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Il corsivo

Basta fare la figura dei cogl**ni. Questa è malafede

Nessuno vuole pensare ad un progetto ben preciso per lasciare fuori il Napoli dalla zona Champions. Ma con queste decisioni ci crediamo eccome

Basta fare la figura dei cogl**ni. Questa è malafede

Come si fa a commentare Atalanta-Napoli? Con quale professionalità ed equilibrio si dovrebbe scrivere di una partita fortemente condizionata dagli errori dell’arbitro Chiffi e del Var?

La squadra azzurra, al termine dell’incontro alla New Balance Arena, ha dovuto accettare una sconfitta ingiusta voluta dal direttore di gara di Padova e da Aureliano e Di Paolo presenti a Lissone. Proprio così.

Voluta in malafede dal fischietto veneto e dai suoi colleghi che hanno pensato opportuno di andare contro il protocollo in occasione del rigore prima dato e poi revocato e quando è stato annullato il gol regolare di Gutierrez perché il danese avrrebbe commesso fallo proprio sullo stesso difensore centrale nerazzurro.

Ma la scelta non è stata istantanea. Si è aspettato prima che lo spagnolo superasse Carnesecchi e poi il gioco è stato fermato. Tutto in pochi secondi. Aureliano e Di Paolo hanno fatto finta di niente. Andando contro il regolamento. Il paradosso a fare fallo sull’attaccante partenopeo è stato Hien.

Che si lascia cadere facendo proseguire l’ex United che prosegue e mette il pallone per il suo compagno di squadra che va in gol. Lasciando tutto invariato, la Dea è rimasta in partita e prima ha pareggiato con Pasalic e poi ha piazzato il colpo vincente con Samardizic. Tutti a fare festa. Palladino giustamente ha toccato il cielo con un dito.

Considerata la grande prestazione degli uomini di Conte, sarebbe stato difficile poter incassare almeno un punto. Ed, invece, se ne è presi tre. In conferenza stampa ha imitato “padre” Chivu. Ha detto che Hojlund ha mandato giù il suo calciatore e quindi il fischio è stato giusto. 

Caro Raffaele, noi ti vogliamo bene perché sei nato dalle nostre parti ma negare l’evidenza non appartiene al popolo napoletano. Conte, invece, ha preferito rimanere in silenzio. A parlare per lui è stato Manna. Che ha sciolto la corona. Si è arrabbiato molto il direttore sportivo.

«Non vogliamo fare la figura dei cogl**ni», ha detto il dirigente azzurro. Ci spiace caro Giovanni, ma l’abbiamo fatto. E non solo ieri a Bergamo. La stiamo facendo da un bel po’. Ormai il Napoli viene penalizzato sistematicamente. Il rigore dato al Verona dopo il fallo di Valentini su Buongiorno ha condizionato quel risultato.

A Torino contro la Juve, sul risultato di 1-0, Doveri al Var non chiama un atterramento netto di Bremer a Hojlund. Si poteva andare sul pareggio. E che dire dell’eliminazione dalla Coppa Italia. Il signor Manganiello di Pinerolo inspiegabilmente non mandò fuori per doppia ammonizione Ramon del Como per aver fermato al limite dell’area il solito Hojlund. A Bergamo, però, si è toccato il fondo.

C’è stata malafede. Qualcuno salterà dalla sedia. Ma siamo stanchi di sentirci dire che gli arbitri sono scarsi e che il protocollo non è certo. Andassero a raccontare le favole agli altri. Non certo a noi. Nessuno vuole pensare ad un progetto ben preciso per lasciare fuori il Napoli dalla zona Champions.

Ma con queste decisioni ci crediamo eccome. La verità è che Conte e i suoi ragazzi stanno pagando a caro prezzo quel rigore della gara d’andata contro l’Inter chiamato dall’assistente. Da quel momento in poi non si è capito più niente. E non è ancora finita.

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