meloni vorrebbe una linea moderata del tipo di Forza Italia e un partner come Antonio Tajani. È impensabile però pretendere moderazione da Salvini ed è invece possibile che l’attuale leader leghista pensi di ritornare a Umberto Bossi che aveva costruito la Lega come un partito del territorio, cioè del Nord. Salvini ha voluto farne un partito nazionale, ma ha fallito ed è venuta meno la sua speranza di diventare il capo del governo.
Oltre tutto un ritorno alle scelte di Bossi sarebbe particolarmente gradito dai militanti leghisti che ora meditano di sostituire Salvini con Zaia o con Giorgetti.
Un partito di territorio non dovrebbe comunque dar fastidio alla Meloni, specialmente se Salvini non sarà più, come è stato finora o, meglio, come ha pensato di poter essere, un concorrente della presidente del consiglio.
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