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La riflessione
26 Febbraio 2026 - 09:14
Elly Schlein
Il primo febbraio 2026 parlando a Milano al cosiddetto “percorso dell'ascolto” del Pd, la segretaria Elly Schlein se ne è uscita inaspettatamente – a quanto pare su suggerimento di Chiara Valento, ex curatrice della fiera romana “Più libri più liberi” - dato che lei dell’argomento ne sa meno di nulla, con: "Dobbiamo riprenderci Tolkien!” che pone un grave problema esegetico: come la si deve intendere?
A lume di logica dovrebbe essere interpretato come: Tolkien era un autore de sinistra che c'è stato scippato dalla destra, ha scritto un romanzo de sinistra come il Signore degli Anelli di cui si sono appropriati i fascisti che quindi lo hanno strumentalizzato e via discorrendo, e quindi dobbiamo riprenderceli sottraendoli ad una appropriazione indebita.
Siamo alle solite: per dirla colloquialmente, una polemica vecchia come il cucco e basata su premesse false, anzi fraudolente!
Chissà chi ha messo in testa alla giovane segretaria piddina (nata, beata lei, nel 1985) idee di questo genere dato che da quanto dice evidentemente non sa nulla di Tolkien e di una polemica che nasce nel 1970 quando Rusconi pubblicò in un unico volume Il Signore degli Anelli, grazie ad Alfredo Cattabiani, Quirino Principe ed Elénire Zolla e scontrandosi subito con l'intellighenzia comunista dell'epoca guidata da Umberto Eco che accusò opera e autore di essere reazionari e oscurantisti.
Elly ignora non solo tutti questi precedenti ma che la verità storica e culturale è esattamente l’opposto di quanto lei intende: non si può “riprendere” quel che non è suo! Al massimo, se lo prenderà ex novo... anche se di certo nessuno impedisce, né ha mai teoricamente impedito di apprezzare opere e autori che idealmente e ideologicamente non si sentono affini. E ciò vale sia per la sinistra che per la destra.... Anzi, questi steccati e queste proibizioni sono valse, come si testimoniò all’epoca, per la sinistra quando il Pci proibiva ai suoi ragazzi di leggere le opere di Tolkien.…
La sinistra di ieri e di oggi vuole ignorare, o preferisce dimenticare, che Tolkien come lo definisce il suo biografo Humphrey Carpenter era un Right Wing Man, un uomo di destra, un conservatore, un tradizionalista come dimostrano le sue lettere e la sua vita professionale e familiare. Era un antimoderno, un antitecnologico, amava a campagna, era contro le automobili e le strade asfaltate che percorreva maldestramente, era contro l’edilizia moderna... il suo romanzo è un romanzo che si potrebbe definire tradizionalista in cui non c'è tanto, come si è sempre detto, uno scontro tra Bene e Male ma tra due visioni diverse del potere: il potere giusto e regolatore e il potere ingiusto e sopraffattore, quello libertario e quello oppressivo. Da un lato Mina Tirith e dall'altro Mordor.
Elly, poverina, non sa che tutto questo è andato avanti per almeno trent’anni, cioè fino a quando all’inizio degli anni 2000 non sono usciti i tre film dedicati al romanzo tolkieniano da quel genio che è il regista Peter Jackson, il cui successo ha dato la sveglia a una nuova generazione di sinistra che si è accorta di avere perso una occasione storica disdegnando sino a criminalizzarlo per decenni il capolavoro del professore di Oxford. Da qui un tentativo inane e goffo di recupero con l'emergere di appassionati di impostazione culturale di sinistra (in sé questo naturalmente non è certa un male un che di negativo) che hanno cercato di recuperare dalla loro parte autore e romanzo cercando di effettuare i tentativi più bizzarri e assurdi in questa direzione, complice uno dei tanti che si nascondono dietro lo pseudonimo collettivo di Wu Ming che evidentemente forte di appoggio politici ed editoriali è riuscito in un'operazione che sembrava in apparenza insensata ma che però per la loro mentalità non lo è affatto e che agendo sul testo ha lo scopo indiretto di allontanare i lettori e utenti “di destra”.
Premessa necessaria per capirci, cioè aver letto il classico 1984 di George Orwell basato sull'uso strumentale delle parole con la descrizione di una società dove ad esempio guerra vuol dire pace e pace vuol dire guerra. È la neolingua. Ecco il motivo per cui Wu Ming e soci si sono tanto accaniti nei confronti della traduzione che Vittoria Alliata aveva fatto con l’avallo dello stesso Tolkien (il che si dimentica sempre), una traduzione dal tono epico così come voleva lo stesso autore il quale secondo la testimonianza di C.S. Lewis aveva messo mano al suo capolavoro perché, aveva spiegato, il suo Paese non aveva una grande opera epica, sottolineo epica, di riferimento e lui si mise a scriverla avendo questo punto di riferimento. E un romanzo epico necessità di una traduzione epica, come quella di Vittoria Alliata, che forse in alcuni punti era ingenua ma era evocativa.
Di conseguenza Wu Ming e soci sono riusciti in questo macabro intento, far ri-tradurre Il Signore degli Anelli con un linguaggio di molti gradini Inferiore, piatto, banale, usuale e i cui nomi dei personaggi sono diventati una cosa ridicola. Sono così giunti all'intento opposto da quello tolkieniano: offrire ai lettori italiani un romanzo per nulla esaltante, noioso e soporifero.
Il linguaggio è dunque tutto, e per strappare finalmente il capolavoro epico ai maledetti fascisti, si è giunti a questa assurdità, ridurlo a qualcosa di piatto e noioso. Grazie all’editore italiani, ahimé, ci sono riusciti e chi ci rimette sono i giovani lettori di oggi che credono che il vero Tolkien sia quello che adesso trovano in libreria.
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