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Da Malagò ad Abete, quando il calcio non vuole i “giovani”

Sarebbe opportuno svecchiare un po’ la classe dirigenziale. Purtroppo anche a livello calcistico non siamo un paese per i giovani

Da Malagò ad Abete, quando il calcio non vuole i “giovani”

Gabriele Gravina

Bye bye Gravina. Finalmente l’altro giorno ci sono state le dimissioni del presidente federale. Ha lasciato il massimo dirigente della Figc. Ma non avrebbe potuto fare diversamente. È rimasto a lungo sulla sua poltrona nonostante molti fallimenti. Ha salutato il sistema a 72 anni.

Se l’Italia fosse andata al Mondiale, sarebbe rimasto per molto altro tempo. Provando a restare il più tempo possibile. A  giugno prossimo ci saranno le elezioni per nominare il sostituto. I nomi più osannati sono quelli di Malagò e Abete. Il primo ha compiuto 67 anni lo scorso 13 marzo mentre il secondo festeggerà i 76 il 26 agosto prossimo. Massimo rispetto per la loro esperienza ma ormai hanno una certa età.

Sarebbe opportuno svecchiare un po’ la classe dirigenziale. Purtroppo anche a livello calcistico non siamo un paese per i giovani. Si tende sempre a puntare sul vecio. Su chi sa muovere bene il sistema. Ma a quanto pare non ha sempre funzionato. E per questo ci vorrebbe un presidente con qualche anno in meno capace di caricarsi sulle spalle un mondo che deve svoltare.

Del Piero per esempio. O anche Paolo Maldini. Senza dimenticare Baggio. Alex, infatti, ha 52 anni, l’ex Milan 58, il Divin Codino 59. Neanche loro sono dei pischelli ma hanno le qualità per uscire da una crisi che ormai dura da molto tempo. Ma si sa come vanno certe cose. Ci sono le lobby.

Ci sono interessi troppo grossi che tendono a lasciare fuori chi ha veramente voglia di fare bene. Ed è per questo che siamo rimasti agli anni Novanta. Ci hanno superato tutti come federazioni. Una Nazionale che ha vinto quattro Coppe del Mondo è da tre edizioni che non partecipa alla competizione iridata.

Un record negativo che parte da lontano. Da un modo di lavorare che bada solo ai propri interessi. Ecco, quindi, che a giugno c’è la possibilità di dare un segnale forte al pallone nostrano. Poi magari avrà ragione De Laurentiis sulla carica eventuale di Malagò. L’ex presidente del Coni è stato determinante con le Olimpiadi dove l’Italia ha stravinto.

Ma dovrebbe comunque affiancarsi ad ex campioni che conoscono come funziona il calcio. Staremo a vedere cosa accadrà. Per il momento ci guarderemo l’ennesimo Mondiale dalla poltrona dovendo fare il tifo per la Nazionale che ci è più simpatica. Poi si vedrà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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