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l'intervento
14 Febbraio 2026 - 11:26
La mobilitazione di protesta dei cittadini di questi giorni non va letta in termini di contrapposizione ideologica, ma con quelle — più serie — della gestione del rischio e della salute. La manifestazione di sabato scorso ha reso evidente e comprensibile il rischio sanitario legato alle polveri sottili e ha richiamato all’attenzione su misure di prevenzione, tipo l’uso delle mascherine come protezione delle vie respiratorie, per inalare quanto meno possibile il particolato. In questa chiave, la mobilitazione denuncia soprattutto una carenza di comunicazione preventiva: “Se il rischio di polveri sottili è prevedibile, almeno si avvisi la popolazione”, indicando precauzioni, con particolare attenzione a bambini e persone fragili (respiratorie e cardiovascolari).
I grandi eventi possono essere opportunità reali per Napoli: muovono attenzione, risorse, progettualità, e talvolta costringono un sistema ad uscire dall’immobilismo. Nel caso di Bagnoli, è difficile negare che qualcosa si sia rimesso in moto proprio perché, finalmente, c’è stata una pressione a decidere, a scegliere una direzione, a sbloccare passaggi che da troppo tempo restavano in sospeso.
Ma un’accelerazione, per essere giusta, deve accelerare anche le garanzie. E qui si innesta la questione che come Movimento Qualità della Vita sentiamo di dover interpretare e comporre: da un lato la necessità delle istituzioni di procedere, di realizzare, di assumersi responsabilità; dall’altro le preoccupazioni legittime dei cittadini, che chiedono tutela della salute, chiarezza, tracciabilità delle scelte, partecipazione.
Il Movimento Qualità della Vita può e deve essere il punto di unione in questa vicenda: non il megafono della protesta e nemmeno lo scudo dell’amministrazione, ma la piattaforma che tiene insieme sviluppo e precauzione, decisione e coinvolgimento, velocità e trasparenza. Perché la vera sfida non è se fare o non fare: la sfida è come fare.
La pioggia che “aiuta” e il rischio che si sposta. C’è poi un elemento che merita di essere spiegato senza semplificazioni: la pioggia, durante alcune lavorazioni, può avere ridotto l’innalzamento delle polveri, perché l’umidità del suolo limita la risospensione del particolato durante il passaggio dei mezzi pesanti e nelle fasi di livellamento. Ma nei siti contaminati la pioggia non è solo un alleato: può spostare il problema.
Quando l’aria migliora, cresce la necessità di governare l’acqua: drenaggi, raccolta, trattamento, prevenzione del trascinamento superficiale, controllo del fango portato fuori dal cantiere dai camion. È una questione di gestione integrata del rischio: non basta dire “non si alzano polveri”; bisogna anche dimostrare che il cantiere non disperde altrove, e che ogni fase ha un controllo adeguato.
Un tavolo pubblico, non per rallentare ma per rendere solida l’opera. Per questo, a mio avviso, è doveroso che il sindaco Gaetano Manfredi apra un tavolo pubblico stabile: con una sede operativa e punti chiari.
Tre impegni minimi, concreti: 1. Trasparenza dei dati: monitoraggi ambientali accessibili e aggiornati, con indicatori leggibili anche ai non tecnici. 2. Protocolli di mitigazione e controllo: come si contengono polveri, come si gestiscono acque meteoriche e fanghi, come si evita la dispersione fuori dal cantiere (lavaggio dei pneumatici dei camion), quali responsabilità e quali verifiche. 3. Comunicazione preventiva: avvisi tempestivi sulle fasi più impattanti e indicazioni prudenziali per i soggetti vulnerabili.
Queste misure non rallentano lo sviluppo: lo rendono robusto. Soprattutto spostano il confronto dall’opinione alla prova, dalla sfiducia alla verificabilità.
L’occasione non va sprecata due volte. L’America’s Cup può essere una grande occasione per Napoli. Ma Bagnoli non può permettersi di sprecare un’altra occasione: non solo sul piano dei lavori, ma sul piano della fiducia civica. Il punto non è scegliere tra evento e salute, tra investimenti e diritti: il punto è costruire una rigenerazione che stia in piedi su entrambi.
Il Movimento Qualità della Vita, in questa vicenda, vuole fare esattamente questo: unire. Unire le istituzioni alla voce dei cittadini, unire accelerazione e garanzie, unire la prospettiva di sviluppo alla tutela della salute e del paesaggio. Perché una città cresce davvero solo quando cresce la qualità della vita.
* Movimento Qualità della Vita
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