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L’OPINIONE
13 Febbraio 2026 - 08:01
I più recenti dati dell’Eurostat evidenziano come in Italia il potere d'acquisto pro capite stia crescendo più di tutti gli altri paesi europei. Nel terzo trimestre del 2025 l’incremento è stato dell’1,7% rispetto al trimestre precedente.
Valori inferiori ma simili a quello italiano si sono registrati in Ungheria (1.6%), Irlanda (1,4%) e Portogallo (1,3%), mentre molto più ridotto è stato l’aumento del potere d’acquisto pro capite in Spagna (0,6%) e in Germania (0,5%), per non parlare della Francia, dove c’è stata addirittura una diminuzione (-0,3%).
La nota congiunturale di Eurostat non cade isolata, ma si pone come ultima rilevazione di un percorso che conferma nel tempo l’andamento italiano. Se, infatti, si esaminano i dati dal quarto trimestre 2022 al terzo trimestre 2025, l’Italia, con +7,5%, è il Paese in cui il potere d’acquisto pro capite è aumentato di più in Europa ad eccezione della Spagna (8,5%). Per capirci: Francia e Germania sono cresciute, nello stesso periodo, rispettivamente dell’1,8 e dell’1,2%.
A rafforzare lo scenario vi sono i dati sul reddito disponibile per abitante. L’aumento dell’Italia nei primi nove mesi del 2025 è stato del 3,5%, molto meglio di Spagna (0,9%) e Germania (0,3%), con la Francia che, anche per questo specifico indicatore, porta il segno meno (0,4%).
Queste cifre smentiscono i catastrofisti in buona o cattiva fede e danno forza all'azione di Governo, indicando che, quanto meno per grandi linee, la direzione di politica economica e di sviluppo impressa alla nazione è quella giusta. Va peraltro affrontata con determinazione la questione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti che, pur con i progressi fatti negli ultimi tempi, non hanno marciato di pari passo con le medie europee.
Ma la sfida vera, anche su questo fronte, si vince se si pongono in atto le premesse di una ulteriore crescita. Lo sviluppo degli ultimi anni dovrà continuare anche dopo il 2026 e quindi dopo la fine del Pnrr.
È innegabile che, accanto al dinamismo imprenditoriale e alla saggezza dell’esecutivo e in particolare del Ministero dell’Economia nel tenere i conti pubblici in ordine, fattori propulsivi per la ripresa economica nazionale sono stati il Piano di ripresa e resilienza e i bonus a sostegno dell’edilizia.
Per il prossimo futuro bisognerà invece ottimizzare la capacità di spesa dei fondi coesione nazionali ed europei e puntare decisamente sul Mezzogiorno, area dal potenziale di crescita nettamente più elevato, che, se decolla pienamente, può trainare l'economia nazionale per i prossimi anni.
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