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LETTERA AL DIRETTORE
13 Marzo 2026 - 09:14
Egregio Direttore, sicurezza, economia, pace, ambiente. Parole che oggi sembrano utopiche in un mondo segnato da disordine, conflitti e perdita di diritti costruiti in quasi ottant’anni di democrazia e cooperazione internazionale. Tra i fattori di questo cambiamento di paradigma, la produzione di energia è certamente uno dei principali.
Per questo ribadiamo l’urgenza di una transizione verso fonti pulite. La guerra in Iran e le tensioni nel Golfo stanno già colpendo i mercati energetici globali: il petrolio ha sfiorato i 100 dollari al barile e l’incertezza sulle forniture ha spinto al rialzo gas ed elettricità in Europa, alimentando i timori legati allo Stretto di Hormuz. Quando l’energia dipende da poche aree strategiche del pianeta, ogni conflitto può trasformarsi in inflazione, instabilità economica e rischi per la sicurezza energetica.
Sempre più analisi internazionali indicano che la sicurezza energetica passa dall’accelerazione delle rinnovabili, che garantiscono indipendenza e stabilità dei prezzi. Solare ed eolico, oltre a ridurre le emissioni, non sono soggetti alle stesse dinamiche geopolitiche di petrolio e gas. Secondo l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), oltre il 90% dei nuovi impianti rinnovabili è ormai più economico delle nuove centrali fossili; anche l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) indica le rinnovabili come l’opzione più competitiva per la nuova produzione elettrica.
Nel dibattito torna però il nucleare. La proposta europea di sviluppare piccoli reattori modulari solleva interrogativi: anche i reattori più avanzati producono rifiuti radioattivi e richiedono tempi lunghi di realizzazione, mentre le rinnovabili possono essere installate rapidamente. Inoltre si rischierebbe di sostituire la dipendenza da petrolio e gas con una nuova dipendenza strategica dall’uranio. In Italia, il ricorso al nucleare è stato respinto due volte da referendum popolari, nel 1987 e nel 2011.
Come sostiene l’economista Jeremy Rifkin, l’Italia possiede tutte le condizioni naturali per costruire una vera indipendenza energetica: sole, vento, mare, risorse idriche e potenziale geotermico permettono di sviluppare un sistema basato su energie pulite, diffuse e prodotte localmente.
Di fronte a crisi energetiche e climatiche, la vera sfida è costruire un sistema più resiliente e democratico. Per Marevivo la transizione energetica non è solo una scelta economica o tecnologica: è la condizione per proteggere il mare e gli ecosistemi che regolano il clima e sostengono la biodiversità da cui dipende la vita sul pianeta.
*Presidente di Marevivo
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