Tutte le novità
IL NOSTRO POSTO
08 Aprile 2026 - 07:58
Roberto Fico
Trasparenza e rigore nel rispetto delle regole: due pilastri fondamentali che dovrebbero essere sempre alla base dell’attività politica e, ancor di più, di quella di una amministrazione. E di questo sembrava fosse consapevole lo stesso Fico, la cui campagna elettorale è stata impostata proprio sul distinguo col “sistema Salerno”, espressione simbolo che, più di mille parole, ha descritto i dieci anni della Campania targata Vincenzo De Luca.
A quasi cinque mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione, però, la realtà ci consegna un’altra verità. Prendiamo il trasporto pubblico, settore nevralgico per la vita dei cittadini. Dell’annunciata discontinuità, prima di tutto politica, non v’è traccia, nella forma e nella sostanza.
Ai tavoli, a tutti i “tipi” di tavolo, accanto all’assessore ai trasporti - invero interessato più che altro a contare i giorni che lo separano dalla candidatura al Parlamento - siede costantemente proprio colui che ha gestito per conto di De Luca esattamente questo settore, il presidente della Commissione regionale Trasporti, non a caso confermato nel ruolo.
E, se sarà inevitabile mandare a casa il vertice di Eav, nondimeno a Santa Lucia stanno cercando il modo di accompagnarlo alla porta con una ricca buonuscita. È chiaro che, con queste premesse, diventa difficile che la concreta gestione possa modificarsi rispetto al passato.
E infatti si vedono già dei “pasticciacci brutti” che vale la pena di segnalare. Partiamo dalla gara indetta da Eav per il servizio di pulizia di stazioni e mezzi del Tpl - parliamo di quasi cento milioni di euro di soldi pubblici - che una multinazionale si è aggiudicata dopo una lunga e clamorosa battaglia giudiziaria. Ebbene, nonostante molti inviti alla chiarezza, da Santa Lucia tutto tace.
Insomma, pare proprio che Roberto Fico non si sia accorto che a questo colosso tedesco - ma, a giudicare dalla quantità di inchieste giudiziarie in cui è incappato nel nostro Paese, assai “italianizzatosi” - sia stato addirittura revocato il cd. “rating di legalità” da parte dell’Antitrust.
Al di là dei profili giuridici della questione, per uno che aveva sempre fatto della trasparenza il suo dogma, lasciare le cose come stanno non è roba da poco…. E non finisce qui. Da più parti vengono sollevate perplessità anche sul bando di Air Campania per l’affidamento del servizio di manutenzione ai mezzi su gomma.
Stavolta, nel bando, da oltre 30 milioni di euro, è stato infilato un requisito assai singolare per un’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale nelle province di Avellino, Benevento, Napoli e Caserta: la ditta aggiudicataria deve possedere un’officina esattamente nel raggio di 15 chilometri dal comune di Castel San Giorgio, in provincia di Salerno.
Vi parrà senz’altro strano ma, ad aver scelto quale base logistica proprio questo ridente comune salernitano, pare sia stata una sola ditta, la quale, altrettanto casualmente, si è aggiudicata la commessa… Sarà senz’altro legittimo - e magari risponderà pure ad una qualche logica - ma, a parer nostro, un qualche approfondimento andava fatto.
E invece niente: probabilmente a Palazzo Santa Lucia sono talmente presi a studiare cosa fare per portare la legalità nel Nostro Posto che non hanno evidentemente tempo di farlo per davvero.
Quanto alla Circumvesuviana (da otto anni “premiata” come peggior ferrovia d’Italia), l’Amministrazione regionale - evidentemente dimentica del fatto che da anni si addebitano i “disservizi” (la scelta del sostantivo è influenzata dal clima pasquale) alle inefficienze della ditta aggiudicataria - pare voglia estenderle il contratto alla fornitura di altri 44 treni, invece di bandire una nuova gara…
Un atto di fede degno dei martiri paleocristiani se si considera che, a fronte dei 56 mezzi previsti dal contratto, finora ne sono arrivati appena 3, peraltro ancora in officina in attesa di autorizzazioni tecniche e prove di sicurezza per entrare in servizio. Ma, al di là di questo, sembra difficile negare che si tratti, ancora una volta, di una scelta poco ispirata alla trasparenza.
E questo senza ancora considerare che, come ci sgoliamo a ricordare da anni, il problema del Tpl su ferro non si può risolvere in Campania senza metter mano alle infrastrutture ferroviarie che, restate senza uno straccio di manutenzione per oltre 10 anni (spesso neppure quella ordinaria), oggi sono un vero e proprio colabrodo, dal quale bisognerebbe partire, sempre se si volesse far sul serio.
Ma, a quanto pare, Fico, che pure forse non ha letto “Il Gattopardo”, si sta candidando al ruolo di Tancredi Falconeri, il nipote del Principe di Salina: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo