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Anguissa e De Bruyne, i rimpianti di un Conte ingiustamente criticato

Che bello aver ritrovato due totem di un centrocampo che un po’ di mesi fa era ritenuto il migliore della Serie A

Anguissa e De Bruyne, i rimpianti di un Conte ingiustamente criticato

Kevin De Bruyne

Che bello aver rivisto insieme in campo sia Anguissa che De Bruyne. Che bello aver ritrovato due totem di un centrocampo che un po’ di mesi fa era ritenuto il migliore della Serie A. È passata una vita senza la presenza di Zambo e Kevin. Assieme a Lobotka e McTominay formavano i “fab four”.

Conte poteva contare su quattro elementi diversi ma con delle qualità eccelse. Insieme potevano ambire a qualsiasi obiettivo. Scudetto, ottavi di Champions, Supercoppa e Coppa Italia. Purtroppo il camerunense e il belga si sono fermati per strada e i progetti di tattici di Conte sono andati a farsi benedire. Ha dovuto sempre reinventarsi qualcosa l’allenatore salentino. Sistematicamente ha perso un giocatore a partita.

A volta anche due. L’ultimo è stato Vergara con il Torino. In settimana aveva alzato bandiera bianca Lobotka. Prima ancora Di Lorenzo, Rrahmani e McTominay. Un effetto domino che avrebbe distrutto le ambizioni di qualsiasi altra squadra. Non quella allenata da Conte.

Che si ritrova ben saldo al terzo posto con l’ambizione addirittura di arrivare secondo. Ecco, quindi, che chi critica questo uomo dovrebbe passarsi la mano sulla coscienza. E rendersi conto di ciò che è stata fin qui la stagione dei campioni d’Italia. Sicuramente Tonino avrà commesso i suoi errori. È umano come tutti gli altri colleghi. Ma grazie alla sua mentalità vincente e da condottiero è riuscito a rimanere nelle zone alte della classifica.

Se oggi fosse tra la settima e l’ottava posizione nessuno gli avrebbe potuto dire niente. Con una rosa dilaniata dagli infortuni avrebbe avuto l’alibi di non essere riuscito a tenersi ad alta quota. Ed, invece, è la a lottare per un obiettivo fondamentale per la prossima stagione. Rigiocare la Champions e incassare i soldi della Uefa sono due fattori determinanti per De Laurentiis. Che in silenzio sta assistendo ad un vero e proprio miracolo calcistico. Senza scomodare Santos e Santo Elmas...

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