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L’INTERVENTO

Vertice Italia - Africa: il successo del Piano Mattei

Un modello “win win", paritetico e non predatorio, che sta crescendo con costanza e concretezza

Vertice Italia - Africa: il successo del Piano Mattei

La premier Giorgia Meloni

Il secondo vertice Italia-Africa, svoltosi il 13 febbraio scorso ad Addis Abeba, ha segnato un trionfo per la diplomazia italiana, con una partecipazione record che ha superato l'edizione romana del 2024, radunando i rappresentanti di circa 40 nazioni africane e testimoniando la solidità dei rapporti bilaterali con i partner di riferimento del Piano Mattei.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto i lavori con un intervento deciso e propositivo che ha suscitato attenzione e apprezzamento e che ha illustrato i progressi del Piano come piattaforma concreta di partenariato paritario, non più solo italiana ma oramai di respiro internazionale, grazie alle collaborazioni con la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo, l’Unione Europea e l’Unione Africana.

Giorgia Meloni ha sottolineato come in due anni siano già state mobilitate risorse ingenti per miliardi di euro per progetti concreti relativi all’accesso all’acqua, alla sicurezza alimentare, all’energia, all’agricoltura e alle infrastrutture, mentre il numero delle nazioni africane coinvolte è passato da 9 a 14, con prospettive di ulteriore espansione.

I successi del Piano Mattei sono oramai tangibili ed estremamente interessanti, perché le iniziative concluse hanno incominciato a generare impatti sociali immediati come la lavorazione locale delle materie prime per ridurre le ben note politiche di sfruttamento delle risorse dei territori, la migliore valorizzazione delle risorse dei paesi aderenti e la creazione di posti di lavoro per i giovani, con un'architettura finanziaria innovativa che mira ad attrarre investimenti privati e internazionali.

Le realizzazioni sino a oggi effettuate e i progetti in corso di esecuzione includono cantieri tematici allineati al “Global Gateway” europeo, con risultati che il Primo ministro Etiope Abiy Ahmed ha lodato come "visione lungimirante" per trasformare il dialogo in azione concreta a beneficio delle popolazioni africane, mentre le prospettive future mirano a un’ulteriore espansione settoriale e geografica, con l'Italia ponte sempre più attivo tra Europa e Africa e con l’obiettivo di incanalare le potenzialità migratorie verso investimenti locali basati sullo sviluppo tecnologico e la creazione di una crescente stabilità economica.

La leadership di Giorgia Meloni ha brillato ancora una volta perla capacità di alimentare quel"gioco di squadra" che riesce a valorizza il sistema Italia, forgiando contemporaneamente un patto tra nazioni libere da condizionamenti e sfruttamenti di stampo neo coloniale, basato sulla fiducia reciproca e su benefici condivisi e in grado di rivoluzionare lo sguardo e la prospettiva sull’Africa.

Gli ottimi rapporti con le nazioni presenti alla Conferenza -dall'Etiopia ospitante all' Angola, presidente di turno dell’Unione Africana - emergono dalle dichiarazioni congiunte con i leader di questi due Stati che hanno confermato l'apprezzamento per l’approccio equilibrato e orientato al futuro che caratterizza il Piano Mattei.

Con buona pace dei suoi detrattori italiani appartenenti al fronte dell’opposizione di sinistra - centro, in preda a quotidiani deliri antigovernativi, il Piano si è rivelato non un progetto sulla carta, ma una realtà operativa che ha oramai iniziato a generare risultati condivisi.

Un modello “win win“, paritetico e non predatorio che sta crescendo con costanza e concretezza, affrontando sostenibilità e geopolitica, promuovendo crescita condivisa e contrasto all’immigrazione irregolare tramite i progetti disviluppo delle opportunità locali dei paesi africani aderenti.

L’Italia consolida, così, il suo ruolo strategico di ponte euro-africano e il Piano Mattei diventa, sempre più fattivamente, un riferimento di speranza e di nuove opportunità per il continente africano tutto, iniziando da quelle Nazioni che hanno scelto di proiettarsi verso un futuro di crescita e di sviluppo svincolato dai vecchi “diktat” stranieri e basato sul rispetto della propria identità e su forme di cooperazione sana e reciprocamente conveniente con la nostra Nazione.

Tutto procede, dunque, come da programma e sotto i migliori auspici, verso i futuri obiettivi ambiziosi, importanti e sempre più innovativi.
 
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